22 febbraio 2015

Eccola di nuovo







Vista al Tokyo Motor Show nel 2013, la davano in produzione per l'anno successivo, ma pare che qualcosa sia andato storto nei piani. Così la Honda S660 è rimasta in canna alla Casa sino a oggi, forse attendendo il debutto della nuova NSX che ha riaperto il segmento fun del marchio. A dire il vero manca anche un rimpiazzo per la S2000, ma potremmo avere qualche sorpresa a breve. Comunque la piccola roadster è pronta e i prototipi sono già in giro per il mondo ad accumulare chilometri e affidabilità. Conferma dei dati tecnici principali: peso attorno a 830 kg per la versione base, che potrebbe però salire a ben 950 con tutti gli accessori (!!), motore centrale aspirato (un po' loffio però) da 64 CV a 6.000 giri e 104 Nm a 2.600. Trazione posteriore e cambio CVT, ma in alternativa (novità!) anche un sano 6 marce manuale. Si poteva fare di meglio è vero, magari applicando un bel turbo e portando la potenza sui 100 CV, ma in compenso è stata definita la gamma colori: bianco, giallo, rosso, blu, grigio, marrone e viola. Debutto a Ginevra? Difficile dirlo, anche perché la vettura inizialmente sarebbe destinata al solo mercato interno, quindi con guida a destra. La solita fortuna degli inglesi!

13 febbraio 2015

Niente guida, siamo inglesi



Gli inglesi credono nella guida autonoma. Lo prova l'autorizzazione da parte del governo alla sperimentazione finale sulle strade del regno a partire dalla prossima estate. Una decisione comunicata direttamente dal minstro dei trasporti Claire Perry, che capovolge lo status pre-esistente, caratterizzato da un severo divieto a ogni collaudo su strade pubbliche. Non che la cosa sia una novità, peraltro. I britannici sono famosi per le loro prese di posizione stentoree: agli albori dell'era dell'automobile, nel 1865, venne infatti promulgato il Locomotive Act, che prevedeva una velocità massima di 4 mph (6,4 km/h) sulle strade extraurbane e di 2 mph (3,2 km/h) in città, in più qui occorreva pure essere preceduti da un uomo con tanto di bandiera rossa ad avvertire dell'imminente pericolo. Una situazione altamente penalizzante, che durò in pratica fino al 1903, dopodiché iniziò la felice era delle belle auto inglesi. Bene, tornando alle driveless cars, anche in questo caso si trova traccia delle radici british del provvedimento. La razio infatti si basa sulla ferma convinzione che le self driving cars autoctone si diffonderanno ampiamente nel prossimo decennio, sovvenzionate da programmi di sviluppo collocati a Greenwich, Bristol, Milton Keynes e Coventry che dovrebbero dar vita a un business di addirittura 900 milioni di sterline, oltre 1 miliardo e 200milioni di euro. Ma ciò soltanto perché le auto sono ritenute estremamente pericolose e gli automobilisti locali assai facili alla guida in stato di ebbrezza; quindi meglio togliere di mezzo questi ultimi. D'altronde la Gran Bretagna è il Paese d'Europa più zeppo di autovelox, speed camera le chiamano, e quello con le multe più severe e la minor tolleranza. Sarà promulgato comunque un codice di condotta: vorranno mica uno con la bandierina anche stavolta?

Google è avanti







Proprio ieri raccontavo delle intenzioni di Apple, che disamina con sempre maggiore attenzione l'ingresso nel mondo auto. E dell'altra big, Google, impegnata invece sul fronte della guida autonoma. Beh, devo dire dire che quest'ultima però ha già preso il largo in questo campo. Lo dimostra Spot, un robot del peso di 75 kg sviluppato dalla Boston Dynamics, (di proprietà del colosso di Mountain View): in pratica la copia cibernetica di un cane, completamente autonoma nel movimento, capace di reagire a una spinta inattesa senza perdere l'equilibrio e di affrontare pendenze e terreni sconnessi senza difficoltà (il video è impressionante). Il robot è stato sviluppato per scopi militari, tipo il trasporto di oggetti e rifornimenti in zone sotto il fuoco nemico, ma salta all'occhio la grande versatilità del sistema di movimento antropomorfo, che rappresenta una svolta epocale nella mobilità. Immaginate solo le applicazioni in fuoristrada, con un veicolo capace di nuoversi in un bosco dribblando gli alberi, oppure, più semplicemente, un mezzo capace di salire sull'ascensore fino alla porta di casa. Insomma mi sembra che mentre Apple valuta, Google abbia già ben chiaro il suo obiettivo.

12 febbraio 2015

Con la KTM in GT4



Ve la ricordate la KTM X-Bow, la madre di tutte le Alfa 4C? A Novembre avevo annunciato una versione racing a cura della Reiter Engineering, della quale allora era disponibile soltanto una vista dall'alto. Ora la vediamo meglio, a confronto con la capostipite, in questo scatto (un po' buio, però). La X-Bow GTR ha acquistato corpo, ora è una GT a tutti gli effetti e non richiede (su strada) l'uso del casco, anche se di fatto è soltanto una GT4. Reiter la metterà in vendita pronto corse dal mese di Aprile per tutti i team interessati, al costo di 139.000 euro, ma l'auto può anche circolare su strada (versione apposita) e dev'essere davvero tosta. Un pensierino?

Apple car va avanti



Un anno fa i rumors di una connection tra Apple e Tesla per una vettura prodotta a Cupertino. Ora le indiscrezioni tornano a farsi sentire e pare che il progetto, sviluppato in totale segretezza, vada avanti. Il sito Usa Mac Observer, infatti, riferisce di un insider che avrebbe parlato di una divisione che si sta occupando di tecnologia automobilistica e sta valutando diverse alternative per un veicolo che abbia l'Apple style, dote necessaria per inserirlo nel mood della Casa. E proprio in questo ambito pare si registrino le maggiori difficoltà; nel confronto tra un'azienda che ha l'abitudine di rivoluzionare i concetti con cui si misura e una realtà consolidata, quella dell'automobile, che invece segue canoni rigidi e vecchio stile ma con investimenti di enorme portata, anche per Apple. Rientra nel discorso anche lo stile della vettura (quella della foto è uno studio IED del 2010) che dovrebbe essere non solo di rottura e riconducibile ai prodottti della mela, ma anche incarnare il nuovo concetto di mobilità che l'azienda californiana potrebbe lanciare. Lontano comunque, questo pare accertato, dal self driving che porta avanti Google, ma più orientato a un sistema mobile di connessione totale che ottimizzi spazi e risorse.

11 febbraio 2015

A Ginevra in bianco









Debutto mondiale a Ginevra per la (attesa) Honda Civic Type R, nuova versione di una delle più mitiche e cattive di sempre che però deve recuperare molto in termini di effettiva presenza sul mercato; un po' come la NSX. Le ultime foto le abbiamo viste in occasione del salone di Parigi dello scorso anno e ora la Casa jap ne ha diramate altre, insieme  a un roboante comunicato sull'accurato studio aerodinamico cui la vettura è stata sottoposta, anche perché la velocità massima dichiarata (ma non ancora omologata) è di ben 270 km/h. In particolare, l'ampia presa d'aria anteriore convoglia il flusso verso il fondo completamente piatto che termina in un diffusore e, insieme all'alettone superiore, determina una forte deportanza e quindi un'aderenza allo stato dell'arte. Mi tocca però far notare che l'efficacia di questi sistemi è degna di nota soltanto a velocità largamente superiori ai limiti in vigore in Europa; suppongo perciò che gli acquirenti o saranno tedeschi oppure faranno su e giù dalla Germania per godere di tali meraviglie aerodinamiche. Tanto vigore richiede freni Brembo con pinze a quattro pistoncini, mentre le ruote sono da 19 pollici. La vedremo in bianco, lo storico colore sportivo nipponico.






10 febbraio 2015

Koenigsegg rilancia





Stare nel mercato delle hypercar sta diventando complesso. Sembra incredibile, ma la competizione tra i diversi marchi per dividersi la torta di un ambito tanto milionario quato ristretto è fortissima e ricca di coup de teatre. Così la Koenigsegg, fresca dell'annuncio della Agera RS, spara un'altra novità per Ginevra, la Regera, che in svedese sta per "governare", chiaro riferimento al ruolo che la novità intende esercitare nel suo segmento. Le indiscrezioni raccontano di una One:1 ancora più potente, con i più di 1340 CV, quindi, estratti dal suo V8 biturbo. Considerato che la One:1 raggiunge i 440 km/h, qui andremmo oltre, dove poi non si sa, ma quel che conta è il primato. Comunque sono assolutamente certo che pochissimi tra i futuri (ricchissimi) possessori della vettura saranno in grado di spremere anche solo una parte della sua mostruosa potenza, spalmata sulla strada a cura delle sole ruote dietro, peraltro. Date un'acchiata al video.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...