10 maggio 2016
Consumano meno i nuovi benzina di VW
Dopo anni di cartello sul Diesel, si cominciano a vedere i frutti della ricerca anche sui motori a benzina. E' il caso dell'annuale Vienna Motor Symposium, dove il gruppo VW ha presentato una serie di novità che accorciano le distanze sul fronte del rendimento con il tradizionale concorrente, sia per i motori utilitari, sia per quelli ad alte prestazioni. Così il nuovo TSI 1.5 evo, prodotto in versione da 130 e 150 CV, adotta il ciclo Miller (quello della Toyota Prius), che consente minori consumi al prezzo della scarsa brillantezza dovuta al rapporto di espansione maggiore di quello di compressione. I tecnici VW hanno però ovviato al problema adottando una maggiore compressione (12,5:1) e un turbocompressore a geometria variabile, generalmente poco usato sui motori a benzina per via delle alte temperature che richiedono materiali costosi come l'inconel; il risultato è una salita in coppia più rapida del 30% rispetto all'1.4 TSI che sostituisce. Iniezione diretta a 350 bar, monoblocco in alluminio con canne integrali spruzzate al plasma per ridurre gli attriti e una accurata gestione della temperatura del liquido di raffreddamento cooperano sul fronte della riduzione del consumo rispetto all'unità precedente, insieme alla deattivazione dei cilindri. Dall'altro lato del mercato, Porsche fa debuttare un V8 biturbo di 4 litri che sostituirà l'attuale 4,8 in produzione. Dotato di cilindrata unitaria attorno al mezzo litro, è modulare al V6 di tre litri recentemente presentato ed eroga in questa sua prima versione 550 CV a 5.750 giri, con coppia massima di ben 770 Nm costanti da 1.960 a 4.500 giri. Anche qui è è presente la deattivazione dei cilindri tra il minimo e 3.500 giri e l'insieme delle soluzioni adottate consente un risparmio fino al 30% nei consumi. Per l'ovvia sinergia di gruppo, il propulsore sarà adottato anche da Audi, Bentley e Lamborghini con diverse varianti di potenza, la più prestazionale delle quali dovrebbe superare i 600 CV.
L'elettrica turca vuole competere con Tesla
La tecnologia dell'auto elettrica fa proseliti anche in Turchia, che per mezzo del suo consiglio scientifico nazionale (TUBITAK) ha intenzione di sviluppare un mezzo che, nelle roboanti prospettive illustrate dal ministro di settore, dovrebbe essere migliore e più affidabile di una Tesla. In effetti il TUBITAK organizza fin dal 2005 un efficiency challenge annuale per auto mosse da soluzioni alternative ai classici combustibili, idrogeno e fonti elettriche comprese, e un certo know how locale indubbiamente esiste. Per l'auto elettrica in oggetto è prevista la produzione in serie e a tale scopo sono in corso trattative con diversi possibili partner per l'acquisizione di tecnologie e la disponibilità di strutture. E' il caso della Nevs, la società che campa sulle rovine della Saab e che a seguito dei cambiamenti in corso con l'ingresso degli indiani potrebbe cedere l'uso della piattaforma della vecchia 9-3, un tantino giurassica a dire il vero visto che è sostanzialmente la stessa delle Opel di una quindicina di anni fa. Ma l'atout dell'elettrica turca starebbe nell'autonomia, che sarebbe molto maggiore rispetto a una Tesla grazie... a un range extender, un bicilindrico di 1 litro che aziona un generatore. Di fronte a questi progetti rimango sempre piuttosto scettico, tanto più se ottenuti raccattando tecnologia d'antan qua e là e sbandierati poi come innovativi adottando soluzioni un po' tortuose. Un minimo di ragionamento mostra infatti che l'efficienza cala notevolmente quante più trasformazioni deve subire l'energia prima di essere utilizzata. Il generatore a bordo quindi rende perciò assai meno che se il motore fosse collegato direttamente alle ruote e va inteso come soluzione di emergenza, come range extender, appunto, e non come fonte primaria. Ma forse i turchi la sanno più lunga di me.
06 maggio 2016
L'ibrido cinese corre sui binari
Il progresso dei sistemi ibridi è innegabile e si estende sempre più... anche al di fuori del mondo dell'automobile. Dopo l'esordio del concetto in Germania un paio d'anni fa, viene infatti dalla Cina la notizia di un treno realizzato con gruppo motore ibrido: la Changchun Railway Sevices Co inizierà i test del convoglio il prossimo mese su linee di lunghezza attorno a 100 km e percorsi entro l'ora, ambito preferenziale per ottenere il massimo dalla soluzione. I treni, carenati e profilati aerodinamicamente, sono dotati tanto di pantografo per attingere energia dalla rete quanto di accumulatori e gruppi a combustione, in modo da poter affrontare anche le linee secondarie non attrezzate ma anche per l'ingresso in zone ad alto inquinamento non servite dalla rete elettrica sfruttando le batterie per non peggiorare lo statu quo. Realizzati per operare a velocità tra 120 e 160 km/h, i treni ibridi cinesi sono molto avanzati e guardano anche alla domanda estera, dato che la loro struttura li rende particolarmente adatti a zone a veloce urbanizzazione che richiedano una altrettanto veloce implementazione dei servizi pubblici prima che le strutture di elettrificazione, tipicamente assai più lente a seguire, vengano installate. Condizioni certo non europee ma che in altri continenti si verificano spesso.
TVR mantiene le promesse
TVR. Un nome mitico per gli appassionati, creatore di auto cattive e impegnative come poche, ma altrettanto affascinanti proprio per l'assenza di controlli elettronici e per una struttura costruttiva molto pistaiola. Certo, facilmente devastate dalla ruggine, sotto la bella apparenza dei pannelli in resina, ma uniche nel panorama del mercato. Quello di allora però, di prima del 2006, data della chiusura. Dopo molte vicissitudini russofone il passaggio nel 2013 alla nuova proprietà e nel 2015 la promessa di una rinascita entro due anni. Beh, per una volta gli inglesi sono stati di parola, poiché è comparso un teaser (che si aggiunge al precedente) della nuova auto, che si chiamerà Griffith (come il modello degli anni '60) e pare debutti al London Motor Show di questa settimana. La Griffith, che sarà sul mercato dal 2017, rispetta anche le anticipazioni tecniche: motore V8 di 5 litri di provenienza Ford (Mustang) rivisto da Cosworth e costruzione della scocca in carbonio con il sistema iStream ideato da Gordon Murray, bruciando di fatto con questa primizia la Yamaha, coinvolta con il costruttore per il possibile allargamento produttivo alle quattro ruote. Trattandosi di britannici, noti per la loro attenzione al lato economico, non meraviglia che da due anni TVR chieda un deposito agli appassionati per assicurarsi una delle nuove Griffith ed è proprio per non esasperare le attese di questi ultimi (circa 350, pare) che la vettura farà passerella allo Show. La produzione, che si è spostata da Blackpool un po' più a sud, in Galles, è perciò assicurata fino al 2018 e per il 2022 è previsto un totale annuo di 2.000 vetture. Una volta i motori, 6L e V8 (ad albero piatto), alla TVR li costruivano in Casa. Speriamo che anche queste unità di provenienza yankee siano all'altezza.
03 maggio 2016
Si scrive Avante, si legge Elantra
Hyundai ha fatto debuttare sul mercato interno la Avante Sport, che all'estero sarà la nuova Elantra Sport. L'attributo fa riscontro alla dotazione del motore turbo a iniezione diretta della Veloster Turbo, l'1.6 a quattro cilindri, capace di 204 CV e 265 Nm, che accoppiato al cambio manuale a 6 marce di serie o al doppia frizione a 7 in opzione permette alla vettura uno 0-100 in 8 secondi e dà alla vettura la brillantezza che sinora le mancava, look a parte. La linea della vettura è stata rivista in chiave sportiva, con un frontale più aggressivo dotato di luci diurne a led e quattro terminali di scarico. L'interno è stato ridisegnato in chiave sportiva, con sedili bicolori avvolgenti; l'allestimento dinamico prevede invece cerchi da 18 pollici con pneumatici 225/40 e sospensioni posteriori multilink al posto di quelle semplificate delle altre versioni. Dovrebbe debuttare anche fuori dalla Corea a breve.
L'ibrido inglese riparte dal delivery
Sappiamo che la Gran Bretagna è un mondo a parte nel consesso europeo; quantomeno di ciò sono convinti i britannici, che a giugno potrebbero anche decidere di mollare il colpo della UE per rimanere splendidamente (ma anche drammaticamente in senso economico) isolati. Anyway, le loro scelte vanno spesso controcorrente o forse anticipano soltanto quello che altri decideranno di adottare molti anni dopo. E' il caso del delivery ecosostenibile, storicamente in uso a Londra con i furgoni elettrici del latte dall'inizio del secolo scorso. Forti della lungimiranza di questa visione, dunque, ecco ora i furgoni T-001, elettrici extended range, prodotti dalla Emerald Automotive di Coventry a sua volta posseduta dalla cinese Geely, che controlla già Volvo e London Taxi International. Nessuna meraviglia quindi che una versione del furgone, la TX5, sia pronta sfidare la concorrente Frazer-Nash per aggiudicarsi una consistente fetta del ricco mercato delle autopubbliche londinesi, con la benedizione del governo Cameron, che ha presentato la TX5 personalmente al leader cinese Xi Jinping in visita nel Paese. I furgoni puramente elettrici sono stati da tempo scartati dalle grandi industrie del settore a causa del peso eccessivi delle batterie, che penalizza prestazioni e abitabilità; il furgone T-001 ha quindi un range elettrico di poco più di 100 km, che salgono però a 550 impiegando il 4 cilindri Diesel che funge da generatore. La coppia di spunto è di ben 599 Nm, che consentono uno 0-96 km/h (60 mph) in 8,5 secondi: La batteria ha una capacità di 25 kWh ed è collocata sotto il pianale in posizione posteriore, mentre il motore a combustione è posto anteriormente. Beh, il look non è certo da sballo, ma in fin dei conti 'sto T-001 deve solo portare in giro roba o gente per lavoro, mica fare le passerelle, no?
Alleanza Mercedes-Nissan per i nuovi GLT
L'alleanza Mercedes-Renault fa un altro passo avanti, questa volta per mezzo della controllata Nissan. Il marchio della stella ha deciso infatti di debuttare con i GLT (o forse Classe X), pickup midsize, un segmento che sinora aveva (inspiegabilmente) tralasciato e lasciato quindi alla concorrenza dei vari attori principali: Ford Ranger, Toyota Hilux e VW Amarok, che fanno grandi guadagni, particolarmente sul mercato Usa. E proprio per colmare il ritardo e ridurre costi e tempi di realizzo il progetto parte da una base affidabile e consolidata come il Nissan NP300 Navara, costruito negli stabilimenti spagnoli di Barcellona ma anche in continente americano nell'impianto argentino di Cordoba. I prototipi sono già in circolazione e il lancio è previsto per il 2017; per dare però a mezzi di questo genere l'affidabilità che gli yankee si aspettano da un heavy duty, i motori sono tutti della genia della stella, sia turbodiesel, sia a benzina, mentre gli interni sono stati completamente ridisegnati in stile MB per dare anche a un truck l'impronta lussuosa caratteristica del marchio.
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