24 gennaio 2017

Una Mitsu media a Ginevra





Dopo l'ingresso nel gruppo Renault-Nssan, Mitsubishi ha ritrovato la vitalità e anticipa con questo teaser una vettura che si colloca dimensionalmente tra la ASX e la Outlander, Suv ovviamente. La foto permette di evidenziare quella che si può ritenere una maggiore attenzione al design rispetto al passato, con riferimenti alla concept XR-PHEV del 2013 e, vista la lunghezza attorno ai 4 metri e mezzo, l'appartenenza alla stessa categoria della Nissan Qashqai risulta evidente. Sinergia di gruppo, quindi? Could be, ma nel prodotto Mitsu forse potrebbe esserci maggiore attenzione alle versioni 4WD, offerte comunque in opzione rispetto a una base a trazione anteriore. Motori turbo a benzina e Diesel, mentre con i cambi la Casa si sbizzarrisce: disponibili infatti soluzioni manuali, automatiche (a 8 marce) e CVT. La vedremo a Ginevra.

Bye Bye Bernie





Quasi quarant'anni. Tanto è durato l'impero di Bernie Ecclestone, indiscusso protagonista economico della F1. E' stato infatti ufficializzato ieri il passaggio della quota di controllo della società che gestisce la F1 al gigante Usa Liberty Media, che fin dallo scorso settembre aveva manifestato l'intenzione all'acquisto. Al posto del vecchio Bernie, l'ex capo di 21st Century Fox, (una volta era 20th, remember?) Chase Carey; braccio operativo del motorsport sarà invece Ross Brawn. L'operazione ha comportato un esborso di 8 miliardi di dollari, la pensione di un Ecclestone ormai ottantasettenne. Ora Brawn si occuperà delle questioni tecniche e regolamentari, mentre Carey sarà occupato dai lucrosi risvolti economici relativi ai diversi contratti, pubblicitari e non che ruotano attorno al circus miliardario. Indubbio che il britannico, nella tradizione dell'antico spirito che diede i natali ai corsari ai pirati in quel Paese, abbia realizzato nel tempo una fortissima crescita dei profitti, facendo affari d'oro con i diversi attori dell'area interessata. Forse lo sport non ha però avuto la prevalenza, vista la noia delle gare odierne, ingessate in regolamenti poco entusiasmanti dal punto di vista della spettacolarità. Le cose cambieranno con Liberty? Mah, certamente la società vorrà rientrare quanto prima dell'investimento, quindi non è da attendersi a breve una prevalenza diversa da quella finanziaria.

23 gennaio 2017

Mercedes-Maybach alla rincorsa dei Suv ultralusso





Parlavo giusto di Suv e della loro diffusione in ambito basso di gamma. Beh, devo ammettere che però evidentemente il volume fa il suo bell'effetto anche sull'altro lato della gamma, basti vedere la Bentley Bentayga, o la Aston Martin DBX e la Rolls Royce Cullinan, entrambe in traiettoria di uscita. Oppure la nuova Maybach GLS. Indifferenti allo stile ma attenti principalmente al lato dimensionale, si prospettano stuoli di acquirenti anche per le Suv ultralusso e Mercedes non vuole certo lasciarsi scappare il business. Così, proseguendo nella riqualificazione del brand come altissimo di gamma delle vetture MB, nel 2019 è attesa la variante Maybach della GLS. Differenze esterne su particolari come griglia, gruppi ottici, cromature e ruote e interno impostato ai massimi comfort e lusso con il condimento di un infotainment e una connettività al top sono da attendersi, ma nessuna variazione nei parametri dimensionali della vettura. La fallimentare esperienza passata del marchio singolo insegna: lusso sì, ma linee di produzione invariate. Sotto il cofano il V8 di 4 litri oppure il 6 litri V 12 AMG, entrambi biturbo, con cambio automatico 9G-Tronic adattato anche alla mega-coppia del dodici cilindri.

La rivincita delle station









Nella mass production le Suv stanno sostituendo quasi completamente le station wagon; questione di mode e modi. Ma in altri segmenti, per esempio quello delle auto all terrain o delle famigliari di lusso, questa sostituzione non avviene e non avverrà. Questione di stile, stavolta: è difficile che la matita di un designer faccia miracoli quando l'oggetto è alto e sgraziato, mentre la linea affusolata di una wagon dà maggiore ampiezza di vedute. Così Porsche sta realizzando la versione con portellone della Panamera, basandosi sulla concept 2012 Sport Turismo. Una shooting brake, una station di maniera concepita attorno alle notevoli doti sportive della berlina, ma dotata indubbiamente di maggiori volume del bagagliaio e praticità. La vedremo al prossimo salone di Ginevra in marzo e adotterà le stesse meccaniche della sorella berlina, della quale manterrà pure l'abitabilità anteriore e posteriore visto il passo invariato. Versione ibrida a venire; potrebbe anche essercene una elettrica.

20 gennaio 2017

Rendere facile l'elettrico





L'auto elettrica è decisamente diversa da quella tradizionale, lo sappiamo tutti. Come assai diverso è il modo di rifornirla ma, soprattutto, attualmente assai meno immediato. Oltre alla richiesta di infrastruttura destinata al sistema accumulatori, quindi, occorre ripensare anche la logistica distributiva delle colonnine. Non sarà più funzionale infatti, il concetto di isola del distributore, perché dato il tempo necessario alla ricarica gli apparati andranno collocati nelle vicinanze dei punti di fermata dei veicoli, centri commerciali, aree business, uffici pubblici, sedi di lavoro. E proprio a questo riguardo qualcosa comincia a muoversi, culturalmente. Da inizio anno Siemens ha messo disposizione dei suoi dipendenti nelle 100 sedi tedesche sistemi di ricarica per le auto personali, che si basano sulla piattaforma intelligente E-Car Operation Center, sviluppata dalla divisione italiana dell'azienda. Il sistema riconosce l'auto tramite il badge aziendale e attiva la ricarica con energia proveniente da fonti rinnovabili, che sarà gratuita anche per i membri della famiglia; esclusi collaboratori e visitatori. Il progetto prevede l'estensione alle sedi estere, ma soprattutto è l'emblema di una new age funzionale che dovrebbe essere adottata anche da altri attori, eventualmente prevedendo pure un costo per la ricarica. Solo facendo sistema l'auto elettrica, in attesa di batteri o ricariche flash, può decollare.

Che sballo la Demon!





OK gli States, OK le muscle car, ma ogni tanto un po' di aria nuova non guasterebbe. Mi spiego. Sembra che dal punto di vista delle auto prestazionali un po' western, le muscle car, appunto, agli americani manchi del tutto la fantasia, ma tendano piuttosto a collocarsi in una sorta di coazione a ripetere collettiva. Donde nasce questa considerazione? Dal teaser della Challenger SRT Demon appena diffuso, la nuova (??) bestia di Dodge. La notizia è che pesa circa 91 kg meno della precedente (WOW) e che quindi, essendo dotata dello stesso motore da 717 CV della Hellcat sarà più scattante. E giù commenti entusiastici su questa deprimente (dal punto di vista stilistico) cattiva a stelle e strisce; forse potrebbe addirittura avere qualche cavallo in più. Che noia! Tanto più che pur con tutti quei cavalli, il V8 a compressore è tutt'altro che rapido nel prendere i giri (fatte le debite proporzioni con un AMG, per esempio) senza contare che sul fatto che la vettura sia capace effettivamente di metterla giù, la coppia di 882 Nm, ci sarebbe da discutere. Insomma, mi sembra che il mondo delle muscle car si stia avvitando in una spirale di autocompiacimento davvero misera, che nasconde la pochezza techno delle soluzioni adottate, specie da FCA. Se ci pensate, è un po' tutto in stile Trump, che vorrebbe tornare agli anni '60, auto comprese.

19 gennaio 2017

La prima Suv di Lotus





Lotus intende realizzare una Suv per completare la gamma dei suoi modelli, che comprenderà entro il 2022 anche le nuove Elise, Exige ed Evora. Base del progetto il Suv Proton (nella foto) in fase avanzata di collaudo presso la Casa madre malese; nel caso del marchio sportivo inglese, però, saranno riviste le unità motrici, adottando quelle a 4 cilindri di 1.6 e 1.8 litri oltre al V6 turbo, la cui cilindrata dovrebbe però scendere da 3.5 a 3 litri. Ciò va nella direzione di realizzare un prodotto sì crossover, ma con la tradizionale impronta sportiva del marchio; il riferimento è quindi la Porsche Macan e la scocca potrebbe adottare la costruzione leggera in alluminio. Nulla è però ancora certo, poiché Lotus per l'implementazione produttiva intende appoggiarsi al partner cinese Goldstar Heavy Industrial e una serie di compromessi andranno logicamente adottati. L'introduzione di una Suv nella gamma rappresenta per Lotus un notevole aumento di scala produttiva, poiché potrebbe portare la capacità degli stabilimenti a circa 12.000 vetture complessive, praticamente il triplo rispetto ai valori attuali.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...