05 aprile 2017

The Exorcist alla texana





Forse non ricordo perfettamente, ma mi sembra proprio che padre Karas fosse vestito di grigio o comunque di scuro. Quindi il completino kaki non mi sembra particolarmente evocativo, almeno tanto quando la croce di chiavi inglesi. Ma tant'è: questa è la Exorcist, versione ipervitaminizzata di una Camaro ZL1 a cura di Hennessey. Il tuner texano, aumentando la portata del volumetrico e la cilindrata del V8, ha infatti sparato questa versione da 1.000 cavalli della muscle car Usa, capace di stracciare letteralmente gli pneumatici con la sua mostruosa coppia di 1310 Nm. Per questo le gomme posteriori sono da dragster, in modo da permettere l'effettuazione di almeno uno degli 0-100 sotto i 3 secondi che l'auto annovera tra i dati prestazionali. Ma la forza della Exorcist dovrebbe risiedere nel quarto di miglio (402,25 m, tipica base di misurazione americana), percorsi in meno di 10 secondi, mentre la V max è di 354 km/h. Il kit base di trasformazione è disponibile montato a 55.000 $, oltre ai 63.435 $ della LT1, ma se volete fare sul serio non potrete fare a meno della trasmissione dedicata, 9.950 $ e del drag pack con albero di trasmissione modificato, gomme Nitto e cerchi da 20", altri 8.995 $; oppure del road race pack con le Michelin che costa 6.995 $. La presentano ufficialmente oggi allo Houston Auto show e ne faranno solo 100. Ce la facciamo scappare?

Nel confronto tra Polizie l'Italia vince





Police Pursuit è un videogioco (anche online) nel quale ci si diverte a fare inseguimenti, con il gusto di poter stare a seconda dei casi dalla parte della polizia o da quella dell'inseguito ma senza correre i rischi cui si va incontro nella vita reale (che negli Usa sono peraltro consistenti). Per le Case è ormai pratica (quasi) comune la traslazione dalla fantasia alla realtà delle supercar impiegate nei videogiochi; così Nissan ha realizzato dal vero la #23, ovvero la GT-R di Police Pursuit carrozzata per lo Skyline Metro Police Department, istituto di fantasia che si rifà alla polizia di New York. Nessun incremento di potenza: l'auto ha il V6 biturbo 3.8 in configurazione standard da 573 CV, ma ovviamente dispone di una serie di optional specifici destinati al ruolo di chaser che le si confà. Così al grande alettone posteriore fa da contraltare la barra con le luci blu e rosse esterne, che a sua volta si ripete nella parte alta del parabrezza con i flash allo xeno; nella parte anteriore ci sono un altoparlante per i warning, oltre al ripetitore delle luci e a una barra messaggi, senza dimenticare il bumper corazzato integrato nella struttura ex novo in fibra ci carbonio per i tamponamenti tecnici, quelli che tanto piacciono ai cops e che vediamo sulle real TV. Ma la modifica più vistosa è relativa ai cerchi di serie, sostituiti da ruote da 22 pollici in lega ma con lo stile di quelle in acciaio. Ok, bella storia. Ma vogliamo mettere il confronto con la Lambo nostrana?

04 aprile 2017

Un V8 Koenigsegg per Spyker





Ve la ricordate la Spyker? Sì, quel marchio semi-artigianale olandese che voleva comprarsi la Saab, fallito nel 2014  ma poi risorto e stabilizzato con una sede produttiva in UK (sarà mica per ragione fiscali eh?). Bene, ora le cose si sono messe meglio e la (piccola) produzione è ripresa con una versione aggiornata della C8 e un accordo di fornitura motori con la Koenigsegg. Nel prossimo futuro ci sono la B6 Venator vista a Ginevra nel 2013 e la Suv D12 Peking to Paris nata nel 2006 che doveva essere convertita alla trazione elettrica con l'aiuto dell'industria aeronautica americana Volta Volarè. La D12 è stata declassata a D8 Peking to Paris, in omaggio al V8 svedese da 5 litri che ha sostituito il W12 tedesco, lo stesso motore che equipaggia la C8 Preliator Spyder e che sulla Suv viene sostenuto da un sistema ibrido alloggiato nella scocca in alluminio, quella commissionata alla Lotus prima della bancarotta. Il debutto dovrebbe avvenire al salone di Ginevra del prossimo anno, ma visti i trascorsi c'è ancora tempo per qualche cambiamento. Sempre che la "maledizione della Saab" non attacchi.

Il mito Porsche online










La passione che sta alle spalle del marchio Porsche è nota
assai, ma da oggi c'è di più dello storico Christophorus per avvitarsi nelle
spire della propria mania: è nato infatti 9:11, un video magazine online
che presenta le clip che celebrano i punti salienti Porsche del passato,
ma sempre con un occhio al futuro; un viaggio multimediale, dalla tradizione
all'innovazione, dalla 356 alle Porsche di domani. Il primo episodio si chiama
Courage e ha come protagonista iniziale Walter Rohrl con la sua carriera
automobilistica di prestigio; il secondo è però già in canna, si chiama Pure e
tratta tecnicamente dei motori turbo. Il sito si trova qui : http://911-magazine.porsche.com/en/.
E con ogni probabilità sarà frequentato dagli appassionati quanto dai
possessori di Porsche. Certo che evitare l'istintiva associazione con una data
così tragica, negli Usa non sarà immediato. Ma il marchio la sa lunga...

03 aprile 2017

La Huracan in Polizia







Una nuova Lamborghini entra nel parco auto della polizia. stavolta è una Huracán. La consegna si è svolta al Viminale e la supercar è destinata al comparto di Bologna della polizia stradale, ove la Huracán sarà impiegata per attività operative e trasporto urgente di sangue e organi. Sulla vettura sono montate montati pneumatici Pirelli P Zero con il fianco
in “azzurro volante”, primo esempio su strada dell’Edizione Colorata Pirelli.
L’auto ha una banda tricolore che corre lungo entrambe le fiancate
della vettura ed è dotata del motore V10 aspirato da 610 CV. Le Lambo sono entrate nell'autoparco della polizia sin dal 2004, mentre nel 2008 erano state due Gallardo a fare il loro ingresso. L'anno dopo, però una delle due è stata distrutta in un incidente e attualmente le vetture in servizio sono tre, cui si aggiunge la nuova Huracan. Personalmente ritengo che il trasporto organi sia più sicuro e veloce in elicottero, ma forse è questione di opinioni. In ogni caso prevedo lotte tra gli equipaggi per l'assegnazione.

Opel Insignia 2.0 Turbo DI 4x4


























La Opel Insignia è una world car tipicamente americana. Sì,
perché il marchio è (dovrei dire era, vista la recente acquisizione da parte di
PSA) tedesco ma politica gestionale e scelte tecniche vengono dagli Usa, da GM
per la precisione. Quindi la Insignia (in America Malibu, con minime differenze) deve piacere un po’ a
tutti. La sua linea, però, stavolta si è staccata dalla abituale uniformità
sinergica per assumere un tono da coupé che la slancia e rende più elegante.
Questa versione berlina a 5 porte, denominata Grand Sport, è l’ammiraglia di
Opel, con una lunghezza che sfiora i 5 metri (4.897 x 2.093 x 1.455 mm le misure) e un abitacolo spazioso e ben
rifinito. La profilatura richiama la concept Monza del 2015 che a sua volta
riprendeva il nome dalla coupé anni ’80: una scocca allungata con ampio passo e
sbalzi ridotti, la griglia anteriore rinnovata e più di design, una profilatura
aerodinamica accurata che ha fatto scendere a 0,26 il Cx e un risparmio di peso
di 175 kg rispetto al precedente modello grazie all’impiego di acciai alto
resistenziali.  Il sistema di
illuminazione è ora full LED, con i gruppi IntelliLux a matrice di 32 elementi che
che “ritagliano“ il fascio luminoso attorno agli altri soggetti della strada e
un faro di profondità con una portata di 400 m.





Dentro un abitacolo ben rifinito con una plancia a sviluppo
orizzontale molto gradevole e funzionale, l’ampio schermo centrale touch
orientato verso il guidatore e un completo cruscotto realizzato con
l’accoppiamento di strumenti analogici esterni (contagiri, a sinistra,
temperatura refrigerante e livello carburante a destra) associati a uno schermo
interno che incorpora indicatori virtuali di tachimetro e temperatura olio, e
permette diverse visualizzazioni selezionabili con i tasti sul volante. La
struttura dei comandi è stata ripensata in ottica più razionale e ora sono
raggruppati per sistema; ottima dunque l’ergonomia e comodi e ben realizzati i
sedili (riscaldabili, ventilabili e con funzione massaggio) che offrono un appoggio efficace e
trattengono senza comprimere grazie all’ampia possibilità di regolazione. Ampio
anche il divano posteriore, reclinabile asimmetricamente e con i sedili esterni
riscaldabili; il vano bagagli è di forma regolare e ha una capacità da 490 a
1.450 litri.





La gamma motori prevede un 1.5 e un 2.0 litri turbo a
benzina a iniezione diretta, con potenze da 140 a 260 CV, oltre a un millesei e un due litri
turbodiesel da 110 a 170 cavalli; ho guidato la versione top, la 2.0 Turbo 4x4 con
coppia massima di 400 Nm tra 3.000 e 4.000 giri, trasmissione automatica a 8
rapporti e trazione integrale permanente.







Un’auto agile,  a
dispetto della mole, che assume però diverse connotazioni a seconda se si
selezioni la modalità comfort o sport con i tasti sulla consolle. Nel primo
caso le tarature di sterzo, sospensioni e cambio automatico sono pensate per la
guida rilassata e gradevole, nel secondo tutto diventa più reattivo. Lo sterzo
però non appare diretto come ci si aspetterebbe, pur adatto a condurre con buona
precisione. Il cambio automatico mostra poi qualche lentezza nei passaggi e
se si affonda il pedale effettua autonomamente il downshift anche nell’azionamento manuale con
le palette al volante.





Per ottenere il massimo dal motore bisogna guidarlo come un Diesel: tenendo il regime tra
3.000 e 4.500 giri si ottiene infatti la maggior spinta, mentre andando oltre
si aumentano solo i consumi. Ottima la tenuta di strada, solo leggermente
sottosterzante, grazie al torque vectoring attuato dal differenziale posteriore
a doppia frizione a lamelle, che rende notevole l’agilità anche su un misto
stretto e massimizza la trazione, sempre ottimale anche su fondi
sdrucciolevoli; l’auto ha comunque un comportamento sano e prevedibile anche
escludendo il controllo di stabilità. I freni sono potenti e dosabili e l’assorbimento
delle asperità ottimo, ma non perfetto è invece  l’isolamento acustico, con un avvertibile rumore
di rotolamento. Andando forte il consumo è sensibile, come peraltro in tutte le
turbo a benzina.
















Si mostra molto più riuscito l’accoppiamento con il  turbodiesel di 2 litri dotato di cambio manuale,
che dona morbidezza e una guida piacevole in ogni condizione grazie alla coppia
ben spalmata sull’arco dei giri e alla corretta rapportatura del cambio. La manovrabilità
della leva è perfetta e l’auto mantiene facilmente medie elevate senza  sforzo. Le nuove Grand Sport saranno
disponibili da giugno, con prezzi che partono dai 30.250 euro della 1.6 CDTI da
110 CV per giungere ai 37.050 della 2.0 turbo
4x4.

31 marzo 2017

Il lupo perde il pelo...













La Cina è ormai sdoganata sotto l'aspetto del livello qualitativo dei suoi prodotti, prova ne sia l'animosità di The Donald nel volerli sottoporre a dazi (in buona compagnia con quelli del Vecchio Continente, n'est pas?) per l'importazione negli Usa. Ma il vizietto di copiare le auto di successo non l'hanno ancora perso. E' il caso di questa Jijie Tule, una vettura che rientra nella categoria cinese delle Low Speed Electric Vehicle (LSEV) prodotta dalla Jijie Electric Technology di Changzhou (non lontana da Shanghai), che somiglia parecchio a una smart. Certo una smart di vecchia generazione, ma pur sempre un clone stilistico delle vetturetta tedesca. Questa è pure in edizione Hello Kitty e adotta un motore da 4 CV che consente una V max di 45 km/h, alimentato da batterie al piombo che si ricaricano in 8 ore e danno un'autonomia di 100 km. Pur con i sistemi low tech di cui dispone e le scarse prestazioni, la Jijie Tule costa quasi 2.800 euro al cambio, cifra consistente per la Cina e questo tipo di vetture, proprio perché con la sua livrea european inspired è molto cool. Per la cronaca, l'azienda clona anche la VW Up! e quindi ha fatto un vero e proprio business della sua spregiudicatezza commerciale. Comunque non è tutta fuffa: nella plancia c'è uno schermo touch da 9 pollici per infotainment e navigatore, mentre la leva del selettore ricorda quella di un vero cambio automatico. A proposito, quel grosso tasto rosso proprio dietro di essa è il panic stop. Non si sa mai che con le mostruose prestazioni di cui è capace l'auto ti prenda la mano...

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...