08 settembre 2014
L'Atalanta rinnovata
No, non la fanno a Bergamo e di calcistico non ha proprio nulla. La Atalanta era un esclusivo marchio inglese nato nel 1937 e "morto" nel 1939 con l'inizio della Guerra Mondiale, che nei suoi due anni di vita ha realizzato solo 21 auto. Ma di grande qualità, come la V12 in alto con motore Lincoln Zephyr di 4.3 litri e sospensioni in Hiduminium, una lega leggera impiegata in campo aeronautico dalla Rolls Royce. Bene, Un imprenditore britannico dello Stafforshire, Martyn Corfield, ha deciso di ridare vita a queste belle vetture con una piccola produzione artigianale di vetture sport tourer ispirate a quelle degli anni '30, realizzate in alluminio sui progetti originali del marchio e personalizzate secondo i gusti dei clienti. La prima auto sarà esposta questa settimana all'esposizione di eleganza di Hmpton Court. Sono curioso di vedere se queste repliche orginali abbiano un mercato, seppur ovviamente ristretto, oppure no.
DS patchwork
C'è tanto di vecchia Citroën in questa concept Devine che sarà in mostra a Parigi, nel nome intendo, che suona in maniera più esplicita di DS (che si pronuncia Déesse, dea), così come di Alfa Romeo, per la precisione di Brera, nella coda. Un mix ardito ma non particolarmente orginale, che sembra piuttosto un patchwork di vari stili e modelli tutti assieme. Oltre al riferimento Alfa, aggiungerei il frontale Audi e i motivi geometrici Lamborghini; a volte per cercare il nuovo si finisce per ritrovare il conosciuto. Comunque l'auto, di media stazza con i suoi 4,21 m di lunghezza, sarà al salone di Parigi, ovviamente con il brand DS, che ormai ha una sua vita indipendente tranne per i motori, quelli di PSA: sulla Divine è installato infatti il millesei THP turbo, il più potente della genia Peugeot-BMW che qui eroga 274 CV e 327 Nm (tanti per la piccola cilindrata) e scarica sulle ruote davanti tramite un cambio automatico azionato tramite pulsanti. L'interno elegante con schermo touch da 10,4 pollici, stile aeronautico, mentre le ruote sono da 20 pollici. Molto concept, poco reale.
06 settembre 2014
L'ultima Elise è quasi da corsa
Se siete di quelli che amano le auto pure e leggere, quelle all'inglese per intenderci, allora la nuova Lotus Elise S Cup fa per voi. Sviluppata a partire dalle versioni Elise S Cup R, dove la R sta per racing, cioè quelle del campionato omonimo, la nuova piccola Lotus dispone di un kit aerodinamico che è in grado di generare una deportanza di 100 kg a 160 km/h, che arrivano a 125 kg alla velocità massima. Ce n'è bisogno, perché la leggerezza dell'avantreno delle Lotus ad alta velocità è nota e cioò, assieme al peso piuma, rende la vettura piuttosto ondivaga su strada. In ogni caso, sul simpatico tracciato Lotus (quello dentro l'azienda, ricavato su una pista aeronautica della Seconda Guerra Mondiale) la nuova Cup dà 3 secondi alla " vecchia" S. Bella, direte voi, ma quanto costa? Mica poco: circa 55.000 euro senza la messa in strada, un bel po' per un'auto che dopo mezzora che la guidi senti il bisogno irresistibile di fermarti a comprare dei tappi per le orecchie. Ma la passione è la passione e le Lotus sono tra le pochissime auto che la alimentano.
Se 560 vi sembran pochi...
Per festeggiare i 30 anni dalla prima M5 (bravi!), la prima M della storia BMW, la Casa bavarese ha introdotto una serie limitata di soli 300 pezzi della bestia. Ovvio dare un po' di pepe in più alla già devastante berlina: ora i cavalli sono 600 e la coppia massima di 700 Nm, giusto per fare cifra tonda. Ricordo che alla prima prova della vettura la definii selvaggia; 40 cavalli in più credo richiedano davvero una profonda fede se si decide di staccare completamente il controllo di trazione perché spingendo a fondo già con la versione normale occorre fare i conti con lievi ma improvvise perdite di aderenza del posteriore sui 200 orari. Lo 0-100 si copre in 3,9 secondi; sulla velocità massima buio, ma, tolto il blocco a 250 superare d'un fiato i 300 è quasi naturale. Trecento sono pochissime nel mondo intero e suppongo andranno via in una attimo. C'è molto di più delle sgommate del video, su una M5 devi proprio salirci; provo una bella invidia per quelli che se ne accaparreranno una.
05 settembre 2014
Toyota va controcorrente
Mentre un po' tutti i grandi costruttori dichiarano il loro interesse nei confronti dei veicoli a guida autonoma e Google ne fa addirittura il suo potenziale core business del futuro, Toyota frena su tanto virale entusiasmo. Secondo il responsabile delle tecnologie di sicurezza Seigo Kuzumaki, infatti, il principale obiettivo del marchio rimane la sicurezza pura e semplice, mentre l'interesse suscitato dalle vetture autonome (come la Prius "prestata" a Google) è legato in termini generici alla tendenza della stampa a capitalizzare una notizia e nello specifico agli affari del gruppo tecnocratico residente nella Silicon Valley; per i comuni automobilisti rimane un tema assai lontano dal contingente e sul quale difficilmente investirebbero denaro. Quindi, nonostante i 34 progetti (con 17 partners) riguardanti la comunicazione tra vetture in cui Toyota è coinvolta, che a ragione rappresentano i prodromi dell'ambiente in cui un'auto autonoma può muoversi, per la Casa giapponese l'uomo rimane e rimarrà ancora a lungo il protagonista della guida. Devo trasferirmi in Giappone?
Ferrari non ama l'umorismo
Deadmau5 è un (ricco) musicista elettronico yankee che ama strafare. Tra le altre, si è comprato una Ferrari 458 Spider, ma così com'era non gli garbava. Quindi l'ha modificata un pelino, trasformandola in una Purrari con la quale ha partecipato all'ultima Gumball 3000. Per customizzare l'auto, oltre al wrapping in stile japan cartoon, ha pure coniato un logo che ha poi applicato sulla 458. Apriti cielo! A Maranello hanno dato fuori di matto e hanno inviato a Joel Zimmerman, nome legale dell'artista, una lettera di diffida. Quello che proprio non possono tollerare è la deformazione del logo, riportato anche sui tappetini, che danneggia a loro parere la reputazione del brand. Vista la mala parata, Zimmerman ha levato subito logo e wrapping e, per essere più sicuro, venderà pure la Ferrari. Tanto in garage c'è già una McLaren 650S che lo aspetta.
Un Type R "vera"
Sul sito Usa Carscoops sono apparsi i primi scatti "veri" di una Honda Civic Type R, quella vista in prototipo all'ultimo salone di Ginevra, colta a Rijeka, in Croazia, mentre stava girando un video promozionale. Proprio un paio di giorni fa parlavo della scarsa vitalità del brand: questo potrebbe rappresentare il simbolo del rilancio? Speriamo. Confermate le quattro porte e l'alettone carenato posteriore, così come l'estrattore e i quattro scarichi, la Type R è praticamente identica alla concept. Nessuna novità anche per il motore, il millesei turbo che andrà in produzione insieme all'auto nel 2015 e che eroga circa 300 CV, la Civic sportiva vuol essere la più prestazionale vettura del settore e tenterà il record al Nürburgring, attualmente detenuto da Renault. Rimane il problema di come metterli giù, 'sti cavalli, per evitare furiose sgommate senza trazione alla Alfa 33 (chi non le ha viste si fidi). Evidentemente il problema costi è oggi drammatico sulle auto: mi spiego. Una ventina di anni fa si sarebbe piazzato un bell'autobloccante senza pensarci (certo con le sue reazioni un po' violente sullo sterzo, ma la Type R non deve guidarla uno con il cappello). Oggi si esaminano trucchi con le sospensioni, si pensa alle geometrie, insomma si cerca di dribblare per ridurre le spese. Speriamo quindi in una botta di vita e in un bel differenziale a controllo elettronico, magari con torque vectoring, di ultima generazione. Altrimenti temo che il costo di esercizio (leggi gomme) sarà un po' altino.
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