19 aprile 2016

Guai VW: dopo i Diesel, le ibride



Le conseguenze economiche del Dieselgate non si sono ancora esaurite/concretizzate per VW ed ecco che anche sulla scelta new age dell'ibrido, sulla quale, al posto del Diesel, intende concentrarsi il marchio, cala una mazzata legale. Un'azienda di Baltimora (Maryland, Usa) specializzata in sistemi ibridi, la Paice LLC, ha infatti accusato il colosso tedesco di aver sfruttato i propri know how e tecnologie sviluppate, appunto, in campo ibrido, senza "pagare il conto". I sistemi usati dal gruppo sono infatti tutelati da brevetti della Paice LLC e la Casa sostiene che VW abbia troncato bruscamente la collaborazione (senza pagare nulla) dopo avere "imparato" dal 1999 al 2004 quello che c'era da sapere per poi debuttare (2010) con prodotti basati su ciò che aveva appreso. Al di là di quello che potrebbe sembrare, ergo un tentativo di speculazione in un momento di debolezza del marchio, c'è da riscontrare che Paice LLC ha già vinto due cause con Toyota e Hyundai su identici presupposti e che attualmente i due marchi pagano royalties per l'impiego dei suoi brevetti. Un'altra causa con Ford è ancora in corso, ma ciò prova comunque che le richieste dell'azienda yankee non sono peregrine. Al momento Volkswagen non ha espresso alcun commento.

Per MINI ampliamento di gamma in chiave techno







La Rocketman è la citycar delle MINI, così come la Superleggera la roadster in stile MX-5 (forse un po' meno in termini dimensionali). Dopo anni di attesa (la concept Rocketman data 2011) le porte della produzione potrebbero aprirsi per la piccola del marchio, che tuttavia non ha ancora superato lo scoglio della mancanza in Casa di una piattaforma adatta alla bisogna. Due le strade: scegliere per la Rocketman la sola trazione elettrica e quindi definire una scocca basata sulla struttura in carbonio delle i, oppure rivolgersi alla Toyota (grazie all'"estensione" della jont venture sportiva tra i due brand) e acquisire una scocca Daihatsu, azienda oggi facente parte della galassia dell'azienda jap. MINI è poco introdotta nel mercato delle citycar e dunque un'auto (elettrica) esclusiva potrebbe rappresentare quell'atout che giustificherebbe un prezzo sensibilmente più alto della concorrenza tale da garantire il pareggio anche con numeri ridotti. Diverso il discorso con la piccola roadster realizzata con il noto carrozziere italiano e presentata al concorso di eleganza di Villa d'Este nel 2014. Già l'anno scorso il gruppo aveva manifestato l'intenzione di produrla, ma la domanda per questo tipo di auto in Europa è in calo e negli Usa la concorrenza troppo serrata; dunque rimangono i mercati emergenti, per i quali però la strategia di mercato dev'essere studiata accuratamente. Tanto da andare oltre il 2018 prospettato l'anno scorso.

15 aprile 2016

La Chiron suona meglio










Le prime  Bugatti Chiron stanno arrivando nelle concessionarie; questa è destinata a Monaco (quella vicina alla Francia) e attira una piccola folla di curiosi e/o appassionati. Devo dire che da dietro è parecchio più aggressiva della Veyron, ma nel frontale non la trovo altrettanto attraente; non so se spenderei quei 2,4 milioni di euro per compramela. In compenso, pur se qui lo possiamo ascoltare soltanto al minimo, il sound del nuovo sistema di scarico in titanio è decisamente più incisivo e rauco di quello della precedente auto, in linea con gli attuali 1.500 cavalli del suo W 16 di 8 litri. Due filmati per la stesso delivery, con angolazioni diverse.

14 aprile 2016

Stop al consumo per la M4 GTS ad acqua







Si chiama BMW M4 GTS l'ultima nata di una genìa di modelli destinati alla pista a partire da basi già moolto performanti. La Casa ha provveduto a fare le opportune modifiche per ridurre il peso e aumentare la potenza. Nel primo caso, adottando tecnologie leggere, il risultato è una massa di 1.585 kg, meno della M4 di serie ma sinceramente si poteva far meglio. Certo, si tratta di una vettura costosa, esclusiva, ma non tanto da giustificare l'impiego delle tecnologie più avanzate; poi non bisogna dimenticare che la GTS è sì da pista, ma assolutamente omologata anche per l'uso stradale, comfort compreso. Per quanto riguarda il potenziamento, invece, si è fatto uso di una soluzione tanto vecchia quanto efficace, l'iniezione d'acqua. Si tratta di un sistema sviluppato negli anni '60, all'inizio dell'era turbo in Usa, che prevede l'introduzione nella camera di scoppio di una piccola quantità di acqua che, evaporando, sottrae calore alla miscela, ne aumenta la densità e riduce la possibilità di detonazione. Così si può pompare la pressione del turbo senza pericolo di bucare i pistoni e la potenza ottenuta è safe. I cavalli della GTS sono così saliti a 500 CV, con una coppia massima di 600 Nm; lo 0-100 si stacca in 3,8 secondi e la velocità massima autolimitata è di ben 305 km/h. Il dato interessante però è che, con buona pace della veridicità delle rilevazioni ufficiali, la percorrenza media risulta di 12 km/litro, decisamente notevole per un'auto con 167 CV/litro e 3 kg/CV. A questo proposito ricordo che alla presentazione della Maserati 3200 GT (turbo) quando feci notare all'ingegnere della Casa l'elevato consumo mi rispose che era dovuto alla benzina in eccesso che occorreva iniettare per raffreddare il motore e non friggerlo. Gli chiesi quindi perché non adottassero l'iniezione d'acqua e la risposta fu che poiché non si poteva avere la certezza che il cliente si sarebbe ricordato di rifornire il serbatoio (d'acqua) con regolarità, per evitate danni era meglio usare la benzina, visto che per il tipo di clientela non sarebbe stato un problema. Evidentemente alla BMW si fidano maggiormente dei propri clienti, ma il dato interessante è che anche un turbo a benzina di elevata potenza può avere consumi ragionevoli. Meditate...

11 aprile 2016

Dracone l'olandese



Quando si parla di scelte drastiche sulla mobilità in chiave ambientale, tipicamente viene in mente la Norvegia, Paese ricco e poco popolato, dove l'energia viene prodotta con l'idroelettrico e il petrolio (quantomeno in tendenza) si esporta e basta. Ma stavolta è la vicina Olanda a stupire con una proposta legislativa draconiana: impedire dal 2025 la vendita delle automobili a gasolio e benzina, con l'ovvio proselitismo verso la mobilità elettrica. Ora, ben conscio del fatto che la trazione elettrica ha solo vantaggi ma anche che il problema è costituito dai problemi riguardanti la ricarica e i sistemi di accumulo che al di là delle sparate promozionali sono ben lungi dall'essere risolti, mi sembra che se vietare il transito ai Diesel (e voglio vedere come la metteranno con il trasporto) può avere una razio, vietarlo ai veicoli a benzina mi sembra da fuori di testa. Il 2025 è meno di 10 anni e in così poco tempo anche il ministro dello sviluppo economico Kamp ammette l'utopia di fondo, poiché è davvero difficile che in 9 anni il mondo tecnologico sia arrivato a una soluzione regina che consenta una mobilità alternativa degna di questo nome. E' vero che bisogna pur iniziare da qualche parte, ma almeno le ibride dovrebbero essere consentite, per colmare il gap tra la realtà e le favole. Favole che coinvolgono l'implementazione di una rete elettrica datata (pure in Olanda) che non può reggere la connessione contemporanea di decine di migliaia di ricariche senza black out o peggio. Purtroppo siamo alle solite e le sparate demagogiche non giovano alla causa.

Una petizione per lo spin off di Jeep



Sembra che, a dispetto della sua fama celebrata worldwide, l'ad di FCA non goda di grande reputazione negli Usa, quantomeno da parte dei fans della Jeep e in relazione alla sua spregiudicatezza. Un gruppo di sostenitori (yankee) del marchio, infatti, ha prodotto una petizione per chiedere a Marchionne uno spin off di Jeep da FCA, allo scopo di non coinvolgere il brand nella sequela di passivi e insuccessi della Casa madre e quindi causarne la disfatta economica. Il gruppo sostiene che il passivo di 6 miliardi di dollari di FCA pende come una ghigliottina sulla Jeep e potrebbe determinare cali di qualità e snaturamenti dei prodotti che hanno reso famosa la Casa. Come per Ferrari, quindi, i ricorrenti chiedono una separazione che mantenga inalterati i crismi delle vetture off road più famose d'America. Tuttavia non credo proprio che l'ad si farà "consigliare" in questo tipo di scelte dai fans, visto che proprio Jeep è attualmente il marchio più remunerativo per una compagnia che invece globalmente naviga sempre sul filo del rasoio, fortune personali a parte.

Hennessey spakka










Gli yankee riaprono la corsa ai record. La Hennessey, realizzatrice texana di elaborazioni in genere e dell'assoluto delle auto Usa, la Venom GT, ha deciso di celebrare i suoi 25 anni di attività con una serie di primati, primo dei quali il record mondiale di velocità per auto stradali. Su una pista della base navale di Lemoore, in California, la GT ha raggiunto i 435.21 km/h, più dell'attuale record fatto registrare nel 2010 dalla Bugatti Super Sport con 430, 89 km/h. Purtroppo, però, la Venom non ha effettuato i regolamentari due passaggi in senso inverso necessari all'omologazione e quindi il record è per ora solo rimandato. Ma i fatti rimangono, così come la potenza di 1.472 CV erogata dal V8 biturbo di 7 litri che "spingono" un peso di soli 1.244 kg, nulla rispetto ai 1.838 kg (ufficiali) della Veyron Super Sport da 1.200 CV. Che la Venom sia una belva è indubbio, che sia guidabile dagli umani meno, provate a chiederlo a Steven Tyler che ne ha comprata una. Comunque la partita rimane aperta, perché per la nuova Bugatti Chiron si prevede il raggiungimento del "muro" dei 1.500 CV e la competizione, prevedibilmente, avrà un nuovo inizio. Per la cronaca, come mi disse l'ing. Materazzi (Ferrari F 40) quando andai a provare la sua Edonis da 700 CV, il problema non è ottenere i cavalli (e oggi con i nuovi materiali è ancora più facile), ma fornire al motore il necessario raffreddamento. Pena un'affidabilità da primo Novecento.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...