02 marzo 2017

DS 7 Crossback, il futuro secondo DS
























Ormai ogni costruttore è d’accordo nel ritenere che il
futuro dell’auto sia SUV e questa certezza ispira le scelte di sviluppo dei
diversi marchi. Così DS, il brand di lusso del gruppo PSA  rivela la DS 7 Crossback, prima auto della seconda
generazione, quella che si rifarà in modo più stringente ai criteri di esclusività
e ricercatezza che furono alla base delle auto prodotte da André Citroën.  Nelle intenzioni dei progettisti l’intento di
rendere la DS 7 immediatamente riconoscibile. Quindi ecco il frontale con i proiettori
complessi a led costituiti da un sistema a lente e tre punti luce per parte,
che allo sblocco dell’auto si illuminano in porpora per poi ruotare di 180° sull’asse, e la griglia esagonale, principali elementi di questa strategia,
sottolineati dal breve lampeggio delle frecce a scorrimento. Le luci diurne,
anch’esse a led, sono verticali, altro elemento che segna l’appartenenza alla
stirpe
, configurate secondo una disposizione chiamata punto perla, preziosismo
estetico che collabora all’effetto complessivo. I gruppi posteriori si ispirano
a quelli della concept DS Tense e sono realizzati con la tecnologia 3D full led
con un disegno a scaglie tridimensionale. All’interno due schermi tattili ad
alta definizione da 12 pollici sono collocati uno al centro della plancia e connesso
al navigatore e al sistema multimediale DS Connect, l’altro nel cruscotto
davanti al guidatore, al posto della strumentazione e ampiamente
personalizzabile. Come personalizzabile è l’allestimento, disponibile in cinque “ispirazioni” Bastille, Rivoli, Faubourg, Opéra e Performance, tutte
caratterizzate dalla grande cura dei particolari e dalla qualità dei materiali
impiegati, dal legno trattato antiscaglia alla nappa, all’Alcantara, con
lavorazioni semi-artigianali di grande effetto estetico che aggiungono classe a
un interno decisamente molto “francese” . Al centro della plancia la chicca
dell’orologio analogico BRM con decorazioni guilloché del quadrante, che esce
dalla custodia ruotando su sé stesso all’avviamento della vettura. La
tecnologia di sicurezza e assistenza alla guida comprende il sistema
semi-autonomo Connected Pilot e quello di parcheggio Park Pilot, quello a infrarossi
per l’individuazione di ostacoli altrimenti invisibili Night Vision e il Driver
Attention Assist che monitora il comportamento del guidatore per coglierne la
stanchezza ed evitare i pericoli di colpi di sonno e disattenzioni. La gamma
prevede i motori a benzina THP 225 e THP 180 dall’omonima potenza accoppiati a
una cambio automatico a 8 rapporti, o il Pure Tech 130 con cambio manuale a 6
marce. I Diesel sono il BLueHDi 130 con cambio manuale, cui seguirà il BlueHDi180
con l’automatico a 8. Esiste poi una versione ibrida E-Tense a trazione
integrale permanente, che prevede un motore termico a benzina da 200 Cv e due
motori elettrici da 80 kW collocati anteriormente e posteriormente, per un
potenza complessiva di 300 Cv. Il pacco batterie da 13 kWh è collocato nel
pianale e non sottrae spazio al vano bagagli, mentre l’autonomia a  emissioni zero è di 60 km, con un tempo di
ricarica tramite la presa plug-in di 4 ore e 30 minuti, che scendono a 2 ore e
mezza con una presa da 32 A. La vettura sarà disponibile dal 2018, ma è già
ordinabile: per il lancio è stata allestita la versione Premiére in grigio artense, grigio perla o nero perla con interni in pelle nappa nel colore dedicato art rubis,; l'auto è full optional e adotta cerchi da 20": I motori sono i top di gamma: il Diesel da 180 CV e il benzina turbo da 225, tutti con cambio automatico a 8 rapporti. Dal 7 marzo a fine anno la prenotazione sul sito www.reservationLaPremiere.DS7Crossback.fr.

01 marzo 2017

La Alpine è pronta









L'attesa è finita: la Alpine 2.0, quella nuovo millennio, è una realtà. Dopo l'inizio incerto con Caterham nel 2012, la vettura ha avuto poi una decisa spinta interna che ha portato prima alla concept del 2016 e oggi alla berlinetta che sarà presentata ufficialmente al salone di Ginevra la prossima settimana. L'auto si rifà (parecchio)  alla A 110, quella del Montecarlo, quella che tutti identificano se dici Alpine insomma, anche se a dire il vero c'era pure la A 310 con il V6, più potente ma assai meno sportiva in senso stretto. C'è ancora il riserbo in attesa del reveal, ma si sa che il motore sarà un 4 cilindri turbo e centrale, la trazione posteriore e il peso ridotto; tutto quello che occorre, insomma, per uno 0-100 da 4 secondi e mezzo. Una rivale della Cayman, dunque, ma moolto meno cara? Vedremo.

27 febbraio 2017

Subaru ancora più toste grazie alla SGP





Tanti anni fa tutte le auto avevano un telaio e una carrozzeria imbullonata su di esso, separati. Poi sono arrivate le scocche portanti e la distinzione tra sopra e sotto si è fatta più labile. Ma nel progresso tecnico tutto, più o meno, ritorna; così sono nate le piattaforme, la parte sotto di un'auto, che non è un telaio ma ne ha in pratica le stesse funzioni strutturali.  Le più recenti sono flessibili, nel senso che permettono il montaggio di diverse strutture superiori, più o meno grandi e larghe con l'unica costante del passo. Una scelta obbligata per sfruttare appieno le sinergie di gamma e ampliare la gamma con minori investimenti. Anche Subaru, nell'ambito del grande aumento di produzione che la interessa in questo momento, passa dunque alla piattaforma flessibile, la Subaru Global Platform, SGP, che d'ora in poi sarà alla base del progetto delle nuove vetture, prima delle quali la XV che sarà a Ginevra tra pochi giorni. Flessibile anche per ciò che riguarda i gruppi motori, da quelli più tradizionali a quelli ibridi ed elettrici che la Casa intende proporre nel prossimo futuro. La SGP abbassa il baricentro della vettura di 5 mm e ne aumenta del 70% la rigidità torsionale, riducendo rollio in curva e trasmissione delle vibrazioni, oltre a risultare più sicura in caso di impatto poiché assorbe il 40% in più dell'energia cinetica sviluppata. Le già ottime caratteristiche stradali delle Subaru saranno quindi ancora migliorate, con reazioni più rapide ai comandi e maggior stabilità degli angoli caratteristici, che si traduce in una precisione ancora più avvertibile anche nella guida tranquilla.

E lasciatelo divertire (il computer)









Una shooting brake per Ginevra, questa Instinct di Peugeot, con uno styling che mostra qualche riferimento al passato (BMW Z3 coupé, VW Scirocco, dietro) ma un deciso slancio all'anteriore. Non andrà in produzione, ma non è troppo fantascientifica, non abbastanza da impedire che alla concept da ispirare una linea che nelle intenzioni di Peugeot sarà (purtroppo) all'insegna della guida autonoma. La buona notizia è che il progetto intende sviluppare auto che siano capaci di guidare da sole ma che possano ancora essere condotte con piacere, se lo si desidera. In particolare con due modalità di guida, Relax e Boost, per andature tranquille oppure impegnate, mentre le altre due, Soft e Sharp sono destinate al computer quando prende il controllo della vettura. Un software per far divertire il computer? Mah, detto così sembrerebbe, ma in compenso all'interno c'è il meglio dell'infotainment per rilassare gli occupanti, mentre è previsto un particolare sistema, l'Artik Cloud che si connette all'internet of things dei vari dispositivi che vi porterete in auto (speriamo non lavatrici e frigoriferi). Quindi uscire di casa (4.0) chiudendo la porta dall'auto e sistemando tutto in attesa del ritorno, sarà la norma, mentre si aziona il propulsore ibrido (quindi un motore vero c'è, dopotutto). da 300 CV che avrete ricaricato con la connessione plug- in (wireless) nel garage durante la notte. Il mondo del futuro, ma per Peugeot possibile già oggi. Dove oggi è il 2025.

24 febbraio 2017

La top di gamma è ibrida







La Panamera più potente di sempre è ibrida plug-in. Si chiama Turbo S E-Hybrid e affianca la già esistente e meno vigorosa 4 E-Hybrid. Il sistema di trazione impiega un V8 da 550 CV e un motore elettrico da 136 CV, che agiscono sulle ruote tramite un cambio PDK a otto marce. Generalmente le potenze dei motori a combustione non si possono sommare tout court a quelle dei motori elettrici, perché le differenze nell'erogazione rendono le curve non sovrapponibili. La grande esperienza di Porsche con i sistemi ibridi, acquisita anche con la 918 Spyder, ha però consentito in questo caso di "perdere" soltanto 6 CV, visto che la potenza complessiva è di 680 CV, con una coppia massima di 850 Nm. Le prestazioni sono da vera Porsche: Vmax di 310 km/h e uno 0 a 100 orari in 3,4
secondi. Con la solita gabola dei consumi irrisori, vera soltanto se decidete di andare in giro facendo saltare i nervi a tutti quelli che vi stanno intorno: 2,9 litri/100 km, sono assolutamente fantascientifici, anche evitando tirate furiose, ma secondo il famoso ciclo Harry Potter le cose stanno così. Comunque, trattandosi di una plug-in, potete fare 50
km a zero emissioni. La batteria al litio da 14,1
kWh è integrata nella parte posteriore e si ricarica completamente in sei ore
tramite una presa domestica da 10 A. Per averla dovete sborsare 191.676 euro; per la Executive a passo lungo occorrono invece 205.462
Euro. Sì, anche gli spiccioli.

L'onda lunga del downsizing





L'introduzione dei nuovi cicli di misurazione su strada per emissioni e consumi, che evidenziano il reale tasso di inquinamento prodotto dai motori di ridotta cubatura, sta influenzando il futuro dei propulsori, vedi le dichiarazioni del boss VW Herbert Diess sulla fine del downsizing come chiave di volta dello sviluppo techno. Ma lo sviluppo dei progetti e la loro industrializzazione richiedono tempo e accade che a fronte di una dichiarazione di fine dei giochi molti abbiano ancora il colpo in canna. E' il caso di Torotrak, azienda britannica che ha strutturato la sua produzione sul concetto di trasmissione toroidale (qualche anno fa Nissan sperimentò un cambio automatico a variazione continua di questo tipo), realizzando volani e compressori centrifughi accelerati nella rotazione mediante, appunto, trasmissioni toroidali. Il compressore centrifugo V-Charge fu presentato nel 2012 e tuttora ha parecchie frecce al suo arco, ma Torotrak ha deciso di interromperne lo sviluppo, data quella che si prospetta come la possibile fino o quantomeno il ridimensionamento dei motori sovralimentati. Il V- Charge ha il pregio di fornire una portata considerevole anche a regimi prossimi al minimo grazie al moltiplicatore di giri interno; una installazione sperimentale sul motore Ford Titanium di un litro a 3 cilindri ha permesso di ottenere 160 CV e e 250 Nm, valori tipici di un due litri di buona prestanza, ma soprattutto disponibili sin dai regimi più bassi come nei Diesel. Torotrak sperava in un contratto di fornitura a lungo termine, ma la dura realtà lo rende un miraggio. Data la validità del concetto, il compressore troverebbe utile impiego perlomeno su motori più grandi, ma a questo punto si entra nel campo del marketing industriale, dove le commesse seguono logiche che spesso prescindono dalla tecnologia.

22 febbraio 2017

Anche a 4 posti la smart elettrica











Debutta la nuova smart elettrica; la principale novità sta nella disponibilità del concetto anche sulla scocca della forfour, che ne amplia la versatilità d'uso. Nuovo il sistema di ricarica, che adotta un caricatore di maggior potenza che con la rete adatta permette di completare l'operazione in sole 2 ore e mezza, e da settembre un sistema da 22 kW di potenza che (se disponibile una rete trifase) permetterà il pieno fino all'80% della capacità in circa 45 minuti. Elevata l'agilità della vettura grazie al forte spunto da fermo e al contenuto il raggio di volta, 6,95 m, ideale in città. Le electric smart sono costruite sulla stessa linea produttiva delle sorelle nello stabilimento di Hambach, in Germania, e montano le batterie Accumotive prodotte da un'azienda del gruppo. Sul mercato in primavera, prezzi dopo Ginevra.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...