06 aprile 2016

OK il drift, ma non esagerare








La Nissan Skyline GT-R è una delle più mitiche auto jap, la drifter per eccellenza per la cattiveria del sei cilindri in linea biturbo di 2.6 litri, che nonostante la trazione integrale, eroga la coppia in modo davvero brutale e improvviso. Tra l'altro, la potenza ufficiale era fissata a 280 CV, per quelle strane storie nipponiche di accordi sui limiti "ragionevoli", ma quella "reale" era parecchio più alta, diciamo attorno ai 330. Ricordo che me ne fecero provare una in Giappone, che affrontai uno dei test previsti con baldanza e che fui sdrumato da un brutale sovrasterzo di potenza, tanto improvviso quanto difficile da controllare. Auto davvero tosta, la Skyline. Beh, evidentemente questo fruitore della Nordschleife deve avere avuto la stessa esperienza, visto che anche qui si tratta di un bel sovrasterzo di potenza, conclusa però con un bel botto. Se almeno non avesse tolto gas poteva quantomeno recuperare la sbandata e limitare i danni, ma ça y est. E il conto del carrozziere sarà bello salato.

05 aprile 2016

Controlli jap per la NSX yankee



Mentre è già stata sviluppata la versione GT3, derivata dalla R anch'essa del tutto definita, la produzione della Acura NSX stradale sta iniziando soltanto ora nello stabilimento americano di Marysville, in Ohio, a poca distanza dalla fabbrica di motori Anna, appartenente al gruppo. Di fatto tutto il progetto della supersportiva è a stelle e strisce e le versioni per l'estero con il marchio Honda, comprese quelle per il mercato giapponese, proverranno da qui. La scelta ha richiesto un notevole sforzo di implementazione dello stabilimento, poiché per questa vettura sono stati depositati 12 brevetti riguardanti le tecniche costruttive; inoltre i giapponesi hanno sviluppato un innovativo sistema di controllo qualità perché "non si fidavano" delle procedure Usa. A tale scopo al centro dello stabilimento è stata realizzata una camera trasparente nella quale vengono effettuati a più riprese i controlli di uniformità al progetto nelle diverse fasi di lavorazione; ciò consente a tutti i tecnici coinvolti nella produzione di monitorare il livello qualitativo complessivo ed eventualmente di rilevare failure altrui. Per la serie fidarsi è bene...

Tecnologia ciclistica per le Caterham



Dopo una serie di alti e bassi, la Caterham prosegue la sua vita di costruttore di auto leggere ed emozionali. Le Seven, kernel produttivo della piccola azienda, vanno dalla 160 da 81 CV e circa 16.000 £ alla 620 S da poco meno di 50.000 £ e 315 CV (al cambio da circa 20.000 a 62.500 €) e per giustificare i prezzi occorre pur un minimo di evoluzione. Così la casa si è rivolta alla Reynolds, azienda specializzata nelle realizzazione di telai tubolari, per mettere a punto un nuovo chassis per le Seven; l'intento è di ottenere maggiori rigidità e robustezza ma con un peso minore, permettendo inoltre una più facile personalizzazione delle vetture grazie al montaggio di pannelli di vetroresina. Lo sviluppo è ora a buon punto e il telaio è pronto, con un risparmio di peso del 10% rispetto alla precedente soluzione, che in ogni caso non verrà messa in pensione poiché il telaio in tubi è previsto sia un optional, dal costo tra 1.000 e 2.000 £, 1.250-2.500 €. Il materiale del telaio è l'acciaio e non il titanio come nel caso della Atom, ma la Reynolds ha un grande pedigree in ambito telaistico e la sua esperienza spazia dai progetti per la Nasa a quelli delle biciclette da corsa. E il claim di un'auto leggera come una bicicletta è decisamente congeniale alla Caterham.

Spyker vira sull'elettrico



Spyker, il marchio olandese che realizza artigianalmente sportive ad alte prestazioni, già in passato aveva tentato il balzo verso una costruzione di maggior scala con la tentata acquisizione di Saab. Ora si riaffaccia l'opzione di maggiori numeri ma in chiave più moderna, con una vettura elettrica la cui musa ispiratrice è la Suv D 12 del 2006. L'evoluzione nasce dalla partnership con Volta Volaré, la società Usa dedicata alla costruzione di aerei a propulsione elettrica, che fornirà la tecnologia necessaria. La D12 debutterà dunque in autunno al salone di Los Angeles con il motore previsto inizialmente, il W12 6 litri di provenienza Audi da 500 CV, ma anche con una versione a batterie che dovrebbe essere pronta per il 2017. Il motore impiegato è molto leggero, appena 14,5 kg pur con una coppia di 922 Nm, e ciò mitiga parzialmente il peso di oltre due tonnellate della ingombrante vettura, che sembra più un incrociatore da deserti arabi che un'auto destinata alle città. Certo, Spyker deve mantenere la sua peculiare artigianalità e in quest'ottica la D 12 ha pur un senso, ma se parliamo di numeri...

02 aprile 2016

Techno diversità





Per qualcuno i musei dell'auto sono una perversione, per altri un godimento. Credo che la verità stia nel mezzo e che non si possa accorparli tutti quanti ma occorra distinguerli per varietà, gusto e stile. Facile che quelli delle grandi Case siano quantomeno belli, quando vi si investono milioni, ma che poi abbiano realmente un significato... è da vedersi. Ce ne sono altri,invece, piccoli e poco noti ma ricchi di quella che amo definire la biodiversità tecnologica, quella varierà di pensiero tecnico e creativo che è purtroppo in esaurimento non solo nella grande industria, ma nel mondo intero, che in nome della globalizzazione spegne inesorabilmente gli intenti che devino dall'immediato profitto. Tutta 'sta storia per introdurre un piccolo museo che ho scoperto a Schramberg, nella Foresta Nera, in Germania, in quella che è stata la fabbrica di orologi Junghans. In una cornice del tutto adatta a una mostra di oggetti meccanici, negli shop floor dove si respira ancora odore di macchinari, un'ampia collezione (peraltro privata) di quelle piccole auto (ma non solo) che hanno motorizzato la Germania del dopoguerra, Gutbrod, Messerschmitt, Goggomobil, Glas e altre ancora meno note. In più parecchie moto rare o particolari (alcune con il rimorchio!) e il tutto in perfetto stato di conservazione, con pochissimi restauri. Insomma un museo per chi ama l'auto come concetto creativo, che evoca l'epopea di una tecnologia brillante e in crescendo che ormai ha lasciato il posto a un mondo più funzionale e sicuro (mah!) ma decisamente meno affascinante.




















































































 
























































01 aprile 2016

Pesce d'aprile



I britannici sono da sempre affezionati cultori del pesce d'aprile e lo dimostrano con questa notizia fake, diffusa stamattina dalla Honda UK. La Casa avrebbe celebrato la prima targa emoticon, sull'onda della possibilità in Gran Bretagna di registrazioni "emoji", (come le chiamano là) dal 2017 e sulla scorta di indagini di mercato che mostrano come i trentenni gradiscano più tali disegnini delle classiche registrazioni alfanumeriche. Una notizia ben confezionata ma palesemente falsa, non fosse altro per ragioni legali e giudiziarie. Comunque bravi.

Tanto tuonò che piovve








Dopo una lunga attesa (anni) e molteplici rumors, è stata finalmente presentata la nuova Tesla, la Model 3. Il reveal ufficiale è avvenuto ieri a Hawtorne, California e, seguendo la tipica "puntuta" politica commerciale del marchio, i preordini sono già piazzabili e pare ce ne siano già 115.000 (!), dato notevole visto che la produzione non inizierà prima dell'autunno del 2017. Tesla ha deciso di produrre da sola gli accumulatori (nella Gigafactory in Nevada) e ciò consente il risparmio di costi necessario a ridurre il prezzo di vendita, che dovrebbe aggirarsi negli Usa attorno ai 35.000 $ , dai quali detrarre gli incentivi erogati dai diversi Stati. L'auto è quindi un'avversaria della BMW i3 ma mostra un interno meno accessoriato, nel quale campeggia il (solito) schermo touch da 15 pollici destinato a sovrintendere a ogni comando, guida automatica compresa (futura, molto futura). Le minori dimensioni e la previsioni di produzione di 500.000 vetture all'anno sono tali da determinare il balzo di Tesla da produttore di nicchia ad attore sul mercato internazionale e per quanto si tratti ancora di wishful thinking, danno corpo alle promesse visionarie di Elon Musk . La Model 3 versione base, la Es, ha un'autonomia di 346 km, la trazione posteriore e fa lo 0-60 mph (96 km/h) in meno di 6 secondi; dovendo contenere i costi la scocca non impiega solo alluminio ma un mix del metallo leggero e di acciaio. La linea mostra chiaramente il family feeling della Casa ma risulta un po' anonima, in stile Jaguar per intenderci. La versione base dovrebbe poi evolvere con modelli 4x4, maggiori potenze e maggiore autonomia.

Stop alla 718 Bev

Porsche è alle prese con il confine tra purezza tecnica, sostenibilità e guadagno. Ne farà le spese la 718 elettrica? Il marchio tedesco sta...