22 gennaio 2014
Blu con le fasce bianche, che mito!
Ero piccolo quanto le R8 circolavano, ricordo che allora la Renault aveva una sorta di joint venture con l'Alfa Romeo che faceva sì che gli alfisti considerassero con meno condiscendenza rispetto alle altre francesi le mediamente meno brillanti vetture d'Oltralpe. Ma c'erano le eccezioni, come quella, doverosa, delle R8 Gordini, le sportive nate dalla collaborazione del bolognese Amedeo Gordini con la Règie, che godevano invece di notevole rispetto. Oggi Renault festeggia i 50 anni di quella che è stata una delle prime elaborate di carattere con la partecipazione di cinque vetture al 17° Rally Montecarlo Storico, con partenza il prossimo 24 Gennaio da Reims e arrivo nella città monegasca il 28 notte. Tra gli equipaggi spicca quello con Jean Ragnotti, che iniziò la sua carriera proprio con una R8 al Rally du Vaucluse nel 1967. Guidare una sportiva d'epoca è sempre un gran trip.
Quando si dice multiuso!
I nostri amici giapponesi di catastrofi, ahiloro, se intendono. E con il pragmatismo che li distingue pensano a porre rimedio a situazioni e problemi potenziali che in Italia (vedi le ultime alluvioni) non sfiorerebbero neppure la mente dei diversi amministratori. Così due società, Hitachi (elettronica) e Hino Motors (autocarri e autobus), hanno lavorato insieme per realizzare una piccola modifica agli autobus in servizio urbano: li hanno dotati di batterie ricaricabili. Beh, tutto lì?- direte voi, gli autobus ibridi li abbiamo anche noi. Ma la differenza è che le batterie non servono solo al sistema ibrido dell'autobus ma aanche a traformarli in gruppi elettrogeni mobili, capaci di fornire energia elettrica fino a un massimo di 10 ore al giorno per una settimana a uno spazio gramde come una palestra. I veicoli sono dotati anche di GPS, che viene utilizzato per identificare le zone sicure in caso di evacuazione; fungono quindi pure da mezzi di di emergenza. Sono di dimensioni medie perché le passate emergenze hanno mostrato come i veicoli troppo ingombranti siano d'impaccio nella difficile circolazione post-evento e nell'uso normale cittadino sono di fatto ibridi. La sperimentazione è tuttora in atto nella città di Hitachi (toh, ma è anche una citta?), mentre la prefettura responsabile, quella di Ibaraki, ha già provveduto a installare punti di ricarica per le batterie per consentire l'uso dei veicoli (che in tal caso sarebbero puramente elettrici) se ci sono difficoltà di rifonimento.
21 gennaio 2014
Come prendere un caffè
I cinesi sono avanti. Lo prova questo impianto sorto ad Hangzhou e costruito dalla Kandi Technologies che permette di usufruire del car sharing con la stessa facilità con cui... si prende un caffè. La torre è infatti un distributore automatico di vetture per car sharing, tutte realizzate dalla stessa ditta che ha progettato la torre. Il costo del renting è di 20 RMB (Renminbi) l'ora, circa 2 euro e mezzo, mooolto più conveniente di quelli disponibili qui a Milano. Le vetturette (che giurerei somiglino parecchio a una smart, ma mi sbaglio di certo) hanno un'autonomia di 120 km e raggiungono la velocità massima di 80 km/h; in ogni torre ce ne stanno 87 e la Kandi ha intenzione di costruire ben 750 garage di questo tipo soltanto ad Hangzhou, grazie a una joint venture con il governo e la Geely. L'obiettivo cinese di avere 2 milioni di auto elettriche circolanti per il 2020 viene quindi portato avanti con costanza tipicamente cinese, anche perché il territorio nazionale è uno dei più inquinati del mondo e ha assoluto bisogno di una mobilità a ridotto impatto ambientale.
Se Albione ci lascia
I ripensamenti UK sull'Unione Europea potrebbero dar luogo a pesanti ripercussioni sull'industria automobilistica isolana. In Gran Bretagna non esiste da tempo una manifattura nazionale, ma sono numerosi i costruttori impegnati sul suo territorio, Ford, GM (Vauxhall), BMW (MINI e Rolls Royce), Renault-Nissan, VW (Bentley) per fare qualche esempio. Se la decisione degli ineffabili opportunisti albionici fosse quindi quella di lasciare l'Unione per ritirarsi nello splendido isolamento delle politiche fiscali e commerciali off shore cui da sempre gli inglesi strizzano l'occhio, il risultato potrebbe essere assai diverso da una situazione di ricco porto franco come quella della Norvegia, che peraltro non ha mai fatto parte della Comunità. Dopo le dichiarazioni di Renault sul possibile ripensamento degli investimenti Nissan a Sunderland, arrivano oggi quelle di Ford, che pone interrogativi sulla convenienza a rimanere in un Paese che potrebbe addirittura uscire dalla European Free Trade Association e quindi essere soggetto a dazi e restrizioni nelle esportazioni verso la UE. Per quanto attiene GM, poi, il ritiro Chevrolet dall'Europa lascia campo libero a Opel, che potrebbe trovare maggior risorse senza la "dispersione" di Vauxhall.
La prossima sarà Landy
Land Rover ha registrato il nome Landy, leziosetto e certamente adatto a un veicolo meno tosto rispetto ai soliti prodotti del marchio indo-britannico. Indiscrezioni parlano di una Suv di maniera, una urban Suv come sono definite ora queste vetture, sulla scia di MINI e Audi Q1. Il fatto che il marchio depositato copra tanto automobili quanto ogni tipo di merchandising a esse legato fa pensare possa essere messa in atto una operazione di lancio modello Evoque, dunque lunga e articolata, per generare un effetto mito sulla vettura. La Landy sarebbe costruita sulla piattaforma Evoque e disponibile tanto a trazione anteriore quanto integrale, ma non avrebbe le stesse doti fuoristrada della altre Land, quanto piuttosto uno spirito di avventura di maniera con uno stile accattivante ripreso, con le dovute proporzioni, dalla concept DC-100, l'auto destinata a sostituire la Defender che dovrebbe arrivare sul mercato nel 2015. Nessuna data per la produzione, dato che le fonti ufficiali parlano di pure speculazioni progettuali senza, per ora, piani industriali.
I cinesi a un passo da Peugeot
Si avvicina l'ingresso di capitale cinese nel gruppo PSA (Peugeot-Citroën): due giorni fa il consiglio di amministrazione della Casa ha ricevuto la proposta di finanziamento di Dongfeng Motor Corp (la seconda azienda motoristica cinese) che, insieme con il governo francese, dovrebbe erogare 3 miliardi di euro per ricapitalizzare l'azienda, attualmente in pesante perdita. La manovra cambierebbe gli equilibri della proprietà, conferendo ai due nuovi azionisti una quota del 15% e facendo di PSA il secondo gruppo francese (dopo Renault) con partecipazione pubblica. Dal canto suo la famiglia Peugeot, per rimanere in gioco, dovrebbe investire 100 milioni di euro nell'azienda. Analisti indipendenti sostengono come fin dal 2012 la società abbia un disperato bisogno di denaro per far fronte al crollo del mercato auto europeo; all'epoca data infatti la prima richiesta di aiuti di stato per sostenere la branca finanziaria della società. Il recente spinoff di GM, d'altra parte, ha accelerato l'urgenza. PSA si è impegnata a fornire agli azionisti un piano dettagliato e concreto della futura alleanza in occasione della presentazione del bilancio, il prossimo 19 Febbrario.
Master of driving
Stamattina si parte con un video. Questo pilota è armeno e si chiama Garo Haroutounian; partecipa alla gara in salita di Falougha, in Libano. Con buona pace della location in un territorio tormentato e insicuro, Garo controlla la sua M3 con rara maestria e fonde doti da drifter con una guida fluida da manuale che gli permette di vincere la gara. Magari gli avversari non erano un gran che, ma sicuramente ho visto poca gente tenere andature simili su strade approssimative come questa con la precisione millimetrica di un computer. Bravo!
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