03 maggio 2016
L'ibrido inglese riparte dal delivery
Sappiamo che la Gran Bretagna è un mondo a parte nel consesso europeo; quantomeno di ciò sono convinti i britannici, che a giugno potrebbero anche decidere di mollare il colpo della UE per rimanere splendidamente (ma anche drammaticamente in senso economico) isolati. Anyway, le loro scelte vanno spesso controcorrente o forse anticipano soltanto quello che altri decideranno di adottare molti anni dopo. E' il caso del delivery ecosostenibile, storicamente in uso a Londra con i furgoni elettrici del latte dall'inizio del secolo scorso. Forti della lungimiranza di questa visione, dunque, ecco ora i furgoni T-001, elettrici extended range, prodotti dalla Emerald Automotive di Coventry a sua volta posseduta dalla cinese Geely, che controlla già Volvo e London Taxi International. Nessuna meraviglia quindi che una versione del furgone, la TX5, sia pronta sfidare la concorrente Frazer-Nash per aggiudicarsi una consistente fetta del ricco mercato delle autopubbliche londinesi, con la benedizione del governo Cameron, che ha presentato la TX5 personalmente al leader cinese Xi Jinping in visita nel Paese. I furgoni puramente elettrici sono stati da tempo scartati dalle grandi industrie del settore a causa del peso eccessivi delle batterie, che penalizza prestazioni e abitabilità; il furgone T-001 ha quindi un range elettrico di poco più di 100 km, che salgono però a 550 impiegando il 4 cilindri Diesel che funge da generatore. La coppia di spunto è di ben 599 Nm, che consentono uno 0-96 km/h (60 mph) in 8,5 secondi: La batteria ha una capacità di 25 kWh ed è collocata sotto il pianale in posizione posteriore, mentre il motore a combustione è posto anteriormente. Beh, il look non è certo da sballo, ma in fin dei conti 'sto T-001 deve solo portare in giro roba o gente per lavoro, mica fare le passerelle, no?
Alleanza Mercedes-Nissan per i nuovi GLT
L'alleanza Mercedes-Renault fa un altro passo avanti, questa volta per mezzo della controllata Nissan. Il marchio della stella ha deciso infatti di debuttare con i GLT (o forse Classe X), pickup midsize, un segmento che sinora aveva (inspiegabilmente) tralasciato e lasciato quindi alla concorrenza dei vari attori principali: Ford Ranger, Toyota Hilux e VW Amarok, che fanno grandi guadagni, particolarmente sul mercato Usa. E proprio per colmare il ritardo e ridurre costi e tempi di realizzo il progetto parte da una base affidabile e consolidata come il Nissan NP300 Navara, costruito negli stabilimenti spagnoli di Barcellona ma anche in continente americano nell'impianto argentino di Cordoba. I prototipi sono già in circolazione e il lancio è previsto per il 2017; per dare però a mezzi di questo genere l'affidabilità che gli yankee si aspettano da un heavy duty, i motori sono tutti della genia della stella, sia turbodiesel, sia a benzina, mentre gli interni sono stati completamente ridisegnati in stile MB per dare anche a un truck l'impronta lussuosa caratteristica del marchio.
02 maggio 2016
Più km con la i3
Oggi andiamo di marchi cadetti dell'elica azzurra, quelli che producono auto tradizionali (vedi sotto) e quelli new age. La BMW i3 da luglio prevede un upgrading degli accumulatori al litio, con l'aumento da 160 a 315 km dell'autonomia, applicabile (pagando) anche ai modelli già in circolazione. Le nuove batterie Samsung da 33 kWh, che sostituiscono le attuali da 25 kWh, potranno essere installate anche sulle versioni dotate di range extender, portando così il chilometraggio complessivo a 444 km con i 9 litri di benzina del piccolo serbatoio. Presa da un impeto di sincerità, però, BMW ha dichiarato che l'autonomia reale, quella cioè di cui si dispone se si accende il condizionatore e si usa l'auto come persone normali e non affette da ritardo di acquisizione sensoriale, scende in modalità puramente elettrica a un filo più di 200 km; come con le auto a metano, insomma. Ora, considerato che lo stress temporale per ricaricare l'auto è di 10 ore con la rete domestica (invariato rispetto a prima), che l'autonomia è quel che è e che trovare per strada una colonnina non è proprio la cosa più facile del mondo, quantomeno nel sud Europa, eccettuate le ragioni d'uso di tipo snobistico o promozionale mi sembra che l'impiego di una i3 richieda ancora uno spirito, diciamo pionieristico. Ah, ma dimenticavo. I tempi si possono drasticamente ridurre acquistando lo speciale caricatore da 11 kW a soli 45 minuti, una pausa pranzo, insomma. Peccato che in Italia al di sopra di 5,5 kWh si passa ai contratti di fornitura industriale e che sempre da noi più consumi più paghi. Pionieri, ma anche con un bel portafoglio, quindi.
Capelli all'aria, ventre a terra
Il tempo non è proprio quello che ci si aspetterebbe a maggio, ma se anche non la guidi a cielo aperto puoi comunque goderti il suo 2 litri Twin Power, cattivo come sempre. Parlo della nuova edizione della MINI John Cooper Works Cabrio, la più arrabbiata delle compatte apribili del marchio. Un'auto che sin dal suo esordio colpiva per la rapidità di reazione e la brillantezza del propulsore e che in questa versione eroga ora 231 CV da 5.200 a 6.000 giri con coppia massima di 320 Nm da 1.250 a 4.800. Sufficienti per sparare la Cooper da 0 a 100 in 6,6 secondi con il cambio manuale a sei marce di serie e in 6,5 con lo Steptronic automatico e per superare i 240 orari. 18 secondi per aprire o chiudere elettricamente (novità) il soft top sino a 30 kmh e tanta elettronica per mettere a terra con le anteriori tutta la coppia del propulsore, mentre dietro ci sono da godersi gli scoppiettii dello scarico in scalata. Il bagagliaio è cresciuto a 215 litri, 160 con la capote aperta; pochini, ma quest'auto non è per la famiglia, lo sapete vero?
29 aprile 2016
Mentre noi progettiamo, la Cina corre
Tutti i discorsi sul calo del Pil cinese ci hanno fatto dimenticare che pur a fronte di una diminuzione del trend, il loro tasso di crescita è comunque quasi a due cifre. Ne consegue che mentre dalle nostre parti si discute di implementazioni e progressi ma poi ci si arena immancabilmente sul discorso di chi ci mette il capitale (e includo anche gli Usa, visto che gli ultimi dati di crescita non fanno ben sperare per il prosieguo dell'anno), in Cina trovare denaro per un progetto è relativamente facile, se l'idea si prospetta credibile e remunerativa. Così società come LeEco presentano oggi al salone di Pechino concept che rappresentano già concretamente ciò che Apple e Google prospettano di fare in futuro. La vettura in questione si chiama LeSee e anche nel nome si vede l'assioma di marketing di Apple; uno sguardo al sito e ai tre manager che gestiscono la società dà poi la giusta chiave di lettura: questi cinesi sono avanti. LeEco non produce auto né è interessata particolarmente al tradizionale business del settore; è una internet company che fornisce servizi in streaming e ha appena aperto una sede con 300 dipendenti a San Jose, in California. Sotto l'egida del miliardario Jia Yueting il gruppo era già alla base del progetto Faraday Future, supercar elettrica da 1.000 CV; all'attivo anche una collaborazione con Aston Martin. La concept LeSee mostra, oltre alla trazione elettrica, capacità di guida autonoma (e in Cina non dev'essere uno scherzo implementare il sistema) e un'ampia culla di connettività ad ampio spettro. E proprio qui sta la visione di marketing dell'impresa: LeEco non vuole vendere le auto, ma offrirle in uso gratuitamente e guadagnare tramite i servizi connessi, con lo stesso schema adottato per i propri smartphone e TV. Il modello di business ipotizzato è esattamente lo stesso e c'è da domandarsi se tutto ciò non sia in sostanza la grande idea alla base di iCar. Insomma occhio, perché la Cina è già dietro l'angolo.
Monza inaugura la realtà aumentata
Da oggi l'autodromo di Monza acquisisce una importante novità tecnologica per tutti i visitatori dell'impianto: l'Augmented Reality Tour, una guida elettronica a realtà aumentata che mediante speciali occhiali e cuffie collegati a un ricevitore wifi permette un viaggio tra le strutture del circuito accompagnato da ricostruzioni 3D, filmati d'epoca e racconti legati al mito del circuito nel parco di Monza. Il sistema è strutturato secondo un percorso da seguire e in sette stazioni, medinate gli speciali occhiali che vengono forniti, sono previsti contenuti che aumentano il piacere della visita e forniscono informazioni accurate su ciò che si vede del circuito ma anche e soprattutto sul come si sia giunti alla struttura odierna. L'evoluzione della pista dai suoi esordi, le scelte susseguitesi nel tempo, l'addio di Schumacher alla Ferrari e alle corse e persino la statua di Juan Manuel Fangio che prende vita sono gli highlights di una tecnologia brevettata dalla società ARtGlass di Monza, che ha curato la realizzazione del sistema. Per godersi l'Augmented Reality Tour occorre prenotarsi all'Infopoint dell'autodromo dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 18; per vivere poi in diretta qualche emozione in più c'è anche la possibilità di un giro di pista con un professionista alla guida. Info su www.monzanet.it
Il Ring ora parla russo
Ci sono stati problemi al circuito più famoso del mondo. Di sicurezza, dopo il terribile incidente sulla Nordschleife della Nissan GT-R Nismo GT3 che ha ucciso uno spettatore, e di denaro, a seguito delle cattive acque in cui versava la Getspeed, società di gestione in partnership con la Capricorn che va verso l'amministrazione controllata. Ora il problema limiti (200 e 250 km/h in alcuni punti) è stato superato, ma, soprattutto, pure quello economico è giunto a soluzione, dopo l'acquisto dei diritti di sfruttamento del circuito (la proprietà è dello stato) da parte del miliardario russo Viktor Kharitonin, che ha sborsato 77 milioni di euro per l'acquisto del 99 per cento delle quote della società di gestione, mentre l'un per cento rimane alla Getspeed. Kharitonin, che deve la sua fortuna alla farmaceutica, ha una ricetta per riportare la F1 al Ring: da un lato fare le modifiche richieste e mantenere anche le gare minori, mentre la tradizionale apertura al pubblico di non professionisti potrebbe avere finestre di ampliamento per mantenere inalterata la passione per il circuito. Dall'altro implementare la ricca fonte degli affitti permanenti delle diverse Case aumentando la fascia d'utilizzo del circuito, che oggi rimane chiuso a lungo per motivi meteo. Vedremo se la gestione russa avrà successo.
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