19 febbraio 2016

PIù birra per i cinesi



Pare che il concetto di auto sportiva si stia affermando con forza in Cina e più in generale in Asia, tanto che gli uffici studi di diversi marchi si stanno organizzando per portare su quei mercati i prodotti per i quali si prevede un incremento di richiesta nei prossimi anni. Il fatto è che in Europa e in Usa lo stesso segmento soffre parecchio, sia per il disinteresse crescente dei giovani per l'auto, sia per le numerose briglie imposte da regolamenti anti-inquinamento e limiti di velocità. I sub brand meno esotici, quindi, quali Renault Sport e Ford Performance, stanno studiando la distribuzione su quelli che un tempo erano ambiti propizi unicamente alle tre volumi tradizionali ma che ora mostrano molto interesse per le muscle car del Vecchio Continente. C'è però quello che sulle prime potrebbe essere interpretato come un semplice problema di etica ma che a uno sguardo più attento si rivela semplice prudenza per evitare possibili cause miliardarie: gli automobilisti del continente sono assai poco usi alla guida ad alte prestazioni e lo stato delle strade e del traffico rendono particolarmente azzardato guidare a tutta birra con auto che, seppur non AMG o M; sono comunque delle schiodatombini. Di qui un'indagine di fattibilità per depotenziare alcune titolate pur mantenendole, diciamo, competitive, oltre che lo studio per organizzare dei track day che facciando crescere le capacità dei driver locali e non li rendano semplicemente dei pericoli pubblici. Considerata la fame di vendite, le cose dovrebbero concretizzarsi presto.

Butta la chiave



Sistemi keyless? Fatto. Volvo però intende andare oltre e dal 2017 le sue vetture non si acconteranno più di fornire ai clienti un sistema di accesso che evita l'inserimento della chiave mediante un collegamento a onde radio, ma "salterà nettamente il fosso" passando alle chiavi digitali. L'anteprima  del servizio inizia però tra qualche settimana a Goteborg (Svezia), con le auto destinate al car sharing Sunfleet. Tecnicamente si tratta di una applicazione per smartphone che di fatto manda in pensione la vecchia chiave, normale o keyless, per sostituirla con un software che svolge le stesse funzioni ma non solo. Si potrà accedere a diverse vettura (una volta abilitate) con lo stesso apparecchio, ma anche prenotare e pagare un'auto a noleggio dovunque e, una volta individuatala con il Gps, salirci e partire facendo a meno di tutte le scartoffie. Per non parlare della possibilità di far guidare la propria auto a chicchessia con un semplice allegato in una mail. Detta così la storia, mi vengono in mente almeno un paio di situazioni in cui questa soluzione darebbe man forte alla delinquenza, ma immagino ci siano sistemi di protezione allo studio. Comunque tant'è. Del resto uno smartphone ormai ce l'hanno tutti e mettere in produzione il software costa assai meno dell'hardware, no?



18 febbraio 2016

Saab e gli airbag da buttare



I problemi per la Saab sorgono anche dopo la sua fine. GM, proprietaria del marchio prima del fallimento, ha infatti dichiarato che dovranno essere richiamate circa 200.000 unità delle vetture nordiche e del brand Saturn (nato come low cost a stelle e strisce ma anch'esso terminato nel 2009) per gravi problemi all'airbag del guidatore. Il caso dei malfunzionamento degli airbag costruiti dalla nipponica Takata risale a oltre un anno fa, ma GM, in buona compagnia con altri costruttori, ha fatto sinora la melina per cercare di evitare i notevoli costi di sostituzione del particolare. D'altronde il numero totale di veicoli di diversi marchi affetti dal problema sarebbe addirittura di 5 milioni, quindi c'è da aspettarsi da qui in avanti un'ondata di richiami da più parti. Resta inoltre ancora aperto il fronte europeo: sinora il caso è scoppiato solo negli Usa, ma i dispositivi della Takata sono assolutamente gli stessi installati anche su moltissime vetture nostrane ed è possibile il problema delle schegge si presenti anche sulle vetture in circolazione nel Vecchio Continente.

17 febbraio 2016

Dalla Cina il turboelettrico



Una nuova società cinese la Techrules, presenterà a al salone di Ginevra due supercar elettriche (di cui è stato diffuso per ora un teaser), che impiegano un range extender di tipo innovativo, in cui la parte termica è costituita da una turbina a gas. Non sono stati diffusi dati tecnici dettagliati, che verranno comunicati al salone, ma per ora si sa che il sistema a turbina, denominato TREV e regolarmente brevettato, eroga una potenza di 1.044 CV e consente un'autonomia di 2.000 km. Ora, non è chiaro come le vetture siano effettivamente ascrivibili al novero delle elettriche se l'autonomia è garantita da un sistema termico, né se sulle auto ci sia o meno un accumulatore e di quale capacità, ma aspetto di vederle e poi vi dirò.

L'idrogeno gallese











Ha un nome vagamente indiano, Rasa, ma è tutta british, realizzata dalla Riversimple, azienda di Llandrindod, Galles. Il fatto che il nome della località sembri tratto dal Signore degli Anelli si associa alla tecnologia futuribile della vettura, alimentata a idrogeno con una fuel cell da 8,5 kWh e capace secondo i progettisti di percorrere almeno 500 km con soli 1,5 kg del leggero gas. La struttura prevede 4 ruote che incorporano altrettanti motori elettrici per una coppia di spunto complessiva di 600 Nm, un peso di 580 kg e l'impiego di fibra di carbonio per la scocca, il cui peso è limitato a soli 39 kg. La Rasa raggiunge i 96 km/h e ci arriva in meno di dieci secondi, ma ha soli due posti e un vano bagagli davvero mini. Devo dire che in fatto di auto gli inglesi per una bella ne hanno prodotte storicamente almeno una decina orribili e questa Rasa non fa eccezione alla regola; ne produrranno solo una ventina per ora. L'intento è quello di un'auto dimostrativa che deve studiare la possibilità di fornire tecnologia "esotica" a basso prezzo, ma, considerata l'estetica e quel problemino con l'idrogeno, ovvero la sua pressoché totale mancanza a livello di strutture di rifornimento, la vedo un po' dura.

16 febbraio 2016

Ritorna l'Alpine



Dopo il ritorno alle corse, Alpine è oggi anche una stradale, la concept Alpine Vision, che prefigura una vettura di serie prodotta a Dieppe (Francia) che debutterà sui mercati nel 2017. Non ancora A120, quindi, ma decisamente concreta pur con una profilatura meno aggressiva del previsto, che nella parte anteriore e in molti particolari ricorda la sportivissima antenata. La silhouette è bassa, slanciata e impostata alla massima sportività, principale atout sul quale vogliono vertere le comunicazioni di marketing. Dunque una scocca realizzata per la trazione posteriore, con freni potenti e masse concentrate per ottenere la massima agilità sui percorsi tortuosi. Di qui il motore collocato in posizione centrale trasversale, del quale tuttavia non sono stati diffusi dati tecnici. Si sa comunque che il propulsore è a 4 cilindri, verosimilmente l'1.8 TCe di Clio RS, e che le prestazioni da vera sportiva, 0-100 in 4,5 secondi, sono ottenute sì con la potenza ma soprattutto con un rapporto peso/potenza assai favorevole, ottenuto con la costruzione leggera e con una filosofia costruttiva completamente incentrare sulle prestazioni, sul controllo della vettura e sulle sensazioni da trasmettere al pilota. A Ginevra live.

L'ultima notte



Il tifo, il piacere di guardare un avvenimento sportivo deriva da un gene, il quale fa sì che pur non compiendo l'azione che si osserva se ne provi piacere come se fosse stata da noi compiuta. C'è chi ce l'ha e chi no, ma sono molti di più quelli nella prima categoria. Poi ci sono personaggi che sono una sorta di catalizzatore per questi sentimenti, che attirano i fan più di altri. E' il caso di Ayrton Senna, lo sfortunato campione morto a 34 anni nel terribile incidente di Imola, che nel corso degli anni ha visto crescere il suo mito. E proprio a quel giorno, o meglio all'ultima notte è intitolata la mostra che si apre domani al circuito di Monza nel Museo della Velocità: "Ayrton Senna. L'ultima notte". Realizzata a cura di Giorgio Terruzzi ed Ercole Colombo, la mostra costa di circa 100 fotografie che celebrano la storia sportiva e non solo del grande campione brasiliano, dagli inizi sul kart all'esordio in F1, alle vittorie e alle sconfitte, ma anche tratti più personali della sua vita. A corroborare l'esposizione, una serie di memorabilia tra i quali il kart con il quale Senna inizio la carriera di pilota nel 1979. La mostra sarà aperta sino al 26 luglio.




Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...