L'anno scorso, ancora in piena crisi, mi ero trovato a considerare come le ipercar piovessero a frotte. Non c'è motivo dunque per invertire la tendenza ore che le cose (dicono) vanno meglio: così ecco la Mean Motors, startup indiana che vuole produrre la M-Zero, progetto nato dalla fantasia di Sarthak Paul. L'auto, dal design che definirei non proprio riuscito, particolarmente in quella coda a croce, dovrebbe avrebbe le prestazioni che un possibile acquirente si aspetta da questo segmento: attorno ai 360 orari di Vmax con lo 0-100 in circa 3 secondi. Gruppo motore ibrido collocato in posizione trasversale centrale, scocca in carbo-flax, nuovo materiale creato per l'industria aerospaziale con fibre aramidiche che dovrebbe essere più leggero meno costoso del carbonio. Questo forse permetterà di tenere il prezzo intorno ai 150.000 dollari come previsto, tutto sommato pochi per questa appartenenza di genere. Il punto è però se, anche in un ambito sciovinista come quello indiano, ci sia effettivamente un mercato per questa auto, che per ora esiste sono progettualmente, dato che il nostro Sarthak sta cerando finanziatori e strutture produttive. Ma d'altronde, con una classe media di 400 milioni di persone (e altrettanti di poveri) ci saranno bene un pugno di ricconi con le rupie da buttare, no?
27 ottobre 2015
M-Zero, indian thought
L'anno scorso, ancora in piena crisi, mi ero trovato a considerare come le ipercar piovessero a frotte. Non c'è motivo dunque per invertire la tendenza ore che le cose (dicono) vanno meglio: così ecco la Mean Motors, startup indiana che vuole produrre la M-Zero, progetto nato dalla fantasia di Sarthak Paul. L'auto, dal design che definirei non proprio riuscito, particolarmente in quella coda a croce, dovrebbe avrebbe le prestazioni che un possibile acquirente si aspetta da questo segmento: attorno ai 360 orari di Vmax con lo 0-100 in circa 3 secondi. Gruppo motore ibrido collocato in posizione trasversale centrale, scocca in carbo-flax, nuovo materiale creato per l'industria aerospaziale con fibre aramidiche che dovrebbe essere più leggero meno costoso del carbonio. Questo forse permetterà di tenere il prezzo intorno ai 150.000 dollari come previsto, tutto sommato pochi per questa appartenenza di genere. Il punto è però se, anche in un ambito sciovinista come quello indiano, ci sia effettivamente un mercato per questa auto, che per ora esiste sono progettualmente, dato che il nostro Sarthak sta cerando finanziatori e strutture produttive. Ma d'altronde, con una classe media di 400 milioni di persone (e altrettanti di poveri) ci saranno bene un pugno di ricconi con le rupie da buttare, no?
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