29 novembre 2013
Tutti in pista con la nuova M1
Da ogni parte si parla di downsizing, di riduzione, cioè, di dimensioni, peso e cilindrata per ridurre a sua volta consumi, impatto ecologico e, in definitiva, densità del traffico. Il concetto sembra valere anche in ambito sportivo se BMW, reduce dalla presentazione della nuova Serie 2, ha deciso di lanciare una versione corsa della M235i per piloti privati. Non sono state rilasciate immagini ufficiali, ma la vettura si basa sulla M235i in produzione e impiega il glorioso 6 in linea di 3 litri, la cui potenza è di 340 CV, il massimo per questa versione turbo, solo un filo sotto la quota della vecchia M3 con il sei in linea aspirato (343 CV). Sull'auto sono presenti tutti gli ausilii elettronici alla guida, tipo ASR e DSC, ma con l'aiuto di un differenziale autobloccante vero. Esteticamente cambiano i paraurti anteriore e posteriore e i coprispecchietti, qui in carbonio (cavolo, che spreco!). Ovviamente la cellula di sicurezza dev'essere omologata dalla FIA, così come il serbatoio da collocare nel bagagliaio. BMW prevede per l'auto la partecipazione a campionati di accesso all'ambiente delle corse destinati ai privati, così come l'iscrizione ufficiale alla prossima 24 ore del Nürburgring. Il prezzo? Meno di 60.000 euro, del tutto ragionevole per una racing car.
28 novembre 2013
Comoda o sportiva, la J è il futuro per Kawa
E' certo che il leit motiv del salone di Tokyo di quest'anno sia l'evoluzione del trasporto in ambito urbano e e interurbano. Così, come già Toyota (http://auto-thrill.blogspot.it/2013/11/fare-surf-su-quattro-ruote.html) e Yamaha (http://auto-thrill.blogspot.it/2013/11/si-chiama-motiv-ma-si-legge-smart.html), anche Kawasaki si cimenta nell'evoluzione del trasporto. Ma sceglie una via completamente diversa e molto più motociclistica con la J concept. Destinata al trasporto urbano e suburbano, J è un sistema di mobilità personale che promette semplicità d'uso divertimento ed economia di gestione. Tre ruote; le due all'avantreno con una carreggiata variabile che permette due posizioni di guida: Comfort, per la guida in città, con grande visibilità e una postura che rilassa i muscoli e Sport, allungata sulla struttura come su una MotoGP, per godere della massime prestazioni e tenere sotto controllo la dinamica di guida. Devo dire che in questa connotazione fa tanto Tron ed è sicuramente attraente. Ah, dimenticavo. Come per ogni concept di tendenza presentata a Tokyo, J è dotata di speciali batterie al litio ad alta capcità. Dati realistici sull'autonomia, la vera notizia da dare sulle elettriche, per ora niet. Ma sognare non costa nulla.
Buon compleanno Twingo
Ha vent'anni, l'età giusta per continuare a crescere. Compie vent'anni la Renault Twingo, la simpatica "ranocchia" che portava per la prima volta in campo automobilistico il concetto more for less. Più spazio, più abitabilità, più versatilità, con un look sbarazzino e originale che ha fatto epoca e dal 1993 ha tenuto duro fino al 2007, anno in cui Twingo 2 ha fatto la sua comparsa. Un cambio deciso, il passaggio da piccola monovolume a più classica due volumi; ma pur perdendo la sua aura di simpatico giocattolo la Twingo ha guadagnato uno status di compatta intelligente con una bella dose di grinta, che la rende (ancora) solitaria nel suo combattutissimo segmento di mercato. E proprio per sottolineare le sue possibilità di diventare una cattiva vera, ecco la concept esagerata Twin Run, auto da corsa appena camuffata da cittadina, esagerata nella potenza e nell'aspetto. Ma non si tratta dell'unica opzione: in futuro (molto vicino) Twingo ci sorprenderà con nuove escursioni stilistiche, esempio delle quali è la Twin'z, un innovativo concetto di tuttospazio su dimensioni mini che è la continuazione ideale dell'originalità che ha caratterizato la piccola monovolume degli anni '90. Nel frattempo, in attesa delle novità che saranno, ecco Twingo Night&Day nella sua elegante livrea bianca con i cerchi in nero, discreta ma distinta con la sua completissima dotazione di serie e l'infotainment di ultima generazione.
27 novembre 2013
Si chiama Motiv. Ma si legge smart?
Le incursioni del mondo della moto in quello dell'auto sono piuttosto rare. ma forse la contrazione del mercato delle due ruote ha posto le basi per questa contaminazione di Yamaha, che al Tokyo Motor Show ha presentato questa Motiv, una quattro ruote da città che assomiglia drammaticamente a una smart. E' lunga 2.69 m, infatti, ha due posti e le manca solo il Tridion per completare il quadro di somiglianza. La struttura dell'auto è invece decisamente diversa: una vera novità, alla Yamaha la chiamano iStream e si basa su un mix di tubi e pannelli in composito, sulla scorta del'esperienza motociclistica. Il vantaggio è quello di poter modificare rapidamente l'estetica, dato che gli elementi esterni non sono strutturali. Ma sbaglio o non era proprio questo l'iniziale leit motiv della smart? Mah, sento odore di battaglie legali. Comunque dietro tutto il progetto occhieggia Gordon Murray, ex McLaren, che ha previsto sia la trazione convenzionale, con uno dei tanti motori della Casa dei tre diapason trasferibile in campo auto, sia un sistema elettrico più in sync con lo spirito del salone nipponico e con il futuro della mobilità interna made in Japan. E viste le somiglianza con la smart, sarà meglio che resti solo interna.
Fare surf su quattro ruote
Si chiama FV2 ed è la visione della mobilità urbana più futuristica che la Toyota presenti salone di Tokyo attualmente in corso. Colpisce la disposizione a rombo delle quattro ruote, soluzione usata sulle concept da qualche carrozziere negli anni '60 e mai giunta in produzione. Trazione elettrica, ça va sans dire, con l'esclusiva possibilità di guida sia seduti, sia stando in piedi, a mo' di acquascooter. Forse per gustarsi meglio delle belle boccate di aria inquinata, aggiungo, ma nelle auto da salone, si sa, conta più la scena che la logica. Alla possibile posizione rialzata si aggiunge la guida che avviene come sui Segway, spostando il peso del corpo; la vettura è priva quindi di un sistema di sterzo convenzionale e per andarci in giro si fa quindi una sorta di ginnastica, chiunque abbia usato una motoslitta lo sa. La calotta che si apre per accogliere il guidatore è dotata di un sistema di proiezione che mostra i dati registrati dal sistema di infotainment, oltre a quelli meteo, utile per sapere quando è meglio smettere di surfare. Bella, ma un po' blade runner, forse.
Maserati 5 stelle
Siamo abituati a dividere istintivamente le vetture sicure da quelle sportive. Dev'essere una sorta di innato meccanismo di salvaguardia, che ci permette di ritenere che la nostra sete di velocità e prestazioni (con quell'insostituibile carica di adrenalina che nessun videogioco ti può dare you know what I mean), sia del tutto priva di possibili rischi. Ahimé non è però così, anche perché al salire della velocità salgono i danni in caso di incidente. Ecco perché il fatto che la Maserati Ghibli abbia ottenuto le 5 stelle nelle prove Euro NCAP, il massimo del punteggio possibile, è importante. Il video è un bel connubio di tutto questo discorso, anche se la carcassa dell'auto dopo il crash offset (avvenuto cioé soltanto sul 40% della sezione frontale) fa indubbiamente impressione. Ma ora possiamo darci dentro più tranquilli, vero?
Rifornimento fai da te?
Ok, il risparmio energetico è à la page. Certo che però in Sardegna hanno preso la questione davvero alla lettera, tanto che un ricercatore dell'università di Sassari ha trovato un sistema di riutilizzare l'urina (sì proprio quella, umana e animale) come additivo per migliorare il rendimento di combustione dei carburanti tradizionali. Finora sapevamo dell'impiego dell'urea per i sistemi di catalisi per gli NOx sui Diesel di mezzi pesanti e alcune auto Euro 6, soluzione già diffusa tanto che ci sono i distributori di Ad Blue, l'urea, appunto, destinata a tali sistemi. Ma Franco Lisci, l'ideatore del progetto, con un passato in Fiat, ha messo a punto un sistema legato invece direttamente alla combustione, che si basa su un processo di filtrazione molto ecologica della materia prima, tanto che i dispositivi sono realizzati in lana di pecora (!!). Tale processo consente di di ottenere un additivo che promette riduzioni di consumo del 35% nei motori a benzina, del 60% in quelli Diesel e addirittura dell'80% con i combustibili gassosi. Sono valori strabilianti, forse troppo per dar loro fiducia così, d'acchito. Ma in tempi di crisi val comunque la pena di verificare la congruità degli asserti. Comunque sarebbe bello poter contare sempre sulla possibilità di un rifornimento personale per la propria auto; non so se mi spiego.
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