14 gennaio 2016

Altre nuvole all'orizzonte



Come dicevo a settembre, una volta "saltato il tappo" c'è la concreta possibilità di una fatale espansione. Parlo dello scandalo VW sulle emissioni truccate e del suo ipotetico allargamento ad altri costruttori. La settimana scorsa agenti francesi della divisione antifrode hanno compiuto una serie di sequestri di pc di dirigenti in diversi siti produttivi del marchio; l'ipotesi è quella dell'esistenza di un software del tipo di quello utilizzato dalla Volkswagen per mascherare le emissioni di alcuni tipi di motore Diesel. La notizia viene dal sindacato interno Cgt e colpisce oltre che per l'importanza intrinseca anche perché riguarda un brand a partecipazione pubblica, tanto più nel frangente del ripensamento francese sulle "doti" dei motori a gasolio. Oltre che una indagine, quindi un segnale concreto che il governo fa sul serio. La borsa ha reagito assai male e il titolo Renault è sceso fino al 20%, per arrestarsi poi a -17%, un calo preoccupante per le finanze del gruppo. Ma un po' tutti i titoli del comparto auto oggi hanno fatto registrare ribassi, pure quello di FCA che potrebbe trovarsi in difficoltà per le rivelazioni di due concessionari sul territorio Usa che sostengono l'azienda trucchi i dati di vendita per creare condizioni borsistiche più, diciamo, favorevoli. Anche se con connotazioni differenti, sarebbe in sostanza un altro caso di "tradimento" della fiducia dei consumatori (o investitori) yankee e sappiamo come questo tipo di atteggiamento sia avversato in America.

A Detroit il gap si allarga




Ci sono novità al salone Usa, poche a dire il vero interessanti per l'Europa, però. a riprova della diversa velocità delle due economie. In ogni caso tre continenti si confrontano anche con modelli innovativi che inseguono diverse filosofie. Per il Vecchio Continente Audi sta di qua e di là delle barricate con una rinnovata A4 Allroad (quindi veicolo tradizionale seppur avventuroso) e la Suv h-tron quattro a idrogeno dotata di due motori elettrici per 315 cavalli complessivi e di un innovativo tipo di fuel cell capace di funzionare tra i -28 e i 95°C in accoppiata a un buffer al litio da 1,8 kWh posto sotto il pianale posteriore. 600 i km di autonomia con un pieno che si fa in soli 4 minuti: dove farlo però è da vedersi. Entro il 2020, comunque, secondo Audi. Il gruppo insiste sull'elettrico anche con la VW Tiguan GTE Active Concept ibrida con motore a benzina da 150 CV e due elettrici da 40 e 85 kW. Mercedes porta la nuova Classe E, con il nuovo look delle C e S, BMW la X4 M40i, Porsche le 911 Turbo e Turbo S. Passando ai jap  (stessi colori, linee sovrapponibili), Lexus fa debuttare il cambio a 10 rapporti sulla LC500 con il V8 di 5 litri, Infiniti la Q60 coupé con un V6 di 3 litri da 400 CV. Ma anche gli americani non scherzano: la Buick Avista vuol fare concorrenza alla M4 (ma non c'era già la Cadillac in Casa GM?) con il suo V6 biturbo 3 litri da 400 CV e una linea oggettivamente molto accattivante, mentre la più pragmatica Ford rilancia una versione alleggerita del suo tre cilindri turbo di un litro da un canto e porta l'ennesima GT (stavolta bianca) a un salone; speriamo di vedere la prossima su strada. Interessante notare le diverse strade intraprese dai marchi luxury Usa: mentre Cadillac segue il filone delle grandi potenze, Lincoln rilancia il nome Continental con un'altra auto semplicemente deprimente, che in più somiglia parecchio a una Dodge Charger, auto decisamente più cheap rispetto alle ambizioni di quello che è stato per lungo tempo il brand dell'establishment americano. 






















12 gennaio 2016

L'auto a metà del guado



Si è aperto il primo salone dell'anno, nella (un tempo) gelida Detroit e una nutrita serie di novità si presenta sul mercato. Nella conferenza stampa dell'ad di un marchio un tempo italiano (con il quale genericamente non concordo data la sua visione esclusivamente finanziaria dell'automobile) sono state fatte varie affermazioni opinabili riguardo il futuro delle quattro ruote, un paio delle quali però indubbiamente sensate: 1°- l'introduzione di motori e componenti elettriche per la trazione snatura profondamente il concetto di auto come viene inteso oggi e toglie significato alle industrie del settore, che non possono seguire le varie Google o Tesla con la stessa flessibilità, oltre ad aver bisogno di volumi produttivi più consistenti per fare utili; 2°- tutta l'elettronica di ultima generazione installata a bordo deve avere un riscontro concreto nella guida, altrimenti è solo "fuffa". Sono del tutto d'accordo: Da tempo tutti parlano della necessità di un cambiamento nel mondo dell'auto ma pochi si rendono conto che costruire macchine è oltre che un business una filosofia, un'idea che è stata alla base di un rinnovamento epocale del pianeta nel corso del 900. Cambiarla significa snaturarla e toglierle significato. La mobilità del nuovo millennio è ancora una sorta di blob, che si dibatte tra divieti, inquinamento, crisi lavorative e soluzioni di massa incapaci di rispondere ai bisogni dei singoli o foriere di ritorni al passato dal punto di vista della facilità di accesso. Un'auto a guida automatica zeppa di connessioni è intrinsecamente un controsenso: con tutto 'sto infotainment forse non c'è proprio bisogno di muoversi ma basta collegarsi da casa e lo spostamento diventa sostanzialmente un accessorio costoso. Infine, c'è un fatto che mi preme di evidenziare: l'auto elettrica, l'auto connessa, l'auto self driving, sono tutte cose da ricchi, certamente fuori portata dall'utenza delle utilitarie. Non ci sarà (per lungo tempo), quantomeno alla luce dell'economia di questo primo scorcio di 2016, una evoluzione massiva di tali produzioni perché non c'è il mercato e le prospettive sono pari quelle della rinuncia all'uso del carbone da parte della Cina e della Germania. Ma non sarà che, ancora, la gente ha in definitiva solo bisogno di muoversi?

08 gennaio 2016

Audi ritenta con la A2



Audi ritenta il segmento delle citycar con quella che potrebbe essere la nuova edizione della A2 (nella foto la concept del 2011), la poco fortunata piccola tutta in alluminio di fine anni '90. La vettura è prevista per il lancio nel 2019 e avrà 4 posti con motorizzazione a benzina oppure elettrica (chissà come mai non Diesel), ma ne vedremo la concept già al salone di Parigi in settembre. Dimensioni attorno ai 3 metri e mezzo e collocazione al di sotto della attuale A1 (quindi il nome sarà sicuramente da rivedere) grazie all'impiego della stessa piattaforma della Up!, la NSF. Anche il posizionamento di listino dovrebbe essere al di sotto della A1 per la versione a benzina, equipaggiata con una nuova versione del 3 cilindri di un litro a bassissime emissioni, un tentativo di vettura giovane che dovrà però confrontarsi con la disponibilità economica effettiva dell'utenza al momento del lancio. La variante elettrica avrà invece un prezzo decisamente più elevato ma usufruirà delle ultime tecnologie nel campo degli accumulatori al litio, con autonomia prolungata e motore di maggior potenza rispetto alla e-Up!.

Trash da milionari







Avete lì un milioncino da buttare? Beh, un po' meno a dire il vero, 895.000 dollari per la precisione. Beh, se li avete potete comprarvi la Youabian Puma, orribile e costosissima coupé cabriolet prodotta in esemplare unico per il salone di Los Angeles del 2013 e attualmente sul mercato dopo il prevedibile fallimento dei piani produttivi in piccola serie. Monta il V8 da 7 litri di Corvette e Camaro e va da 0 a 60 mph (96 km/h) in 5,9 secondi, valore non eccezionale ma rivalutare una volta considerato il peso di oltre 3 tonnellate. La Puma degli anni '60, la buggy era decisamemente più attractive e moolto meno costosa. Ma forse il gusto dell'orrido può far proseliti e, seguendo le orme (psicanalitiche) di vetture come la Fiat Duna e la Ford Scorpio un miliardario eccentrico interessato lo troveranno. D'altronde, traslandoci in campo cinematografico, Sharknado impazza su web e TV, quindi...






07 gennaio 2016

VW al Ces accelera sull'elettrico











Per la serie "l'auto al centro", il Ces (il salone annuale dell'elettronica di consumo in Nevada) sta ospitando anno dopo anno sempre più novità in campo automotive, segno sì di un avvicinamento costante delle macchine al mondo della consumer electronics ma anche del tentativo un po' stiracchiato di allargamento dei bacini di utenza che rispecchia la crisi dell'"oggetto automobile" così come lo intendiamo oggi. E chi meglio di una Casa oggetto di una crisi di fiducia può rilanciare su quel palcoscenico? Quindi ecco a voi BUDD-e, prototipo di minivan VW a emissioni zero realizzato sul pianale modulare MEB, concepito espressamente per i prossimi e-vehicles della Casa di Wolfsburg. Trazione integrale garantita da un motore da 100 kW anteriore e uno da 125 posteriore, con accumulatori al litio da ben 92,4 kWh che garantiscono autonomia fino a 533 km. Dentro tutto un nuovo mondo, fatto di interfacce intelligenti e sistemi di infotainment, oltre a un sistema di azionamento dei comandi gestuale sul tipo del Gesture Control, sul quale avevo già espresso i miei dubbi con l'esordio di BMW. Insomma, VW accelera con la sua new age e, pur se questa potente spinta proviene dal flop dell'affaire Diesel, non si può far finta di niente di fronte a un impegno così importante e supportato da uno dei know how automobilistici più avanzati al mondo. Un solo dubbio: quante ore ci vogliono per ricaricare una batteria da più di 92 kWh?

Audacia o fortuna?







Mentre da noi c'è la siccità, in California piove e si susseguono gli allagamenti. Come a San Diego, vicino al confine con il Messico dove un impaziente riccone alla guida di una Lamborghini Murciélago si prende un bel rischio attraversando l'incrocio divenuto una fiumana per l'esondazione del fiume. Gli va bene che il motore, ma soprattutto l'aspirazione e le prese d'aria, siano dietro, perché durante il tragitto l'acqua arriva al parabrezza. Comunque sembra ce l'abbia fatta. Però io un controllino dal meccanico lo farei, tanto per andare sul sicuro.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...