16 dicembre 2013
Che botta!
Ragazzi, qui non c'è storia. Già con la Serie 1 BMW bisognerebbe stare
accorti sugli alleggerimenti dinamci da scollinamento, ma se poi mentre
la macchina ti parte non tenti nemmeno di fare un minimo di
costrosterzo... Beh allora te la cerchi proprio. Questo signore ha
deciso di portare a fare un giretto tirato sulla pista di Zandvoort
(Paesi Bassi) un suo famigliare: mai scelta fu più azzardata, viste le
non eccellenti doti di pilota, che hanno trasformato quello che poteva
essere un semplice testa-coda in un capottamento con tanto di decollo che ha causato quasi la distruzione dell'intera auto.
La nuova Classe C
Mercedes si trova decisamente in un momento di grazia e sforna nuovi modelli con una progressione che farebbe pensare la crisi sia alle spalle (magari!). Ora è il turno della nuova Classe C, che sfoggia una nuova livrea dalle complesse linee morbide e una coda che ricorda le S di qualche tempo addietro. Il nuovo modello punta alla leggerezza, con una riduzione media di peso 100 kg che si basa su una innovativa scocca ibrida in alluminio e acciaio ad alta resistenza (la scocca da sola pesa 70 kg in meno). Minor peso vuol dire anche minori consumi e a questo riguardo si apprezzano la miglior penetrazione aerodinamica, con un Cx di 0.24 e il progressivo downsizing della gamma, che al lancio prevede un Diesel, la C220 (2.1 litri) e due benzina, la C180 (1.6 l) e la C200 (2.0 l), con potenze, rispettivamente di 170, 156 e 184 CV. Più avanti, nella gamma ci saranno però anche i nuovi Diesel 1.6 l da 115 e 136 CV, mentre il range di potenza dei benzina, tutti a iniezione diretta, giungerà a 333 CV con un nuovo V6. Ovviamente assai curato l'interno, che si presenta in una nuova veste molto tecnologica e che nel claim MB intende dare la stessa impressione del passaggio alla business su un aereo. Nella plancia uno schermo touch da 7 o 8.4 pollici, sul tunnel cenrale un controller di nuova generazione che sembra uno smartphone e consente addirittura di scrivere ciò che si vuole, con risposta tattile al comando. Trattandosi di una Mercedes non c'è da domandarsi poi se sia stata posta attenzione alla sicurezza: alla abituale amplissima gamma di ausilii attivi alla guida, si aggiungono infatti airbag anche per le ginocchia e tutti i sistemi Intelligent Drive che avvertono (e intervengono) delle situazioni di pericolo. Per ciò che attiene la dinamica di guida, infine, un nuovo assetto meccanico modificabile all'acquisto su tre tarature, dalla più confortevole alla sportiva, oltre all'optional delle sospensioni pneumatiche.
Torna la Jeepster
Alla fine degli anni '40 la Willys -Overland, antesignana della Jeep, produsse la Jeepster che, lontanissima dalla apparenti somiglianze con la desinenza usata anche da Porsche, era più una sorta di incrocio tra un fuoristrada e una MG; lo stesso nome fu poi adottato dalla AMC per le Commando degli anni '60. Ora Chrysler potrebbe riesumare il nome, che nel frattempo era stato usato dal gruppo per una concept nel 1998. Oggi il nome ritorna in... sedicesimo, nel senso che verrà dato al nuovo piccolo Suv che il gruppo vuole costruire sulla piattaforma della Fiat 500. In effetti le auto saranno due, la Jeepster e la 500X, realizzate con trazione intergrale oppure anteriore e assemblate, udite udite, nello stabilimento di Melfi in Italia. L'intenzione è quella di offrire un'alternativa a costo inferiore alla Skoda Yeti e alla MINI Countryman, cosa che dovrebbe essere possibile anche grazie alla gamma motori. I propulsori saranno infatti gli stessi delle 500, con l'inclusione dei Twin Air che in Europa sarebbero i favoriti. Le potenze installate andranno da 95 a 180 cavalli, compendendo anche l'1.4 turbo della Punto; per ora nessun accenno ai Diesel, il cui montaggio è però certo. L'allestimento produttivo dovrebbe già essere in corso, mentre il lancio sul mercato avverrà entro il prossimo autunno.
Der grosse M?
Sappiamo bene quanto i tedeschi, imbattibili nella tecnica auto, si dimostrino poi assai poco creativi se si tratti di tracciare nuove strade. Probabilmente va inquadrata in quest'ottica la notizia che M, la divisione sportiva di BMW (no, 007 non c'entra) , stia pensando a una M7, sulla scorta di quanto fanno le concorrenti Mercedes con le S AMG e Audi con la S8. L'incipit, comunque, viene principalmente da quella che potremmo definire la concorrenza in casa, Alpina. Lo specialista deutsche ha infatti in listino la B7 con il V8 biturbo da 540 CV e quel segmento ora fa gola anche a M. Se ne parlerà comunque più avanti: il presente è per ora M3, M4 e la valutazione del possibile trapianto della trazione integrale sulle prossime grandi sportive di Monaco, M5 e M6. A questo riguardo dovrei citare le parole del boss Motorsport che mi assicurò in occasione del lancio della M550d che mai la M avrebbe prodotto integrali o Diesel; la M550d appartiene infatti alle Perfomance, una via di mezzo rispetto alle più pure M. Ma anche alla Jaguar, quando una ventina d'anni fa chiesi se mai avrebbero prodotto Diesel, risposero con uno sprezzante diniego. Beh date un'occhaita ai listini!
15 dicembre 2013
Ma fatemi il piacere!
Va bene il risparmio (di chi poi vorrei vederlo); va bene l'ecologia; OK per la razionalizzazione produttiva. Ma se mi venite a dire che con un tre cilindri non si perde nulla rispetto ai tradizionali 4, 6 e 8 dal punto di vista acustico vi tolgo il saluto. Guardate il video e dopo rispondete in tutta coscienza. Tra l'altro, a parte il sound da frullino che fa così tanto smart e che non stona solo sulla miniauto, c'è anche il fatto che un tre va bene solo con il cambio automatico, per chi viene da frazionamenti maggiori. Perché? A causa della percezione dei giri che si fa istintivamente a orecchio. A parità di regime, un tre ha un numero di scoppi inferiore a un quattro e ancora meno a un sei. Con un cambio manuale si tende quindi sempre a tirare troppo le marce perché si ritiene il motore giri meno di quanto faccia effettivamente. Certo poi ci si fa l'abitudine, ci si abitua a tutto. Ma perché bisogna livellare in basso?
13 dicembre 2013
La new age VW in Cina
Questa foto viene da Shanghai ed è stata scattata al quartier generale Volkswagen nella città cinese. La vettura bianca al centro sembra un mix della nuova Golf nella parte frontale e di una Skoda Octavia nella coda, con un corpo vettura un po' più alto del normale che potrebbe suggerire una scocca appoggiata su un telaio di nuova concezione in corso di sviluppo. Rumors dell'ambiente parlano di un'auto completamente nuova in fase di studio il cui codice di prodotto sarebbe A-Plus.La vettura dovrebbe basarsi sulla scocca della Jetta per il mercato cinese (costruita in loco), ma con l'implementazione della nuova piattaforma variabile MQB, quella che caratterizza tutti i nuovi modelli per il mercato Europeo. Recenti analisi di mercato hanno evidenziato come i cinesi vogliano il meglio e non si accontentino più dei progetti recuperati un po' di qua un po' di là. La A-Plus potrebbe essere il nuovo corso.
Quella macchina là devi metterla qua
Quando si parla di ruoli e di movimenti sullo scacchiere mondiale, in genere si intendono iperboli e ci si riferisce alla macroeconomia. Ma probabilmente alla GM, dove dev'essere in atto una vera e propria rivoluzione, hanno preso la cosa alla lettera e giocano proprio a scacchi.Come spiegarsi altrimenti la notizia che in Australia lo storico marchio Holden potrebbe essere rimpiazzato da quello Chevrolet? Come dire, via dall'Europa (2016), dentro Down Under (2017). Ora, è noto come Holden in pratica non produca automobili ma faccia solo rebadging di vetture Chevrolet sul mercato aussie, un po' come Vauxhall che lavora su modelli Opel. Così com'è vero che è dal 2008 che GM vorrebbe razionalizzare la produzione mondiale e far fuori la leonina consociata. Ma nel corso degli anni una serie di veti incrociati e di promesse fatte a big della Holden poi passati alla dirigenza della Casa madre hanno bloccato tutto. O forse è solo che cominciamo ad avvertire il feminine touch di Mary Barra.
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