06 febbraio 2017

La nuova RS è la più potente










Debutto ginevrino anche per la Skoda Octavia RS 245, dove il numero indica i cavalli erogati dal nuovo motore 2.0 TSI adottato sia per le versioni berlina sia station wagon. Grazie all'aumento di potenza di 15 cavalli rispetto alla versione precedente, questa è la Octavia più potente di sempre, che tuttavia mantiene la sua abituale fruibilità a 360° grazie all'ampio uso di elettronica di supporto, come nel caso del differenziale autobloccante a controllo elettronico, anch'esso una prima sul modello. La nuova unità motrice consente uno 0-100 in 6,6 secondi per la berlina e 6,7 per la wagon, con la velocità limitata elettronicamente a 250 km/h. All'interno un abitacolo rivisto in chiave sportiva, all'insegna del nero e degli inserti in alluminio, con sedili dedicati in Alcantara da alta contenitività. Cambio manuale a 6 marce o DSG a 7, assetto più basso di 14 mm e carreggiata posteriore più larga di 38, con cerchi da 19 pollici di serie. Infotainment allo stato dell'arte, con una app dedicata e dulcis in fundo, il Perfomance Sound Generator che, come dice il nome, corregge il sound del motore in chiave "emozionale".

Mahle va controcorrente
















Uno dei più attuali leitmotive techno riguarda la débacle del concetto di downsizing, sino a pochissimo tempo fa portato avanti caparbiamente un po' da tutti i costruttori, Colpa (indirettamente) del Dieselgate, che ha fatto stringere i tempi del passaggio alle prove di consumo ed emissione su strada al posto di quelle al banco e mostrato che "piccolo non è sempre è meglio". Ma in questa sorta di marcia indietro tecnologica si è inserito un soggetto che crede invece di poter salvare capra e cavoli con una soluzione che renda un solo motore adatto a molteplici utilizzi. Parlo del gruppo Mahle, noto per pistoni e particolari tecnici, ma dotato di un settore di sviluppo ad ampio spettro che comprende la Aeristech, specializzata in compressori elettrici. E proprio il compressore centrifugo prodotto dalla Aeristech è stato montato a scopo dimostrativo su una Golf dotata del 3 cilindri di 1.2 litri, che grazie all'azione dell'e-rcharger ha raggiunto una potenza di 264 CV, con 315 Nm disponibili a partire da 1.500 giri. Sono 220 CV/litro, un valore corsaiolo per la piccola unità, ma del tutto paragonabile a quello del 2 litri della Clubsport. Il compressore impiega il sistema elettrico a 48 V sviluppato da VW per alimentare in continuo il compressore, che ruota a velocità comprese tra 5.000 e 120.000 giri per fornire la spinta necessaria. Tuttavia in proposito ho qualche dubbio. Il primo riguarda la durata nel tempo di batteria&Co, sottoposti a un uso assai intenso, anche se con le minori correnti di un sistema a 48V. L'altro è sui consumi, che Mahle dichiara in quasi 24.5 km/litro, ma calcolati proprio con i test tuttora in vigore, quelli al banco che saranno presto rottamati. In fin dei conti se non recuperi l'energia nei gas di scarico e in più ne sottrai all'alternatore, il bilancio dovrebbe essere in perdita, no?

Anche SW la nuova Insignia

















La nuova generazione della Opel Insignia debutta anche come station wagon, versione che segue la berlina già vista qualche giorno fa. Realizzata sulla piattaforma flessibile E2XX sviluppata dalla casa madre GM per la Chevy Malibu, è più grande della precedente, con un passo maggiorato di 92 mm e una lunghezza che arriva ora a 4.986 mm. All'aumento dimensionale esterno fanno riscontro la maggiore abitabilità e l'incremento di 100 litri dello spazio disponibile per i bagagli, con un vano la cui capacità è ora di 1.640 litri. La Sport Tourer usufruisce del sistema FlexRide che gestisce rigidità degli ammortizzatori, sterzo e risposta al gas ed è di default a trazione anteriore, con l'integrale come optional. Nessun cambiamento nella gamma motori, tutti a 4 cilindri a benzina e Diesel, che si accoppiano a cambi manuali a 6 rapporti o automatici a 8. La versione OPC con il V6 turbo arriverà più avanti. Dal vivo a Ginevra in marzo.

03 febbraio 2017

A Chicago la nuova Legacy anticipa la Outback









Al salone di Chicago, in programma la prossima settimana, Subaru presenterà la nuova Legacy, la berlina di grandi dimensioni che mancava al listino da qualche tempo. Sul mercato italiano il modello non è presente, ma allestimento e struttura (a parte ovviamente la carrozzeria berlina) sono quelli della Outback, modello di punta del marchio. Altra differenza tra i due lati dell'Atlantico, oltre al boxer 2.5 sulla piazza Usa è fornito anche il propulsore 6 cilindri di 3.6 litri da tempo eliminato dalle nostre parti. Peccato perché era una bella unità (pur discreta bevitrice) e di fatto l'unico boxer a 6 cilindri oltre ai motori Porsche. La trasmissione impiega sempre l'ottimo cambio a variazione continua Subaru, con una nuova catena per ridurre la rumorosità; la trazione è al solito permanente sulle quattro ruote. Data la crescente sensibilità della clientela per per connessioni e infotainment, il sistema Starlink è stato dotato di uno schermo da 8 pollici invece di 7 con un processore più veloce, mentre tra le app dedicate e scaricabili sullo smartphone ci sono features quasi incredibili, come eBird che segnala i siti per il bird watching nelle vicinanze con la specifica delle razze interessate. Infine, è stato installato il RAB, Reverse Automatic Braking, un radar che rivela ostacoli sulla traiettoria quando si fa marcia indietro e arresta automaticamente la vettura in caso di pericolo, un dispositivo assai utile in Usa, dove ogni anno sono numerosi gli investimenti nel vialetto di casa a danno di bimbi e animali.

Torna la Giulia Sprint







Al prossimo salone di Ginevra, tra circa due mesi, Alfa Romeo potrebbe presentare la Giulia Sprint, variante coupé della berlina media del marchio. Il nome storico sarà applicato alla due porte del Biscione che avrebbe l'ambizione di sfidare A5, Serie 4 e Classe C sul loro terreno e che è realizzata anch'essa, come la berlina e la Stelvio, sulla piattaforma flessibile Giorgio, tanto flessibile da consentire pure una Spider che sarebbe in programma per il prossimo futuro, quanto prossimo però non è ancora dato sapersi. Vuoi vedere che realizzano davvero il piano quinquennale annunciato nel 2014, quello che prevedeva 2 compatte, una piccola, una berlina, 2 crossover e una sportiva entro il 2018? Certo con un po' di ritardo, visto che siamo già nel 2017, ma forse l'intenzione, overall, c'è. Nessuna novità, comunque, sui motori, gli stessi della Giulia: tutti motori a quattro cilindri, eccetto il V6 biturbo da 510 CV sulla versione top Quadrifoglio. Certo che riguardo i nomi la fantasia si spreca eh?

02 febbraio 2017

E' già dietro l'angolo la nuova 911





La nuova generazione delle Porsche 911, attesa al debutto per il 2018, è già avanti con lo sviluppo e i primi muletti sono stai colti durante i test in area artica. Nella fattispecie si trattava di "corpi" di Carrera S, dotati però di quelle che saranno le novità visibili del nuovo modello, perlopiù collocate al retrotreno: uno spoiler posteriore largo quanto la vettura, luci concentrate in una lunga striscia che segue lo spoiler e scarichi più vicini al centro del paraurti. Davanti i gruppi ottici hanno una diversa inclinazione, mentre la carreggiata dovrebbe aumentare lievemente grazie all'impiego di una nuova piattaforma sviluppata internamente, tale da consentire anche il montaggio di sistemi ibridi, una prima sulle 911, oltre a unificare la linea produttiva delle Carrera e delle 718 Boxster e Cayman. Sempre all'insegna della sinergia, la stessa piattaforma potrebbe anche essere impiegata dalla Audi per la R8 e da Lamborghini per le sostitute di Aventador e Huracán. Il fatto che lo stesso telaio consenta la realizzazione di vetture sia con motore posteriore, sia centrale implica che anche nelle prossime 911 la posizione del propulsore sarà spostata in avanti, a tutto vantaggio dell'equilibrio delle masse e dell'agilità della vettura. I motori saranno ancora i 3 litri turbo dell'attuale linea e seguendo l'abituale rito Porsche dovrebbero essere potenziati nelle nuove versioni, ma è ancora presto per dati tecnici.

L'elettrico di MB va avanti





L'impianto di Sindelfingen produrrà le future EQ di Mercedes, le vetture elettriche che contraddistingueranno la new age del marchio della stella. La struttura produttiva si basa su architetture differenti da quelle delle vetture tradizionali: in particolare il pianale è del tutto diverso poiché deve alloggiare le batterie, ma viene sviluppato comunque con il concetto modulare che permette anche alle vetture con motorizzazione tradizionale di adeguare un telaio a un'intera gamma di vetture. Le EQ quindi saranno integrate nella produzione di serie e presto anche gli stabilimenti in altri continenti seguiranno questa procedura. L'integrazione consente una riduzione di costi a livello industriale, ma coniuga anche l'inserimento delle nuove professionalità e tecnicalità che l'adozione della trazione elettrica implica necessariamente. L'inserimento dei modelli elettrici in gamma permette poi quella gradualità di diffusione assolutamente necessaria in un segmento che pur con i più promettenti auspici per il futuro ha tuttora una penetrazione piuttosto scarsa.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...