Basata sulla F12 berlinetta, questo esemplare unico di F12 TRS si è vista alla Ferrari Cavalcade 2014, manifestazione per selezionati clienti Ferrari svoltasi quest'anno in Sicilia. La carrozzeria barchetta è ispirata alla 250 Testa Rossa del '57 ed è stata realizzata dal Centro Stile Ferrari nell'ambito del programma di personalizzazione che dovrebe bilanciare dal punto di vista del marketing la scelta di limitare la produzione annuale a 7.000 vetture. Riuscita bene? Direi proprio di sì.
23 giugno 2014
Unica e bellissima
Basata sulla F12 berlinetta, questo esemplare unico di F12 TRS si è vista alla Ferrari Cavalcade 2014, manifestazione per selezionati clienti Ferrari svoltasi quest'anno in Sicilia. La carrozzeria barchetta è ispirata alla 250 Testa Rossa del '57 ed è stata realizzata dal Centro Stile Ferrari nell'ambito del programma di personalizzazione che dovrebe bilanciare dal punto di vista del marketing la scelta di limitare la produzione annuale a 7.000 vetture. Riuscita bene? Direi proprio di sì.
Sono come tu mi vuoi
La giapponese Sharp ha sviluppato Free-Form Display, un nuovo tipo di visualizzatore a cristalli liquidi che permette la sostituzione integrale del cruscotto di un'auto. Con il nuovo prodotto l'intera struttura degli indicatori è realizzata con cristalli liquidi e i singoli strumenti possono essere modellati in qualunque forma, inclusa quella curva, evitando così del tutto l'impiego di altri elementi. In pratica con un solo componente si ottiene l'equivalente di un intero cruscotto, con ovvie semplificazioni in sede costruttiva della vettura e i vantaggi di una migliore visibilità e della possibilità di cambiare addirittura il tipo di strumentazione a piacimento mediante un selettore. Inoltre, Sharp già dispone della tecnologia Dual Directional Viewing, che consente a due utilizzatori, tipicamente guidatore e passeggero, di usare il display in maniera diversa (sulle Mercedes S il pilota vede il navigatore mentre il passeggero può godersi un film); ma è quasi in produzione anche la Triple Directional Viewing, che porta a tre le diverse videate e risulti quindi ancor più versatile. Sharp ha già collaudato la tecnologia e sta stipulando accordi con diverse Case per il suo utilizzo.
Tesla? Noo, Detroit
Non, non è la Tesla Roadster. Si chiama SP:01 ed è la creazione della Detroit Electric, società situata nella località medesima del Michigan, USA, che intende bissare il successo di Musk con la particolarità, per una startup, di tentare di farlo esattamente allo stesso modo. La SP:01 sembra una Elise, come la Tesla, è una sportiva, come la Tesla, e la società pianfica in futuro una berlina, come la Tesla. Insomma un clone che sfrutta il segmento abbandonato dalla società calìforniana, che secondo Detroit Electric ha invece un roseo futuro. E a dire il vero di esperienza alle spalle ce n'è molta: risalgono al 1906 le prime vetture elettriche prodotte dal marchio e recentemente il neosindaco della Grande Mela Bill de Blasio ne ha fatte restaurare alcune per usarle dentro Central Park. Le prime SP:01 sono in fase di test stradale in Olanda, dove peraltro saranno prodotte, pur se la "mente" rimarrà a Detroit. Il comunicato stampa è scarno e dice poco di tecnico sull'auto, che ha circa 200 CV e un'autonomia di 300 km. Niente sui tempi di ricarica, da sempre tallone di Achille per le elettriche. Comunque potremmo vederla al salone di Parigi.
20 giugno 2014
V2 vanishes?
Una Harley elettrica suona come la caduta del muro di Berlino. E invece la Livewire esiste, eccome, ed è oggetto di uno specifico programma, il Project LiveWire Tour, che sta mettendo a punto tutti i particolari per la trasformare la più immutabile delle classiche in una moto del futuro; ci hanno girato pure un video! Non è stato ancora deciso se costruirla effettivamente o meno, ma la Livewire è concreta: motore trifase a corrente alternata da 55 Kw, circa 75 CV, 71 Nm di coppia, 0-100 in poco più di 4 secondi. Sull'autonomia però non ci siamo ancora: 80 km sono davvero pochini, ma alla Harley ci stanno lavorando. La linea è davero poco Harley nel complesso, eccettuata la copertura inferiore del motore che ricorda vagamente dei tubi di scarico. Forse anche a Milwaukee hanno cominciato a pensare al futuro.
19 giugno 2014
Type R in arrivo
Honda prosegue con lo sviluppo della Civic Type R, vista all'ultimo salone di Ginevra in veste concept. Confermato il passaggio al turbo, necessario per contenere i consumi (quantomeno quelli ufficiali del test EU), ma nella versione di serie il look dovrebbe essere ancora più racing, con finitura opaca esterna e freni sportivi. Confermati anche l'estrattore al retrotreno e il mega-alettone, che prosegue la recente tendenza Honda alla visione posteriore in... due pezzi, presente anche su altre vetture del marchio. Il motore turbo da 2 litri è completamente nuovo, ma Honda ha parzialmente recepito le critiche alla relativamente scarsa potenza (specie in tempi di Golf R 400 e compagnia): ora pare l'output salga a oltre 300 CV, ma la Casa ha chiarito che l'obiettivo non è tanto la potenza assoluta, tutto sommato facile da ottenere con la sovralimentazione (mica vero però se devi unirci anche l'affidabilità), quanto un comportamento simile agli aspirati da 8.000 giri della old age Honda. Il propulsore sta quindi evolvendo in termini di rapidità di risposta al gas, capacità di girare ad alto regime e progressività di erogazione. La trazione sarà sempre anteriore e ci saranno sistemi elettronici anti spin piuttosto di un autobloccante; si parla anche di un possibile tentativo di record al Nürburgring, più arduo però dopo quello recentissimo e vincente di Renault.
Una Range da pista
Al Festival of Speed di Goodwood, che si apre il prossimo 26 Giugno, Land Rover presenterà la Range più sportiva e agile di sempre. Basata sulla scocca di una Sport, già attualmente la più tosta della gamma, porterà il marchio R-S e sarà dotata del motore V8 sovralimentato di 5 litri da 558 CV, insieme con sospensioni irrigidite, assetto ribassato e nuovi freni di maggior diametro. Il video teaser mostra poco, comme il faut, ma quel che si capisce è che la grinta, alla nuova Range, di certo non manca.
Dimensione Bridgestone
Definire uno pneumatico tout court è facile: tondo, nero e non ha nemmeno un buon odore. E' questo che i diversi costruttori hanno di fronte nella comunicazione di prodotto; ne conseguono le abituali mere descrizioni di progetto e le sfilze di dati prestazionali. Bridgestone invece ha scelto una strada diversa, quella di associare un prodotto così difficile all'arte, sulla scorta della passione del fondatore Shojiro Ishibashi che si estrinsecò già dal 1952 con l'inaugurazione del Bridgestone Museum of Art di Tokyo. L'iniziativa di oggi è il coinvolgimento dell'artista e fotografo Maurizio Galimberti, che ha scattato le sue Polaroid a tema a Palazzo Margherita, il sogno italiano di Francis Ford Coppola. Il risultato è degno di un grande dell'immagine: le gomme assumono una nuova identità e si fondono con l'ambiente in un quadro innovativo e leggiadro che descrive perfettamente lo spirito di un'azienda che ha l'obiettivo di produrre entro il 2050 utilizzando solo tecnologie e materiali ecosostenibili. La serie ECOPIA, declinata in prodotti per auto, moto e autocarro, con l'esclusivo EP 500 che equipaggia la BMW i3, consente risparmi nei consumi grazie all'impiego di nanotecnologie nelle mescole e a una concezione a basso attrito che non penalizza però l'aderenza sul bagnato. Le gomme adottano inoltre la tecnologia ologic, che prevede grande diametro e battistrada più stretto, una strada innovativa che vede la casa giapponese all'avanguardia. Galimberti lavora in modo sequenziale: destruttura l'immagine per ricostruirla dopo una serie di prove in modo analitico e insieme creativo; le sue foto sono un viaggio ma anche un omaggio alla natura in chiave evolutiva. Gli scatti sono in mostra a Milano alla Cavallerizza di via Foldi, sede del FAI che Bridgestone sostiene per il quarto anno consecutivo.
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