23 giugno 2014
Tesla? Noo, Detroit
Non, non è la Tesla Roadster. Si chiama SP:01 ed è la creazione della Detroit Electric, società situata nella località medesima del Michigan, USA, che intende bissare il successo di Musk con la particolarità, per una startup, di tentare di farlo esattamente allo stesso modo. La SP:01 sembra una Elise, come la Tesla, è una sportiva, come la Tesla, e la società pianfica in futuro una berlina, come la Tesla. Insomma un clone che sfrutta il segmento abbandonato dalla società calìforniana, che secondo Detroit Electric ha invece un roseo futuro. E a dire il vero di esperienza alle spalle ce n'è molta: risalgono al 1906 le prime vetture elettriche prodotte dal marchio e recentemente il neosindaco della Grande Mela Bill de Blasio ne ha fatte restaurare alcune per usarle dentro Central Park. Le prime SP:01 sono in fase di test stradale in Olanda, dove peraltro saranno prodotte, pur se la "mente" rimarrà a Detroit. Il comunicato stampa è scarno e dice poco di tecnico sull'auto, che ha circa 200 CV e un'autonomia di 300 km. Niente sui tempi di ricarica, da sempre tallone di Achille per le elettriche. Comunque potremmo vederla al salone di Parigi.
20 giugno 2014
V2 vanishes?
Una Harley elettrica suona come la caduta del muro di Berlino. E invece la Livewire esiste, eccome, ed è oggetto di uno specifico programma, il Project LiveWire Tour, che sta mettendo a punto tutti i particolari per la trasformare la più immutabile delle classiche in una moto del futuro; ci hanno girato pure un video! Non è stato ancora deciso se costruirla effettivamente o meno, ma la Livewire è concreta: motore trifase a corrente alternata da 55 Kw, circa 75 CV, 71 Nm di coppia, 0-100 in poco più di 4 secondi. Sull'autonomia però non ci siamo ancora: 80 km sono davvero pochini, ma alla Harley ci stanno lavorando. La linea è davero poco Harley nel complesso, eccettuata la copertura inferiore del motore che ricorda vagamente dei tubi di scarico. Forse anche a Milwaukee hanno cominciato a pensare al futuro.
19 giugno 2014
Type R in arrivo
Honda prosegue con lo sviluppo della Civic Type R, vista all'ultimo salone di Ginevra in veste concept. Confermato il passaggio al turbo, necessario per contenere i consumi (quantomeno quelli ufficiali del test EU), ma nella versione di serie il look dovrebbe essere ancora più racing, con finitura opaca esterna e freni sportivi. Confermati anche l'estrattore al retrotreno e il mega-alettone, che prosegue la recente tendenza Honda alla visione posteriore in... due pezzi, presente anche su altre vetture del marchio. Il motore turbo da 2 litri è completamente nuovo, ma Honda ha parzialmente recepito le critiche alla relativamente scarsa potenza (specie in tempi di Golf R 400 e compagnia): ora pare l'output salga a oltre 300 CV, ma la Casa ha chiarito che l'obiettivo non è tanto la potenza assoluta, tutto sommato facile da ottenere con la sovralimentazione (mica vero però se devi unirci anche l'affidabilità), quanto un comportamento simile agli aspirati da 8.000 giri della old age Honda. Il propulsore sta quindi evolvendo in termini di rapidità di risposta al gas, capacità di girare ad alto regime e progressività di erogazione. La trazione sarà sempre anteriore e ci saranno sistemi elettronici anti spin piuttosto di un autobloccante; si parla anche di un possibile tentativo di record al Nürburgring, più arduo però dopo quello recentissimo e vincente di Renault.
Una Range da pista
Al Festival of Speed di Goodwood, che si apre il prossimo 26 Giugno, Land Rover presenterà la Range più sportiva e agile di sempre. Basata sulla scocca di una Sport, già attualmente la più tosta della gamma, porterà il marchio R-S e sarà dotata del motore V8 sovralimentato di 5 litri da 558 CV, insieme con sospensioni irrigidite, assetto ribassato e nuovi freni di maggior diametro. Il video teaser mostra poco, comme il faut, ma quel che si capisce è che la grinta, alla nuova Range, di certo non manca.
Dimensione Bridgestone
Definire uno pneumatico tout court è facile: tondo, nero e non ha nemmeno un buon odore. E' questo che i diversi costruttori hanno di fronte nella comunicazione di prodotto; ne conseguono le abituali mere descrizioni di progetto e le sfilze di dati prestazionali. Bridgestone invece ha scelto una strada diversa, quella di associare un prodotto così difficile all'arte, sulla scorta della passione del fondatore Shojiro Ishibashi che si estrinsecò già dal 1952 con l'inaugurazione del Bridgestone Museum of Art di Tokyo. L'iniziativa di oggi è il coinvolgimento dell'artista e fotografo Maurizio Galimberti, che ha scattato le sue Polaroid a tema a Palazzo Margherita, il sogno italiano di Francis Ford Coppola. Il risultato è degno di un grande dell'immagine: le gomme assumono una nuova identità e si fondono con l'ambiente in un quadro innovativo e leggiadro che descrive perfettamente lo spirito di un'azienda che ha l'obiettivo di produrre entro il 2050 utilizzando solo tecnologie e materiali ecosostenibili. La serie ECOPIA, declinata in prodotti per auto, moto e autocarro, con l'esclusivo EP 500 che equipaggia la BMW i3, consente risparmi nei consumi grazie all'impiego di nanotecnologie nelle mescole e a una concezione a basso attrito che non penalizza però l'aderenza sul bagnato. Le gomme adottano inoltre la tecnologia ologic, che prevede grande diametro e battistrada più stretto, una strada innovativa che vede la casa giapponese all'avanguardia. Galimberti lavora in modo sequenziale: destruttura l'immagine per ricostruirla dopo una serie di prove in modo analitico e insieme creativo; le sue foto sono un viaggio ma anche un omaggio alla natura in chiave evolutiva. Gli scatti sono in mostra a Milano alla Cavallerizza di via Foldi, sede del FAI che Bridgestone sostiene per il quarto anno consecutivo.
18 giugno 2014
Automobili e... ginnastica
Una simpatica iniziativa Renault è all'insegna del fitness e della possibilità di liberarsi dalla tensione mentre si guida: Summer Clio Fitness Program è tagliato per la linea muscolosa della Nuova Renault Clio, ma funziona anche su altre vetture. Bastano 10 semafori rossi: un ciclo totale di circa 3 minuti di allenamento da ripetere un massimo di 5 volte al giorno. Riporto gli esercizi come prescritti dal programma:
Testa
1. Per rinforzare i muscoli estensori della testa appoggia la nuca al poggiatesta e spingi verso il sedile per 5 secondi.
2. Per rinforzare i muscoli rotatori della testa appoggia la mano sulla guancia e ruota la testa mentre la mano oppone resistenza, poi ripeti l’esercizio due volte per ogni lato senza esagerare.
3. Per sciogliere le vertebre cervicali metti le mani sulla nuca e spingi verso il basso, cercando allo stesso tempo di rialzare la testa, utilizzando la resistenza. Devi cercare di resistere per dieci secondi. 4. Con estrema cautela abbassa il più possibile la testa e dondola leggermente il capo prima a destra e poi a sinistra. Procedi poi con alcune circonduzioni del capo, procedendo sempre lentamente.
Spalle
5. Per sciogliere le spalle, mantenendo la schiena aderente al sedile, eleva una spalla mentre l’altra si abbassa e viceversa. Ripeti l’esercizio per un massimo di 5 volte al giorno.
Schiena e bacino
6. Per sciogliere la colonna dorsale e stirare i muscoli posteriori del tronco, stendi le braccia in avanti, inarca la colonna dorsale indietro mentre spingi le spalle in avanti.
7. Per stirare il tratto dorsale della colonna vertebrale, appoggia le mani al volante, piega i gomiti sempre verso di esso ed estendi completamente il tratto dorsale.
Glutei
8. Solleva prima un gluteo e poi l’altro, chiudendo l’angolo fra il bacino e la gabbia toracica, per sciogliere il bacino e rinforzare i muscoli dei fianchi.
Addominali
9. Per rinforzare gli addominali e i muscoli stabilizzatori della colonna lombare, appoggia le mani sulla parte bassa del volante e mantieni la schiena dritta premendo con le mani per circa 3 secondi. Ripeti due volte.
Pettorali
10. Per rinforzare i muscoli pettorali, metti a contatto i palmi delle mani all’altezza del petto e spingi con forza per tre secondi. Ripeti un massimo di 5 volte.
L'ultimo esercizio è molto più piacevole: poiché con un bacio si perdono 6 calorie al minuto, questo esercizio dovrebbe essere praticato spesso. Aderite al car sharing, quindi.
V8 piatto per la nuova Shelby
Il virus tedesco è arivato anche in America. Mi riferisco a quella particolare malattia che causa nei costruttori nordeuropei una irrefrenabile coazione a rincorrere le prestazioni massime raggiunte dai concorrenti. E i protagonisti in US non possono che essere GM e Ford. Nella fattispecie, dopo l'annuncio della Corvette Z06 2015 sovralimentata che sfiora i 660 CV, la Casa dell'Ovale non poteva che replicare con la prossima Shelby GT 500 2017, la più cattiva delle Mustang di serie, anch'essa dotata di compressore. Ci sono solo foto spia dell'auto, ma le indiscrezioni riportano di un V8 derivato dall'attuale 5.8 litri da 671 CV che non dovrebbe erogare maggior potenza ma essere radicalmente diverso meccanicamente: avrebbe infatti l'albero piatto, quello delle Ferrari e delle McLaren per intenderci, soluzione che consente gli scoppi simultanei nelle due bancate, aumenta la potenza a parità di cilindrata (caratteristica di cui gli yankee non sembrano però aver usufruito) e dona un sound da superquattro che se ben gestito può essere oggetto di brevetto (vedi Cavallino). La vettura punta dunque più sull'alleggerimento che sulla maggior potenza e al riguardo ecco i freni anteriori in carbonio e un accurato blueprinting di revisione sul superfluo. Ma non va tutto bene, pare. Dopo un secolo di V8 tradizionali, forse il know how per quelli piatti da 7.000 giri manca: ciò spiegherebbe le catastrofiche rotture dei prototipi messi al banco, le cui cause specifiche sono ancora in fase di indagine, così come ancora volatili, però, le soluzioni. Ma sono sicuro che alla Ford ce la faranno.
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