23 febbraio 2015

Se 650 non bastano...





Mah, non sono del tutto certo della "non virtualità" di questo video, il colore mi sembra un po' falso, ma è comunque interessante; se poi fosse fatto al computer, la realizzazione è impeccabile. Si tratta di una sorta di sfida tra una Corvette Z06 da 659 CV e una McLaren P1, che nella versione GTR veleggia verso i 1.000 CV. La Corvette cerca di avvicinarsi, ma quando il traffico in pista lo consente la P1 fa bye bye e sparisce, letteralmente. Il che dà l'idea di quanto stellari siano le prestazioni della hypercar britannica, pur se corre l'obbligo di osservare come i driver non sembrino proprio all'altezza delle rispettive vetture. Comunque, il video è stato girato (dicono) al Circuit of the Americas di Austin, Texas e, considerato l'orgoglio tipico per i prodotti locali che vige in questa parte di States, dopo il default della Corvette potrebbe anche esserci stata qualche crisi di disperazione.

La Vulcan per Ginevra





Tra una settimana al salone di Ginevra sarà svelata la Aston Martin Vulcan, la nuova sportiva in odore di essere la prima del brand motorizzata AMG. Potrebbe sostituire l'attuale Vantage e montare quindi il recente V8 di quattro litri brand new del marchio di Affalterbach, ma sfruttando la richiesta da parte dei soliti milardari per una ipercar british (si fa per dire vista il pacchetto di controllo targato Bonomi) saltare il fosso e vedere sotto il cofano il V12 biturbo tedesco. Certo, se ipotizziamo che il nome abbia un minimo di riscontro con le prestazioni... Per il momento accontentiamoci del videoteaser; il sound, comunque, è più racing che baritonale.

22 febbraio 2015

Eccola di nuovo







Vista al Tokyo Motor Show nel 2013, la davano in produzione per l'anno successivo, ma pare che qualcosa sia andato storto nei piani. Così la Honda S660 è rimasta in canna alla Casa sino a oggi, forse attendendo il debutto della nuova NSX che ha riaperto il segmento fun del marchio. A dire il vero manca anche un rimpiazzo per la S2000, ma potremmo avere qualche sorpresa a breve. Comunque la piccola roadster è pronta e i prototipi sono già in giro per il mondo ad accumulare chilometri e affidabilità. Conferma dei dati tecnici principali: peso attorno a 830 kg per la versione base, che potrebbe però salire a ben 950 con tutti gli accessori (!!), motore centrale aspirato (un po' loffio però) da 64 CV a 6.000 giri e 104 Nm a 2.600. Trazione posteriore e cambio CVT, ma in alternativa (novità!) anche un sano 6 marce manuale. Si poteva fare di meglio è vero, magari applicando un bel turbo e portando la potenza sui 100 CV, ma in compenso è stata definita la gamma colori: bianco, giallo, rosso, blu, grigio, marrone e viola. Debutto a Ginevra? Difficile dirlo, anche perché la vettura inizialmente sarebbe destinata al solo mercato interno, quindi con guida a destra. La solita fortuna degli inglesi!

13 febbraio 2015

Niente guida, siamo inglesi



Gli inglesi credono nella guida autonoma. Lo prova l'autorizzazione da parte del governo alla sperimentazione finale sulle strade del regno a partire dalla prossima estate. Una decisione comunicata direttamente dal minstro dei trasporti Claire Perry, che capovolge lo status pre-esistente, caratterizzato da un severo divieto a ogni collaudo su strade pubbliche. Non che la cosa sia una novità, peraltro. I britannici sono famosi per le loro prese di posizione stentoree: agli albori dell'era dell'automobile, nel 1865, venne infatti promulgato il Locomotive Act, che prevedeva una velocità massima di 4 mph (6,4 km/h) sulle strade extraurbane e di 2 mph (3,2 km/h) in città, in più qui occorreva pure essere preceduti da un uomo con tanto di bandiera rossa ad avvertire dell'imminente pericolo. Una situazione altamente penalizzante, che durò in pratica fino al 1903, dopodiché iniziò la felice era delle belle auto inglesi. Bene, tornando alle driveless cars, anche in questo caso si trova traccia delle radici british del provvedimento. La razio infatti si basa sulla ferma convinzione che le self driving cars autoctone si diffonderanno ampiamente nel prossimo decennio, sovvenzionate da programmi di sviluppo collocati a Greenwich, Bristol, Milton Keynes e Coventry che dovrebbero dar vita a un business di addirittura 900 milioni di sterline, oltre 1 miliardo e 200milioni di euro. Ma ciò soltanto perché le auto sono ritenute estremamente pericolose e gli automobilisti locali assai facili alla guida in stato di ebbrezza; quindi meglio togliere di mezzo questi ultimi. D'altronde la Gran Bretagna è il Paese d'Europa più zeppo di autovelox, speed camera le chiamano, e quello con le multe più severe e la minor tolleranza. Sarà promulgato comunque un codice di condotta: vorranno mica uno con la bandierina anche stavolta?

Google è avanti







Proprio ieri raccontavo delle intenzioni di Apple, che disamina con sempre maggiore attenzione l'ingresso nel mondo auto. E dell'altra big, Google, impegnata invece sul fronte della guida autonoma. Beh, devo dire dire che quest'ultima però ha già preso il largo in questo campo. Lo dimostra Spot, un robot del peso di 75 kg sviluppato dalla Boston Dynamics, (di proprietà del colosso di Mountain View): in pratica la copia cibernetica di un cane, completamente autonoma nel movimento, capace di reagire a una spinta inattesa senza perdere l'equilibrio e di affrontare pendenze e terreni sconnessi senza difficoltà (il video è impressionante). Il robot è stato sviluppato per scopi militari, tipo il trasporto di oggetti e rifornimenti in zone sotto il fuoco nemico, ma salta all'occhio la grande versatilità del sistema di movimento antropomorfo, che rappresenta una svolta epocale nella mobilità. Immaginate solo le applicazioni in fuoristrada, con un veicolo capace di nuoversi in un bosco dribblando gli alberi, oppure, più semplicemente, un mezzo capace di salire sull'ascensore fino alla porta di casa. Insomma mi sembra che mentre Apple valuta, Google abbia già ben chiaro il suo obiettivo.

12 febbraio 2015

Con la KTM in GT4



Ve la ricordate la KTM X-Bow, la madre di tutte le Alfa 4C? A Novembre avevo annunciato una versione racing a cura della Reiter Engineering, della quale allora era disponibile soltanto una vista dall'alto. Ora la vediamo meglio, a confronto con la capostipite, in questo scatto (un po' buio, però). La X-Bow GTR ha acquistato corpo, ora è una GT a tutti gli effetti e non richiede (su strada) l'uso del casco, anche se di fatto è soltanto una GT4. Reiter la metterà in vendita pronto corse dal mese di Aprile per tutti i team interessati, al costo di 139.000 euro, ma l'auto può anche circolare su strada (versione apposita) e dev'essere davvero tosta. Un pensierino?

Apple car va avanti



Un anno fa i rumors di una connection tra Apple e Tesla per una vettura prodotta a Cupertino. Ora le indiscrezioni tornano a farsi sentire e pare che il progetto, sviluppato in totale segretezza, vada avanti. Il sito Usa Mac Observer, infatti, riferisce di un insider che avrebbe parlato di una divisione che si sta occupando di tecnologia automobilistica e sta valutando diverse alternative per un veicolo che abbia l'Apple style, dote necessaria per inserirlo nel mood della Casa. E proprio in questo ambito pare si registrino le maggiori difficoltà; nel confronto tra un'azienda che ha l'abitudine di rivoluzionare i concetti con cui si misura e una realtà consolidata, quella dell'automobile, che invece segue canoni rigidi e vecchio stile ma con investimenti di enorme portata, anche per Apple. Rientra nel discorso anche lo stile della vettura (quella della foto è uno studio IED del 2010) che dovrebbe essere non solo di rottura e riconducibile ai prodottti della mela, ma anche incarnare il nuovo concetto di mobilità che l'azienda californiana potrebbe lanciare. Lontano comunque, questo pare accertato, dal self driving che porta avanti Google, ma più orientato a un sistema mobile di connessione totale che ottimizzi spazi e risorse.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...