L'influenza del web sulla realtà è sempre maggiore. Lo dimostra la Mercedes AMG Vision Gran Turismo, nata per diventare la protagonista di un videogioco, nella fattispecie il progetto Vision GT realizzata da Polyphony Digital. A Gran Turismo 6, ultima evoluzione dell'ormai famoso videogioco, hanno collaborato anche altri costruttori, come Alfa Romeo, VW e BMW, tutti realizzando concept virtuali che manifestano una eventuale opzione reale. Vale a dire che le Case coinvolte nel progetto si riservano la possibilità di dare vita a una vettura destinata davvero alle strade. Così Mercedes ha prsentata a Los Angeles la concept vera e diramato le caratteristiche virtuali (ma assolutamente credibili) della Vision Gran Turismo: 585 CV e 800 Nm, peso contenuto in 1385 kg, motore V8 biturbo di 5.5 litri (l'attuale AMG in uso su altri modelli). Il video silente è oggettivamente pesante e molto teutone, soprattutto quando i vari tecnici ronzano intorno all'auto, ma dà un'idea concreta di quanto esagerata sia la concept.
26 novembre 2013
Più reale o più virtuale?
L'influenza del web sulla realtà è sempre maggiore. Lo dimostra la Mercedes AMG Vision Gran Turismo, nata per diventare la protagonista di un videogioco, nella fattispecie il progetto Vision GT realizzata da Polyphony Digital. A Gran Turismo 6, ultima evoluzione dell'ormai famoso videogioco, hanno collaborato anche altri costruttori, come Alfa Romeo, VW e BMW, tutti realizzando concept virtuali che manifestano una eventuale opzione reale. Vale a dire che le Case coinvolte nel progetto si riservano la possibilità di dare vita a una vettura destinata davvero alle strade. Così Mercedes ha prsentata a Los Angeles la concept vera e diramato le caratteristiche virtuali (ma assolutamente credibili) della Vision Gran Turismo: 585 CV e 800 Nm, peso contenuto in 1385 kg, motore V8 biturbo di 5.5 litri (l'attuale AMG in uso su altri modelli). Il video silente è oggettivamente pesante e molto teutone, soprattutto quando i vari tecnici ronzano intorno all'auto, ma dà un'idea concreta di quanto esagerata sia la concept.
End of game
Finita. Chiuso. Giù la serranda. La Lamborgini Gallardo diventa una instant classic, dopo l'uscita dell'ultimo modello dalla linea di montaggio, ieri, dell'ultima LP 570-4 Spyder Performante. Ne hanno prodotte 14.022, la vettura costruita nel maggior numero di pezzi dalla Casa di Sant'Agata. Dalla sua presentazione a Ginevra nel 2003, una carriera lunga dieci anni, tanti anche per una supersportiva. In attesa della Cabrera, che prenderà il suo posto, con la chiusura della linea del V 10 (arrivato a 570 CV) alla Lambo rimane in produzione soltanto il V12 della Aventador. Trattandosi quest'ultima di una esagerata ipercar, pure nell'ambito di un marchio abituato agli eccessi come questo occorre assolutamente una sostituta, sia per bissare l'eccellente risultato economico, sia per introdurre novità tecnologiche anche in ambito iper. La fine della dinastia dei V8 in F1, infatti, autorizza anche il gruppo VAG (i tedeschi di VW proprietari del marchio) a proprorre un downsizing anche nel settore supersport, peraltro nella filosofia LeMans di Audi. C'è quindi l'ipotesi di un V6 turbo, ma occorrerà un accurato sondaggio nel gradimento da parte della affezionata clientela prima di una delibera definiva.
15 novembre 2013
Taci, la batteria ti ascolta!
Le auto sono sempre più computer viaggianti e questo rende possibili tutta una serie di innovazioni sempre più importanti, per eempio nelll'ambito della sicurezza. Ma ci sono anche lati oscuri, più evidenti nei veicoli che impiegano tecnologie più sofisticate. Un caso recentemente portato alla ribalta della cronaca in Germania ci fa riflettere. Si tratta della Zoe, ultimogenita elettrica di Renault. Come per tutte le altre auto a batteria della Casa, è stato scelto di vendere soltanto la vettura, mentre gli accumulatori sono ceduti in leasing. Ciò permette da un lato di ridurre l'importo iniziale (le batterie costano in pratica quasi quanto la vettura) e dall'altro di mettere il cliente al riparo da eventuali malfunzionamenti o problemi: in tal caso gli accumulatori vengono semplicemete sostituiti senza costi aggiuntivi. Ma i tedeschi hanno scoperto che Renault ha messo dei DRM, Digital Rights Mangements, sulla batteria della Zoe. Si tratta di sistemi di sicurezza informatici che consentono di esercitare una sorta di diritto d'autore nel campo digitale; nella fattispecie questo tutela Renault da eventuali irregolarità di pagamento delle rate del leasing. In tal caso, infatti, potrebbe venire impedita la ricarica della batteria rendendo l'auto inutilizzabile. Il fatto però è che, secondo Der Spiegel, il sistema di controllo raccoglie anche altri dati di utilizzo sulla vettura e li invia alla Casa senza metterene a parte il proprietario. Un grande fratello? Speriamo proprio di no. Anche perché l'auto è rimasta forse l'ultimo ambienet in cui si possa avare un po' di privacy.
Stella scatenata
Bene, oggi andiamo di video hard. Come questo dell'on board di una Mercedes SLS AMG Black Series che ci dà dentro di brutto sulla Nordschleife, il circuito mitico e rischioso che ormai è il termine di pargone mondiale per ogni auto che voglia definirsi prestazionale. E' un po' lunghetto ma vale la pena di vederlo, perché il pilota spinge davvero forte e considerati i 630 cavalli dimostra un bel pelo, anche se a vederlo sembra piuttosto rilassato. Le correzioni infatti devono essere fulminee per evitare che la bestia ti prenda la mano. E, come si nota dal video, fuori dal tracciato ci sono solo alberi...
14 novembre 2013
Tutte le Morris in Garage
Ve le ricordate le Morris Garage? No? E se vi dico MG? Adesso ci siamo. Dopo il touch down della parabola europea del marchio nel 2005 con l'acquisto da parte della cinese Nanjing Automobile Group, l'attuale produzione, composta dai modelli MG3 e MG6 (derivati rispettivamente dalle Rover 25 e Rover 75), viene venduta in Cina, Cile, Colombia e, unico Paese europeo, Gran Bretagna. Scelte strane a vederle da fuori, anche perché tocca farle con la guida a destra per un solo mercato, ma se va bene ai i cinesi figuriamoci a noi. Nel novero delle scocche d'antan da cui derivare modelli manca però la mitica e pessima (ma con tanto affetto) TF, la spider inguidabile perché intrinsecamente instabile del 2002. Tra il 3 e il 6, me lo insegnate, ci stanno un 4 e un 5. La 5 c'è già, è una concept che sembra la versione mignon della CS concept , urbam Suv presentata al salone di Shangai di quest'anno. Ed ecco la sinergia: scocca della 5 e sovrastrutture della TF (che viene costruita su richiesta, c'è proprio chi vuol farsi del male) ed è bell'e pronta la nuova coupè MG4, che potrebbe montare un 1.5 o un 1.8 entrambi turbo. La linea dovrebbe avere lo stesso appeal della Lancia K coupé, non so se mi spiego, ma in compenso le doti stradali dovrebbero usufruire degli sviluppi compiuti negli ultimi dieci anni.
Una MIni come nuova
L'olandese Nedcar è un sito produttivo con una lunga storia. Nato Daf, le vetturette con il Variomatic a cinghia degli anni '60, è poi passato alla Mitsubishi e alla Volvo. Ora sono in corso talks tra BMW e VDL, owner dell'impianto, per attrezzare nei Paesi Bassi una linea produttiva di MNI a partire dal prossimo anno. E proprio in ottica propedeutica a questo futuro, nello stabilimento è stato compiuto il restauro di una Mini Classica (che allora si chiamava Austin Seven), numero di telaio 983, trovata l’anno scorso in un vecchio fienile a
Groningen in pessime condizioni. L'accurato lavoro di rimessa anuovo ha dato ottimi frutti e il video mostra il risultato finale.
Come i furgoni del latte di Londra?
Notiziona: Tesla starebbe progettando un pickup. Vista con il taglio europeo la new non è niente di che; da noi i trucks sono rari e perlopiù destinati all'uso professionale. Ma negli USA sono il veicolo più diffuso e produrli vuol dire cominciare a pensare (quantomeno nel novero delle possibilità) in grande. Esaminando l'attuale (piccola) produzione Tesla, inoltre, non c'è nulla di più distante concettualmente, stilisticamente ed economicamente di un pickup da una Model S; basta guardare nella foto i prodotti ALTe su meccanica Ford F 150. Ma le dichiarazioni del patron Elon Musk vanno proprio in questo senso, stando all'intervista con la CNN: "l'azienda deve seguire il flusso di mercato e se il mercato chiede trucks, trucks occorre produrre". Ovviamente un cassonato elettrico Tesla sarebbe alquanto diverso da quelli usuali e il sistema di trazione dovrebbe orientarsi più su un porgetto ibrido tipo Chevy Volt (oops, EREV, scusate, se mi sentono alla GM definirla ibrida!) perchè una panne da batteria scarica in ambito professionale è assai onerosa e dev'essere assolutamente scongiurata. Comunque, se il riferimento è il pickup elettrico Ford degli anni '90, che aveva un'a'utonomia di circa 180 Km e raggiungeva i 110 orari, non ci sarebbero problemi di tipo prestazionale per Tesla, usa a parametri assai superiori. Diverso il discorso stilistico. Se date un occhio ai trucks della GM, tra i più aprrezzati, noterete un'imponenza e una dimensione che rappresentano letteralmente una new age stilistica per Tesla, che però potrebbe utilizzare a mo' di "palestra" il prossimo veicolo, la Model X, la crossover il cui progetto si è recentemente evoluto nella direzione della S, eliminando cioè la versione più economica con accumulatori da 40 kWh in favore di quelle da 60 e 95 kWh, assai più costose. La filosofia di un pick è strutturalmente diversa, ma nella pratica gli yankee amano i prodotti superaccessoriati e vistosi, che finiscono per costare come e più delle berline di lusso. Di qui, dunque, l'interesse dell'astuto Musk.
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