06 settembre 2016

Se 500 non vi bastano...

















Si chiama Piecha il tuner teutone che ha concentrato la sua attenzione sulla AMG GT S. Come da copione del settore ha esagerato, pompando il 4 litri biturbo a 612 cavalli, oltre 100 più della S di serie, con coppia massima di 841 Nm, realizzando così la AMG GT- RSR, capace di spararsi uno 0-100 in 3,7 secondi con una velocità massima di 330 km/h. Comme d'abitude, la vettura non ha un look impostato sull'understatement, con aggiunte aerodinamiche in carbonio anteriori e posteriori che la rendono decisamente più cattiva ma anche abbastanza ignorante, mentre l'interno la filosofia cambia nettamente con i particolari rivestiti in nappa e i sedili trapuntati. Ruote da 19 con pneus 275/35 davanti e da 20 con 305/30 dietro; prezzi a richiesta.

Come ti elimino il tassista









Nel 2017 Audi lancerà in collaborazione con Delphi Automotive Plc un servizio di taxi autonomi nella città-stato di Singapore. Il progetto avrà una durata di tre anni e sarà sviluppato nella rete stradale all'interno di un centro d'affari con Q5 del marchio, che saranno dotate di sistema di guida automatica e ovviamente delle mappe dell'area circostante, ma anche, fino al termine della fase sperimentale, di un guidatore che potrebbe intervenire in caso di emergenza. Tutte le vetture coinvolte manterranno quindi anche i comandi tradizionali, mentre in futuro, se il progetto pilota avrà successo, il servizio verrà esteso a tutta la città con l'aggiunta di veicoli elettrici. I clienti iniziali del servizio saranno selezionati con intento statistico tra la popolazione di Singapore interessata dall'area coperta dai taxi e il percorso iniziale di circa 4 km all'interno del OneNorth business park del distretto di Queenstown vedrà le Q5 muoversi a velocità non superiori ai 40 km/h su tre percorsi fissi, per trasportare le persone dagli uffici alle stazioni dei mezzi pubblici e viceversa. Il progetto mira a ridurre costi e tariffe all'interno dei centri urbani, per favorire business più ampi e prenotabili direttamente dallo smartphone e la sua implementazione in altri Paesi potrebbe molto più rapida di quanto si pensi. Chissà se però si potranno fare quattro chiacchiere anche con il computer.

A Parigi la nuova Discovery





Altre novità per il salone di Parigi, questa volta provenienti da Land Rover. Si tratta della nuova Discovery, che sarà lanciata, appunto, là e della quale è stato diffuso un completo teaser frontale. Parte superiore in stile Range, della quale peraltro impiega la scocca in alluminio e in generale una decisa virata stilistica verso l'alto di gamma del marchio, anche se nella parte posteriore sembra sia stata mantenuta la soluzione asimmetrica del portellone con targa su un lato. Il motore base dovrebbe essere il 4 cilindri turbodiesel della serie Ingenium, quello che equipaggia anche le recenti Jaguar XE (http://auto-thrill.blogspot.it/2014/03/si-avvicina-il-debutto-della-jaguar-xe.html), ma la gamma dovrebbe ampliarsi in seguito. Novità di gamma connessa al lancio il debutto dei modelli SVX, specificamente dedicati al fuoristrada duro e attrezzati come si deve per quell'uso, elettronica di ultima generazione compresa. Prezzi sostenuti, con partenza collocata ampiamente sopra i 50.000 €.

05 settembre 2016

Come ti demolisco la Koenigsegg













Non è una One:1, ma vale comunque (da nuova) quasi 700.000 euro. Parlo di quella che fino a poco fa era una Koenigsegg CCX, che in quel di Nuevo Laredo (Messico, vicino al confine US), ha piantato un botto di quelli epici, mandando i due occupanti in ospedale con l'auto aperta come da un apriscatole. Di sicuro i nostri andavano forte ma fa certo impressione che tutte le sovrastrutture anteriori, ruote comprese siano praticamente scomparse (e dietro non siamo messi molto meglio), anche se sembrerebbe che la scocca e le parti destinate ad assorbire l'auto siano ancora intatte. A un esame ottico a distanza sembra però che l'abitacolo non abbia subito grandi schiacciamenti, garantendo così lo spazio vitale ai due passeggeri. Certo che a vederle così, queste supercar, sorgono dubbi sia sul contenuto tecnologico sia sulla loro adeguatezza a circolare nel traffico "umano".

L'iniezione d'acqua si estende





L'ultima volta (in  tempi recenti) l'abbiamo vista montata sulla BMW M4 GTS, la versione pista/strada della sportiva di Monaco. Ora la Bosch, ideatrice e costruttrice dell'impianto (what else?) ha deciso di mettere sul mercato la soluzione e di fornirla anche ad altri costruttori. Parlo dell'iniezione d'acqua nei motori turbocompressi e i primi propulsori dotati della soluzione saranno sul mercato dal 2019. Il sistema, concettualmente assai semplice, prevede lo spray di una piccola quantità di acqua demineralizzata (o di una soluzione di acqua e alcool, che ne favorisce la rapida evaporazione) nel condotto di aspirazione, alzando di parecchio la soglia di detonazione senza ricorrere all'arricchimento della miscela di carburante, che mette in crisi catalizzatore e consumi. Al di là dei dati specifici registrati sulla GTS, il sistema è stato certificato consenta una riduzione fino al 13% del consumo e al 4% delle emissioni di CO2, L'iniezione d'acqua manifesta i suoi cospicui benefici su motori con potenza specifica uguale o superiore a 108 CV/litro e l'impianto che sarà fornito alle diverse Case sarà sostanzialmente identico a quello della BMW, pur tarato sui casi specifici. Consta di un serbatoio da circa 4 litri (il consumo d'acqua è assai basso e tale quantità basta per circa 3.000 km), di una pompa elettrica per mettere in pressione il circuito, di un iniettore ogni due cilindri, di sensori di battito in testa e di una centralina di controllo connessa a quella del motore. Se si esaurisce l'acqua la pressione del turbo viene ridotta per evitare il battito in testa, ma l'auto continua a funzionare regolarmente. Non è ancora stabilito se la Bosch produrrà anche un kit aftermarket del sistema, che potrebbe destare molto interesse nella clientela specifica.

01 settembre 2016

L'AMG che risparmia



Tra un mese si apre il salone di Parigi, quello che si alterna biennalmente con Francoforte, e stanno arrivando le anteprima delle novità che saranno là presentate. Mercedes fa debuttare la GLC 43 AMG 4Matic Coupé (argh, un nome meno chilometrico?) Suv dotato del V6 da 3 litri che in ottica di downsizing si sta diffondendo al posto dei V8 nelle sportive meno esasperate. 367 Cavalli a 5.500 giri e 518 Nm a 2.500 sono il biglietto da visita del biturbo, che spinge la vettura da 0 a 100 in 4,9 secondi con velocità massima autolimitata di 250 km/h. Cambio 9G-Tronic (9 marce, n'est-ce pas?) con innesti velocizzati e possibile azionamento manuale, trazione integrale Performance e la solita barcata di costosi optional completano la dotazione della vettura, che seguendo una paranoia diffusasi anche in altre divisioni sportive dispone pure di un sistema per "veleggiare" ossia sfruttare l'abbrivio in piano per risparmiare carburante. Sempre in accoppiata all'ormai onnipresente start&stop, ovvio. Ma, dico io, saranno mica quei quattro soldi di carburante (su un acquisto con tutti 'sti zeri) a mandarti in rovina, n'est-ce pas?

Electric dreams





Certo che dai furgoni del latte londinesi a oggi gli autocarri ne hanno fatta di strada. Parlo di quelli elettrici, ovviamente, e il commento viene spontaneo dando un'occhiata al nuovo prototipo Nikola, startup yankee che ha realizzato un trattore per semirimorchi azionato elettricamente e dotato di un range extender a idrogeno. Primo commento, a latere. Capisco che negli Usa occorra adeguarsi sempre al mood collettivo per sfondare, ma forse distaccarsi da Tesla con maggiore fantasia nei nomi renderebbe meno "fotocopia" ogni nuova iniziativa; Nikola era infatti il nome del controverso genio elettrotecnico del secolo scorso. Ok, valutiamo l'idea globale. Innanzitutto il range extender non è, come verrebbe naturale pensare, costituito da una fuel cell, ma da un turboalternatore, pur alimentato dal leggero gas. Non ci sono quindi emissioni carboniose, ma di composti di azoto sì. E il sospetto che l'autonomia di quasi 2.000 km sia ottenuta per la gran parte con il sistema a combustione è del tutto lecito, anche perché per erogare 2.000 CV di potenza su un veicolo destinato al traino di grandi pesi il consumo elettrico sugli accumulatori non dev'essere risibile. Idrogeno quindi, che la società intende fornire a impatto zero sulle emissioni mediante una rete proprietaria di impianti di elettrolisi alimentati da fonti eoliche e solari; da notare che oggi questa rete di fatto non c'è. Ma non basta, Nikola intende anche creare un network di stazioni di rifornimento, almeno 50 entro il 2020, un numero non enorme ma adeguato vista la grande autonomia dei truck. Bene, sappiamo che attualmente la clean transportation è uno degli argomenti di punta in America, ma mi sembra che questo piano sia parecchio ambizioso e soprattutto venda già oggi degli autocarri che di fatto non possono ancora circolare. A 375.000 dollari al pezzo, nello specifico, ma ci sono già leasing dedicati. Insomma una bella operazione di marketing, che ha già raccolto, dicono, circa 7.000 ordini. Vedremo se avrà successo.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...