Uno dei più attuali leitmotive techno riguarda la débacle del concetto di downsizing, sino a pochissimo tempo fa portato avanti caparbiamente un po' da tutti i costruttori, Colpa (indirettamente) del Dieselgate, che ha fatto stringere i tempi del passaggio alle prove di consumo ed emissione su strada al posto di quelle al banco e mostrato che "piccolo non è sempre è meglio". Ma in questa sorta di marcia indietro tecnologica si è inserito un soggetto che crede invece di poter salvare capra e cavoli con una soluzione che renda un solo motore adatto a molteplici utilizzi. Parlo del gruppo Mahle, noto per pistoni e particolari tecnici, ma dotato di un settore di sviluppo ad ampio spettro che comprende la Aeristech, specializzata in compressori elettrici. E proprio il compressore centrifugo prodotto dalla Aeristech è stato montato a scopo dimostrativo su una Golf dotata del 3 cilindri di 1.2 litri, che grazie all'azione dell'e-rcharger ha raggiunto una potenza di 264 CV, con 315 Nm disponibili a partire da 1.500 giri. Sono 220 CV/litro, un valore corsaiolo per la piccola unità, ma del tutto paragonabile a quello del 2 litri della Clubsport. Il compressore impiega il sistema elettrico a 48 V sviluppato da VW per alimentare in continuo il compressore, che ruota a velocità comprese tra 5.000 e 120.000 giri per fornire la spinta necessaria. Tuttavia in proposito ho qualche dubbio. Il primo riguarda la durata nel tempo di batteria&Co, sottoposti a un uso assai intenso, anche se con le minori correnti di un sistema a 48V. L'altro è sui consumi, che Mahle dichiara in quasi 24.5 km/litro, ma calcolati proprio con i test tuttora in vigore, quelli al banco che saranno presto rottamati. In fin dei conti se non recuperi l'energia nei gas di scarico e in più ne sottrai all'alternatore, il bilancio dovrebbe essere in perdita, no?
06 febbraio 2017
Mahle va controcorrente
Uno dei più attuali leitmotive techno riguarda la débacle del concetto di downsizing, sino a pochissimo tempo fa portato avanti caparbiamente un po' da tutti i costruttori, Colpa (indirettamente) del Dieselgate, che ha fatto stringere i tempi del passaggio alle prove di consumo ed emissione su strada al posto di quelle al banco e mostrato che "piccolo non è sempre è meglio". Ma in questa sorta di marcia indietro tecnologica si è inserito un soggetto che crede invece di poter salvare capra e cavoli con una soluzione che renda un solo motore adatto a molteplici utilizzi. Parlo del gruppo Mahle, noto per pistoni e particolari tecnici, ma dotato di un settore di sviluppo ad ampio spettro che comprende la Aeristech, specializzata in compressori elettrici. E proprio il compressore centrifugo prodotto dalla Aeristech è stato montato a scopo dimostrativo su una Golf dotata del 3 cilindri di 1.2 litri, che grazie all'azione dell'e-rcharger ha raggiunto una potenza di 264 CV, con 315 Nm disponibili a partire da 1.500 giri. Sono 220 CV/litro, un valore corsaiolo per la piccola unità, ma del tutto paragonabile a quello del 2 litri della Clubsport. Il compressore impiega il sistema elettrico a 48 V sviluppato da VW per alimentare in continuo il compressore, che ruota a velocità comprese tra 5.000 e 120.000 giri per fornire la spinta necessaria. Tuttavia in proposito ho qualche dubbio. Il primo riguarda la durata nel tempo di batteria&Co, sottoposti a un uso assai intenso, anche se con le minori correnti di un sistema a 48V. L'altro è sui consumi, che Mahle dichiara in quasi 24.5 km/litro, ma calcolati proprio con i test tuttora in vigore, quelli al banco che saranno presto rottamati. In fin dei conti se non recuperi l'energia nei gas di scarico e in più ne sottrai all'alternatore, il bilancio dovrebbe essere in perdita, no?
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