29 ottobre 2015

Tutti insieme appassionatamente




















La "misteriosa" Nissan del teaser di cui parlavo la settimana scorsa è stata svelata: si tratta della IDS Concept, veicolo elettrico semiautonomo che ha la funzione di laboratorio per lo sviluppo, appunto, del sistema di guida automatico che potrebbe equipaggiare le Nissan a venire. Nell'abitacolo, che dato il concetto ispiratore di quest'auto è il vero fulcro della vettura, i sedili ruotano verso l'interno per favorire il dialogo (ci mancavano solo le auto social!) mentre durante la guida autonoma l'intera plancia si trasforma in uno schermo che mostra i messaggi scambiati con gli altri utenti della strada, verso i quali un sistema a matrice di led collocato all'esterno comunica con variazioni di colore il proprio stato d'animo (da non crederci!). Se poi vuoi proprio guidarla, la IDS, allora devi adattarti a una specie di volante in stile sommergibile, ma almeno non devi preoccuparti troppo dell'autonomia, data la gigantesca batteria della capacità di 60 kWh, quanto del costo della batteria stessa, probabilmente nell'ordine di quello dell'intera vettura (auguri con il ricambio!); la ricarica wireless è la ciliegina sulla torta. Vista in un'altra ottica, però, la IDS ha almeno un aspetto positivo: se siete sui social e la cosa vi impegna tanto da non potervi distrarre un attimo (cosa purtroppo non uncommon tra gli automobilisti odierni) il sistema di monitoraggio interno della vettura se ne accorge e passa automaticamente al "pilota automatico", risparmiandovi così le "benedizioni" che quelli come me vi indirizzerebbero.

Un battistrada con i baffi



Un battistrada unico per questa copertura Bridgestone, destinata a celebrare la partecipazione della casa jap a Movember, l'iniziativa di sensibilizzazione sulle tematiche legate ai tumori alla prostata e ai testicoli. Farsi crescere i baffi per condividere il sostegno che Bridegstone offre con l'appoggio ormai triennale alla LILT, la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, è un modo di mostrare la propria sensibilità a un tema che potrebbe salvare molte vite grazie alla prevenzione che la maggior attenzione al problema può generare. Lo pneumatico è stato scolpito a mano al Technical Centre Europe di Bridgestone di Castel Romano e Fabrizio Raschietti, fotografo già autore delle immagini per la campagna Nastro Rosa, ne ha tratto gli scatti.

Yamaha si allarga











Da un paio d'anni si parla dell'ingresso di Yamaha nel mondo delle auto, ma al Tokyo Motor Show la Casa motociclistica ha appena presentato  una vera esplosione di novità assolute, tanto a tre quanto a quattro ruote. Andando in ordine di... ruote, la MWT-9 è la versione a tre ruote, 2 davanti e una dietro, tipo Tricity, della MT-09, la muscolosa e divertente naked che ha fatto grandi numeri su molti mercati mondiali. Una tre ruote davvero sportiva, quindi visti i 115 CV, destinata ad aprire un mercato diverso e forse promettente. Passando alle 4 ruote, sapevamo già che dietro alla Motiv, la "simil-smart" per intenderci, c'era Gordon Murray, progettista che non ha bisogno di presentazioni vista la sua storia in McLaren. Logico dunque attendersi anche qualcos'altro, qualcosa con più pepe e destinato a far divertire. Ed ecco la Yamaha Sports Ride Concept, vettura realizzata con il sistema i-Stream ideato da Murray che consente l'uso della fibra di carbonio in modo seriale. Lo stile della vettura è stato portato avanti dal designer jap Dezi Nagaya, che viene dalla Toyota; sinceramente lo trovo alquanto migliorabile (chiedere alla Mazda?), per quanto sviluppato in soli 5 mesi. Grazie al sistema iStream, la vettura potrebbe essere prodotta in serie a costi contenuti (si fa per dire) e mantenere il peso a meno di 1.000 kg, con un motore Yamaha a 4 cilindri attorno al litro di cilindrata che potrebbe erogare a seconda della versione da 80 a 100 CV. La tipologia di riferimento è quella della Lotus Elise e anche il prezzo seguirebbe. L'ingresso di un nuovo attore nel mondo dell'auto è sempre benvenuto e Yamaha (che, ricordo, costruiva i V8 per Volvo) ha tutte le carte in regola per fare bella figura. Vedremo se la cosa andrà avanti.

Toyota a tutto campo



















A Tokyo Toyota batte strade opposte: da un lato la nuova Lexus LF-FC (le sigle di Toyota, bah), concept che prospetta la nuova epoca stilistica del brand di lusso riguardo le berline, una 4 porte slanciata con un sistema di propulsione elettrico alimentato da una cella a combustibile a idrogeno, soluzione che in Giappone è vista come la prossima per la motorizzazione di massa. La scocca dell'auto prevede una struttura centrale  a T che contiene i serbatoi nei quale immagazzinare l'idrogeno gassoso, il gruppo di controllo dei propulsori all'avantreno e la collocazione posteriore della fuel cell, che (senza ulteriori specifiche nel comunicato) fornisce il moto alle ruote posteriori, immagino con un motore (!). Le ruote anteriori integrano poi altri due motori elettrici, per realizzare una trazione integrale a gestione elettronica che agisce su un'auto molto ben equilibrata quanto a masse. Dall'altro lato della gamma di gruppo, ecco invece la S-FR di cui parlavo qualche settimana fa, piccola sportiva basic destinata a riaccendere la passione nei neofiti. L'impegno globale di una Casa che con il recente semi-default VW non ha più rivali.

28 ottobre 2015

A Tokyo la nuova Mazda Wankel















Stamattina (con buona pace del fuso) Mazda ha finalmente svelato (l'avevo anticipato a settembre) al salone di Tokyo la RX-Vision, splendida concept che rilancia la storica gloria del marchio, il motore Wankel.  Prima di soffermarmi sulle specifiche dell'auto, ovviamente le più "gustose", consentitemi di fare una considerazione sullo stile del brand. Da tempo Mazda produce auto tra le più belle in circolazione e sicuramente un must tra le giapponesi. Questa RX-Vision conferma la mano felice degli stilisti jap, con le linee filanti e slanciate di una coupé che spero abbia davvero un seguito produttivo. OK, tornando al "sugo", il motore di questa concept si chiama SKYACTIVE-R (sì, tutto maiuscolo), è montato anteriormente e trasmette il moto al treno posteriore. Chi ha letto qualcosa a proposito di questa tecnologia sa che i problemi legati al motore rotativo sono tre: l'elevato consumo, che implica anche abbondanti emissioni, la durability e una certa cronica mancanza di coppia. Alla Mazda giurano di averli risolti tutti e che ora il Wankel ha consumi e durata del tutto paragonabili a quelli di un motore a pistoni. Non sono stati comunicati dati tecnici, ma dato che l'auto di riferimento del progetto era la Porsche Cayman, è presumibile la potenza si collochi attorno ai 300 CV, con una cilindrata effettiva di circa 1.3 litri (il Wankel fa però tre scoppi per giro) e un turbo a migliorare il riempimento. La penultima della specie, la RX-7, era spettacolare nelle accelerazioni, ma anche nel consumo, mentre la successiva RX-8, aspirata, piuttosto letargica (ma sempre esente da fuorigiri). Logico quindi il ritorno al turbo, riveduto e corretto, anche se una soluzione ibrida è stata inizialmente considerata. Dita incrociate, dunque!

27 ottobre 2015

M-Zero, indian thought

















L'anno scorso, ancora in piena crisi, mi ero trovato a considerare come le ipercar piovessero a frotte. Non c'è motivo dunque per invertire la tendenza ore che le cose (dicono) vanno meglio: così ecco la Mean Motors, startup indiana che vuole produrre la M-Zero, progetto nato dalla fantasia di Sarthak Paul. L'auto, dal design che definirei non proprio riuscito, particolarmente in quella coda a croce, dovrebbe avrebbe le prestazioni che un possibile acquirente si aspetta da questo segmento: attorno ai 360 orari di Vmax con lo 0-100 in circa 3 secondi. Gruppo motore ibrido collocato in posizione trasversale centrale, scocca in carbo-flax, nuovo materiale creato per l'industria aerospaziale con fibre aramidiche che dovrebbe essere più leggero meno costoso del carbonio. Questo forse permetterà di tenere il prezzo intorno ai 150.000 dollari come previsto, tutto sommato pochi per questa appartenenza di genere. Il punto è però se, anche in un ambito sciovinista come quello indiano, ci sia effettivamente un mercato per questa auto, che per ora esiste sono progettualmente, dato che il nostro Sarthak sta cerando finanziatori e strutture produttive. Ma d'altronde, con una classe media di 400 milioni di persone (e altrettanti di poveri) ci saranno bene un pugno di ricconi con le rupie da buttare, no?

Una sportiva elettrica tra le prossime Honda



Dopo un "lungo sonno", finalmente alla Honda si sono svegliati (in senso sportivo) e hanno ricominciato a tirar fuori conigli dal cappello. Dopo NSX, Civic Type-R e S660, sarebbe lecito aspettarsi una riedizione della S 2000. Ma forse per questa ulteriore soddisfazione occorrerà attendere ancora un po', mentre invece un'altra sportiva si profila all'orizzonte, del tutto nuova, almeno quanto a parte motrice. Si tratta di una CR-Z elettrica che incorpora la nuova edizione del sistema di gestione della coppia SH-AWD, quello della NSX. L'auto deriva da quella che ha partecipato alla edizione 2015 della Pikes Peak International Hillclimb (nella foto) classificandosi 11esima assoluta; la potenza scende da 450 a 250 CV ma a detta dei tecnici Honda per la produzione può facilmente salire di un altro "centone" e arrivare a 350 CV. La capacità degli accumulatori scende invece da 50 a 16 kWh, per ridurre a sua volta il peso da 1.800 a 1.600 kg, parecchi in assoluto ma non abbastanza per penalizzare lo 0-100, che si colloca attorno a 3,5 secondi. Il  nuovo SH-AWD prevede quattro invece di tre motori, uno per ciascuna ruota, e integra il torque vectoring a gestione computerizzata con la sterzatura posteriore. Dovrebbe esordire al salone di Tokyo tra un paio di giorni.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...