27 gennaio 2017
Big troubles per l'auto Usa
Le decisioni di The Donald riguardo l'economia potrebbero avere pesanti ripercussioni sul mondo dell'automobile. L'uscita dall'accordo Trans-Pacifico, la prossima rinegoziazione del NAFTA, l'accordo con Canada e Messico per il libero scambio, e il muro che intende costruire proprio verso quest'ultimo possono infatti tradursi in una vera débacle per l'industria dell'auto yankee, che ha delocalizzato le produzioni proprio in base alla facilità di transito. Dato per scontato che il Messico non pagherà il muro, sorta di imposizione nazista che non può essere accettata da alcun Paese civile, la prevista tassa del 20% sulle merci provenienti da oltre frontiera penalizzerà sì il governo messicano, ma anche le auto di là provenienti. E per reimpiantare le fabbriche in Usa occorrono soldi, molti. Molti di più di quelli derivanti dalla riduzione delle tasse sulle imprese a un'aliquota tra il 15 e il 20% prospettata dal tycoon. Di qui la cautela mostrata dai ceo delle tre interessate dopo il colloquio con il presidente. E anche il successo di borsa che ha visto lo sfondamento storico di quota 20.000 dell'indice Dow Jones sarà tutto da confermare se i dazi cominceranno a metterli anche gli altri Paesi. L'Europa per prima che, al di là dell'abituale attitudine al ruolo di scendiletto che gli inglesi manifestano nei confronti degli Usa, attuata per avere l'autorizzazione a comportarsi da paradiso fiscale senza entrare in alcuna black list, con gli albionici lontani (o almeno si spera) dalla possibilità di influenzare le regole dell'Unione, potrebbe reagire parimenti a dazi imposti sui propri prodotti. Non avrei mai creduto di condividere le idee del presidente cinese Xi Jinping ma devo dire che approvo il suo discorso a Davos e che non si possa tornare oggi alle rozze politiche economiche di cinquant'anni fa. Nemmeno per tener fede a promesse elettorali.
Mild hybrid la prossima GTI
VW ha rivelato alcune info tecniche riguardo la prossima Golf GTI, ottava edizione della never ending series che tuttora riscuote grande successo. L'auto, attesa per il 2020, dovrebbe adottare ancora il 4 cilindri turbo a benzina da 265 CV, nell'edizione dunque che equipaggia attualmente la Clubsport, ma con il sistema di sovralimentazione completamente rivisto. L'espansione del gruppo verso elettriche e ibride fa sì infatti che si diffonda l'adozione di un circuito elettrico da 48 V, che consente quindi l'uso di starter/generatori integrati nel cambio. Un po' la stessa soluzione adottata da Mercedes per i nuovi motori a benzina, dove la funzione di boost è svolta (anche) dal motore elettrico. Da notare che basta aggiungere una (piccola) batteria e l'auto si trasforma in ibrida plug-in. Il turbo, poi, potrebbe essere assistito da un motore elettrico per garantire sovrappressione anche a regimi molto bassi ed estendere il plateau di coppia massima nell'arco di regimi di uso comune. Si parla addirittura di una sostituzione tout court del turbo con un compressore elettrico, ma personalmente ho dei dubbi sull'effettivo guadagno della soluzione in termini termodinamici: tutta l'energia dei gas di scarico andrebbe dispersa a fronte del consumo addizionale di energia da parte del compressore elettrico. La stessa situazione dei volumetrici, insomma, che non sono mai stati campioni di efficienza. Ma VW ci ha abituato a soluzioni tecnicamente audaci, vedi il V5, quindi non do' nulla per scontato.
24 gennaio 2017
Spesa con l'auto?
In Europa è presente soltanto in UK, ma Walmart è la più grande società di supermercati al mondo con punti vendita in Sud America, Africa, Asia e, ovviamente, una presenza capillare negli States. Vendono di tutto e tra poco anche le auto. Un accordo con la società di franchise AutoNation, infatti, dal prossimo aprile permetterà alla catena di sviluppare inizialmente in Florida il programma CarSaver, che coinvolge gli store AutoNation entro le 15 miglia di distanza dal punto Walmart interessato. Ma perché andare al super e non rivolgersi direttamente alla concessionaria? Semplice, perché Walmart ti garantisce uno sconto di 3.000 $ sulla vettura prescelta se l'appuntamento con la concessionaria avviene tramite un contatto acquisito mediante la struttura esistente nel supermercato. Dalle nostre parti è difficile capire la logica di questo tipo di marketing Usa, ma il fatto è che per loro è importante far affluire la gente negli autosaloni; la parlantina e le doti di convincimento dei vendiori fanno poi il resto, statistiche alla mano. Un retaggio degli anni '60? Piuttosto una realtà dell'America più prodonda che non è mai cambiata, tutto sommato proprio quella cui fa riferimento The Donald.
Una Mitsu media a Ginevra
Dopo l'ingresso nel gruppo Renault-Nssan, Mitsubishi ha ritrovato la vitalità e anticipa con questo teaser una vettura che si colloca dimensionalmente tra la ASX e la Outlander, Suv ovviamente. La foto permette di evidenziare quella che si può ritenere una maggiore attenzione al design rispetto al passato, con riferimenti alla concept XR-PHEV del 2013 e, vista la lunghezza attorno ai 4 metri e mezzo, l'appartenenza alla stessa categoria della Nissan Qashqai risulta evidente. Sinergia di gruppo, quindi? Could be, ma nel prodotto Mitsu forse potrebbe esserci maggiore attenzione alle versioni 4WD, offerte comunque in opzione rispetto a una base a trazione anteriore. Motori turbo a benzina e Diesel, mentre con i cambi la Casa si sbizzarrisce: disponibili infatti soluzioni manuali, automatiche (a 8 marce) e CVT. La vedremo a Ginevra.
Bye Bye Bernie
Quasi quarant'anni. Tanto è durato l'impero di Bernie Ecclestone, indiscusso protagonista economico della F1. E' stato infatti ufficializzato ieri il passaggio della quota di controllo della società che gestisce la F1 al gigante Usa Liberty Media, che fin dallo scorso settembre aveva manifestato l'intenzione all'acquisto. Al posto del vecchio Bernie, l'ex capo di 21st Century Fox, (una volta era 20th, remember?) Chase Carey; braccio operativo del motorsport sarà invece Ross Brawn. L'operazione ha comportato un esborso di 8 miliardi di dollari, la pensione di un Ecclestone ormai ottantasettenne. Ora Brawn si occuperà delle questioni tecniche e regolamentari, mentre Carey sarà occupato dai lucrosi risvolti economici relativi ai diversi contratti, pubblicitari e non che ruotano attorno al circus miliardario. Indubbio che il britannico, nella tradizione dell'antico spirito che diede i natali ai corsari ai pirati in quel Paese, abbia realizzato nel tempo una fortissima crescita dei profitti, facendo affari d'oro con i diversi attori dell'area interessata. Forse lo sport non ha però avuto la prevalenza, vista la noia delle gare odierne, ingessate in regolamenti poco entusiasmanti dal punto di vista della spettacolarità. Le cose cambieranno con Liberty? Mah, certamente la società vorrà rientrare quanto prima dell'investimento, quindi non è da attendersi a breve una prevalenza diversa da quella finanziaria.
23 gennaio 2017
Mercedes-Maybach alla rincorsa dei Suv ultralusso
Parlavo giusto di Suv e della loro diffusione in ambito basso di gamma. Beh, devo ammettere che però evidentemente il volume fa il suo bell'effetto anche sull'altro lato della gamma, basti vedere la Bentley Bentayga, o la Aston Martin DBX e la Rolls Royce Cullinan, entrambe in traiettoria di uscita. Oppure la nuova Maybach GLS. Indifferenti allo stile ma attenti principalmente al lato dimensionale, si prospettano stuoli di acquirenti anche per le Suv ultralusso e Mercedes non vuole certo lasciarsi scappare il business. Così, proseguendo nella riqualificazione del brand come altissimo di gamma delle vetture MB, nel 2019 è attesa la variante Maybach della GLS. Differenze esterne su particolari come griglia, gruppi ottici, cromature e ruote e interno impostato ai massimi comfort e lusso con il condimento di un infotainment e una connettività al top sono da attendersi, ma nessuna variazione nei parametri dimensionali della vettura. La fallimentare esperienza passata del marchio singolo insegna: lusso sì, ma linee di produzione invariate. Sotto il cofano il V8 di 4 litri oppure il 6 litri V 12 AMG, entrambi biturbo, con cambio automatico 9G-Tronic adattato anche alla mega-coppia del dodici cilindri.
La rivincita delle station
Nella mass production le Suv stanno sostituendo quasi completamente le station wagon; questione di mode e modi. Ma in altri segmenti, per esempio quello delle auto all terrain o delle famigliari di lusso, questa sostituzione non avviene e non avverrà. Questione di stile, stavolta: è difficile che la matita di un designer faccia miracoli quando l'oggetto è alto e sgraziato, mentre la linea affusolata di una wagon dà maggiore ampiezza di vedute. Così Porsche sta realizzando la versione con portellone della Panamera, basandosi sulla concept 2012 Sport Turismo. Una shooting brake, una station di maniera concepita attorno alle notevoli doti sportive della berlina, ma dotata indubbiamente di maggiori volume del bagagliaio e praticità. La vedremo al prossimo salone di Ginevra in marzo e adotterà le stesse meccaniche della sorella berlina, della quale manterrà pure l'abitabilità anteriore e posteriore visto il passo invariato. Versione ibrida a venire; potrebbe anche essercene una elettrica.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Arrivano le multe per le autonome
In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...
-
Mentre la UE va avanti a proclami ideologici, in Burkina Faso sta avvenendo la vera transizione energetica. Sostenibile. Dal colpo di stato ...
-
La storica produttrice italiana di veicoli commerciali diventa indiana. Un altro pezzo d'Italia che va all'estero. La famiglia Elkan...
-
La sperimentazione Mazda della Mobile Carbon Capture dà l'occasione per fare il punto sullo stato reale della cattura attiva della CO₂. ...






