15 dicembre 2014

L'ibrida cattiva di BMW





Mentre il salone di Detroit segnerà il debutto della nuova BMW Serie 6, declinata in "normale", Gran Coupé e M, l'evoluzione tecnologica continua che caratterizza il brand prosegue secondo le più recenti linee guida. Sappiamo che BMW è tra le tedesche quella che più ha investito nell'elettrico e nell'ibrido e proprio in quest'ultimo ambito si colloca la novità che, per ora, è in avanzata sperimentazione su una Serie 5 GT (quant'è brutta, però!). Si tratta del Power eDrive, versione cattiva del sistema ibrido eDrive finalizzato al risparmio e alla riduzione dell'inquinamento. Da un marchio che fa del piacere di guidare la sua bandiera non potevamo che aspettarcelo: rivisitando l'eDrive già in produzione, è stata aumentata a 20 kWh l'energia accumulabile nelle batterie al litio, mentre al quattro cilindri turbo a benzina sono stati aggiunti due motori elettrici di alta potenza, uno che agisce all'interno della trasmissione, tradizionalmente verso le ruote posteriori e l'altro collocato sull'asse anteriore. Fin qui grosso modo tutto come prima, quindi. Ma con la differenza che mentre il motore a combustione fornisce circa 230 CV, i gruppi elettrici ne erogano assieme 453, per il sostanzioso totale di 680 CV, ben più del più potente V8 turbo (quello della M5) in produzione. L'elevata capacità degli accumulatori consente comunque una maggiore percorrenza a zero emissioni, che ora raggiunge i 100 km se non impiegata per rendere la (brutta) GT la più sportiva vettura del marchio. BMW ha decisamente scelto l'elettrico per il futuro e in attesa di sistemi di accumulo o generazione a bordo che ne consentano l'impiego come sistema di trazione esclusiva, impiegherà i motori a combustione solo in sistemi ibridi, e con cubature e numero di cilindri ridotti. Che dire, una lacrimuccia per i bei 6 in linea e V8, del cui mito racconterò ai nipoti e la speranza che la potenza elettrica dia le stesse soddisfazioni. Perchè per ora , niet!










11 dicembre 2014

Il primo Euro 7 è di Volvo







Secondo Peter Mertens, vice presidente del settore R&D di Volvo, l'innovativo tre cilindri DriveE che implementa la tendenza al downsizing del marchio cino-svedese (le XC90 sono tutte 2 litri a 4 cilindri) è molto avanti con lo sviluppo ed è progettato per rispettare addirittura le norme Euro 7, quelle su cui ci sono ancora dibattiti in corso tra Case e commissioni UE. Contrariamente alle prime notizie sul suo uso, però, il propulsore sarà impiegato anche come semplice motore di trazione sulla Serie 60 e non soltanto in accoppiamento a un sistema ibrido; è stata scelta infatti anche la strada dell'ottenimento di una notevole potenza specifica in alternativa a quella della sola efficienza energetica. Grazie alla progettazione modulare, il propulsore sarà costruito sulle stesse linee dei DriveE a quattro cilindri, con un notevole risparmio nei costi. Vorrà mica dire che le Volvo Three costeranno di meno?

Iniezione di cavalli per la JCW



















Il nome Cooper evoca le Mini d'annata toste, quelle da Rally di Montecarlo che per accenderle dovevi appena toccare l'avviamento altrimenti si ingolfavano subito. E quando le nuove MINI hanno acchiappato il termine (nome e cognome con l'aggiunta hi tech di Works) è stato per fornire una tutto pepe davvero all'altezza delle sue nobili antenate. Motore potente, ma soprattutto cattivo nelle risposte; insomma quello che manca totalmente anche in molte auto molto fornite in cavalli dalla Euro 4 in su. Ora arriva la nuova serie, che impiega un 2 litri potenziato del 30% (231 CV da 5.200 a 6.000 giri e 320 Nm da 1.250 a 4.800 giri) con la tecnologia TwinPower turbo, che prevede turbocompressore twinscroll (con un condotto per ogni coppia di cilindri), iniezione diretta ed eliminazione della farfalla sostituita dall'alzata variabile delle valvole, oltre al doppio variatore di fase. Cambio manuale a sei marce (in optional lo Steptronic pure a sei con paddles al volante), freni Brembo e cerchi da 17, più tutta la carrettata di sistemi di sicurezza, che per divertirti devi rigorosamente escludere. Look molto riconoscibile ( le John Cooper Works sono poco discrete di default) e interni dedicati completano la dotazione. Presentazione ufficiale al salone di Detroit in Gennaio.

10 dicembre 2014

La prima Porsche elettrica?



Nel 2012 Porsche presentò al salone di Parigi questa Panamera Sport Turismo, sorta di CLS Shooting Brake alla maniera di Stoccarda (località peraltro condivisa con Mercedes). Il progetto sinora è stato lettera morta, ma con l'avvicinarsi dell'avvicendamento della Panamera potrebbe essere preso nuovamente in considerazione, basato questa volta sulla nuova versione della piattaforma MSB. L'obiettivo nel mirino però non sarebbe soltanto quello di realizzare un'avversaria delle BMW Serie 5 di grossa cilindrata anche in versione station, ma anche di fronteggiare il successo tutto tedesco della Tesla Model S e ciò grazie a una versione elettrica dell'auto. Porsche sta sfruttando a fondo tutto il suo bagaglio tecnologico per realizzare una scocca ultraleggera in alluminio idroformato e acciaio ad alta resistenza che riduca sensibilmente il peso della vettura finita (quella elettrica intendo) molto al di sotto delle 2 tonnellate (la Tesla pesa 2.190 kg), mentre per la propulsione è in sperimentazione un motore sincrono a corrente alternata che dovrebbe fornire una potenza attorno ai 420 CV e una coppia di spunto di 600 Nm, sufficienti a tritare buona percentuale delle trasmissioni esistenti e a dare alla Panamera 2 un'accelerazione da vera Porsche. Le batterie saranno al litio, non si sa ancora associato a cosa (litio-aria?) e l'autonomia di circa 400 km. Nessuna notizia sulla ricarica che però, per competere con Tesla, deve prevedere anche un sistema rapido ad alta intensità come quello fornibile dalla Casa californiana.




Suv coupé crescono

















La strada aperta da BMW con la X6 fa proseliti anche nella concorrenza, pur con notevole ritardo. Mercedes ha divulgato le foto della nuova GLE Coupé, vettura basata sulla scocca della ML che sarà messa in vendita a partire dalla prossima estate. Bella? Bah, sarà anche questione di gusti, ma se devo perdere dello spazio (soprattutto in altezza) su un'auto di grande stazza forse sarebbe meglio acquistassi una coupé vera. Comunque la gamma spazia tra 258 e 367 CV, quindi sono previste anche versioni sportive, le tradizionali versioni AMG. Che qui, tra l'altro, debuttano anche in una linea di modelli la cui ispirazione è pure targata BMW: le AMG Sport, infatti, copiano fedelmente il concetto M Performance e sono destinate ad allargare la base d'utenza delle esclusive AMG pure. In sordina, comunque, il downsizing motoristico del brand prosegue: la GLE 450 AMG, quella da 367 CV, adotta un V6 biturbo di 3 litri. Ma niente paura, la GLE 63 AMG con il V8 da 5,5 litri biturbo che può arrivare a 585 CV è prevista in gamma; solo un più avanti.

Contenti loro...



Mia nonna diceva: "Se i soldi andassero solo a chi se li merita il mondo sarebbe spopolato". E a guardare il video di queste tre Lamborghini Aventador impegnate in un flame contest notturno in quel di Miami si avverte la verità di quell'assunto. Va' se vale la pena di avere la money per una Lambo per poi divertirsi a 'sto modo. Comunque, c'è da dire che  negli Usa le fiamme dallo scarico sono oggetto di una sorta di culto da parte di certe persone; vendono addirittura degli appositi kit a propano da applicare su ogni tipo di auto. Vista all'europea: pensate a una Dacia che spara fiamme...

05 dicembre 2014

Gli Usa all'attacco dei consumi UE



A chi non è capitato di constatare quale enorme differenza ci sia tra i consumi dichiarati dalle Case in base al ciclo UE e quelli reali? L'argomento è entrato anche nel mirino degli americani: la Commisione Federale Trasporti e Ambiente, infatti, ha dichiarato che il ciclo europeo, NEDC (New European Driving Cicle) non descrive adeguatamente i consumi delle auto per il suo forte distacco dalle reali condizioni di guida. Le differenze (cioé i consumi artificialmente migliorati) sono destinate a crescere con il passare del tempo: se nel 2001 erano dell'8%, avevano raggiunto il 31% nel 2013 e in assenza di cambiamenti toccheranno il 50% nel 2020. Come mai tanto interesse da parte degli yankee, direte. Semplicemente perché dalle risultanze dei consumi dipendono anche le emissioni ufficiali di inquinanti, che valgono anche nei Paesi di esportazione, oltre al fatto che i consumi sono sempre più un argomento per far presa anche in Usa sulla clientela. Comunque, è allo studio un rimpiazzo, la Worldwide Harmonized Light Vehicle Test Procedure, portata avanti da parte dell'Unione europea, del Giappone e l'India secondo le linee guida di UNECE, il Forum Mondiale per l'Armonizzazione delle Regolamentazioni sui Veicoli, che dovrebbe essere completata nella sua ultima stesura nel 2015 e dovrebbe sostituire la normativa attuale entro il 2017. Ma sotto sotto le Case tentano di resistere, per loro dichiarare meno è sempre un vantaggio.



Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...