25 ottobre 2013

Let's cross Europe



Domani parte da San Pietroburgo (Russia) la Electric Marathon St. Petersburg-Montecarlo 2013, che si concluderà nel principato il 6 Novembre prossimo. Il percorso prevede l'attraversamento di Russia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Svizzera e Italia per poi giungere a destinazione; un'impresa decisamente impegnativa per le vetture iscritte, la cui partecipazione costa 300 € per l'intera Marathon, ma è completamente gratuita (a fronte del sostenimento delle spese di trasporto, logistica e ricarica) per le partecipazioni giornaliere. Il regolamento prende spunto dai rally: a ogni tappa, 15 minuti prima della partenza dei concorrenti prende il via un'auto guidata da un professionista che fa il tempo. Tutti gli altri dovranno avvicinarsi il più possibile a tale risultato e ovviamente il vincitore di tappa sarà quello che riduce al minimo la differenza. Ogni squadra può far correre un massimo di sei vetture; la ricarica di ciascuna di esse avviene tramite apposite stazioni mobili Ensto's trifasi da 32 A, collocate di volta in volta nei centri di arrivo di ogni tappa. L'originalità della formula è quella di consentire a qualunque possessore di auto elettrica la partecipazione anche a una sola tappa, ma ovviamente al di fuori della classifica ufficiale. 5  le categorie previte dall'eco-rally: I: Prototipi convertiti all'alimentazione elettrica; II Auto di serie ad alimentazione elettrica; III  Veicoli leggeri da alimentazione elettrica; IV Auto rétro costruite prima del 1939; V Auto ibride.Sarà interessante valutare i risultati e le performance su un percorso così lungo, che rappresenta un ottimo banco di prova per l'affermazione della trazione elettrica.

A volte ritornano



Piccole, spider, leggere. La mia passione; non a caso ne ho una. Ecco perché sono felice che questo segmento, che sembrava definitivamente defunto con l'avvento della crisi, riprenda vita grazie a un costruttore di calibro come Honda. Al prossimo Tokyo Motor Show, infatti, la Casa jap presenterà la S660, una roadster con motore, appunto, di 660 cm3, figlia spirituale della concept EV-Ster's realizzata (come questa) dal designer Ryo Sugiuras. E' curioso il mondo dell'auto. Periodicamente qualcuno si rende conto che qualcosa di cestinato potrebbe avere ancora successo e lo ripropone. Le piccole roadster con peso attorno ai 900 kg, infatti, hanno avuto origine con la Honda Beat del 1990 seguita dalla più riuscita Suzuki Cappuccino del 1991, piccole con tutti gli attributi a posto: motore centrale turbo, trazione posteriore, peso limitato, gli ingredienti per divertirsi alla guida senza spendere i milioni necessari per una inglese, insomma. L'altra Casa coinvolta, storicamente è stata la Daihatsu, una specialista di piccole (ora nell'orbita Toyota) che con la Copen aveva però variato gli ingredienti (motore anteriore) pur senza stravolgere il concetto. L'ultima della specie è stata la smart Roadster, perfetta a parte il cambio terribile, prodotta per appena due anni e travolta dalla crisi del brand appartenente a Mercedes. Torniamo al presente. La S660 non avrà il turbo, ma Honda sa tirare fuori bene i cavalli dagli aspirati, peccato però che il cambio sia un orribile CVT (come  quello dei motorini) con la simulazione di 7 rapporti. Cosa volte farci, alla Honda sembra lo facciano apposta a rovinare i bei progetti. Comunque, secondo il Chief Executive Takanobu Ito, la vettura andrà in produzione l'anno prossimo ma sarà disponibile solo sul mercato interno. Speriamo che ce la facciano "assaggiare".


24 ottobre 2013

La nuova piccola M















Neanche il tempo di gustarsi le versioni normali ed ecco che su un sito a stelle e strisce (Worldcarfan) sono comparse le foto (praticamente ufficiali) della M; nella fattispecie la M235i, versione di punta della neonata Serie 2 di BMW. Dopo la presentazione ai concessionari USA, uno di loro non ha saputo trattenersi; beh, meglio per noi. La linea ha molto della 4, anche se, ovviamente, data la minor lunghezza le manca lo slancio. Considerato però che il tre litri turbo eroghi 330 CV e 437 Nm, è possibile che questa piccola sia in grado di metere in crisi anche la prossima M3, che avrà sì maggior potenza (si parla di 430 CV), ma pure un botto di chili in più.

A manetta sulle autobahn



Finora abbiamo "quasi" sempre visto le auto elettriche nell'ottica verde, il che implica basso impatto ambientale, certo, ma anche una sorta di comportamento etico che prevede, per una sorta di tacito accordo, basse velocità.  C'è però un brand, Tesla, che sin dall'inizio ha fatto delle prestazioni la sua bandiera: la sua prima auto, derivata da una Lotus Elise, faceva infatti dimostrazioni addirittura in pista. Logico quindi preoccuparsi di garantire anche alla Model S prestazioni adeguate alle autostrade tedesche, dove i miseri 130 km/h sfigurano alquanto. Così ecco il pacchetto Autobahn, messo a punto dalla Casa californiana, che prevede la S possa spingersi e mantenere velocità adeguate alle veloci strade tedesche. Lo ha dichiarato lo stesso Elon Musk nel corso di una visita presso il Tesla Service Center di Monaco di Baviera. Secondo il patron del marchio, le berline vendute in Deutschland non sarano certo in stato di inferiorità rispetto alle potenti concorrenti locali e il piacere della guida sportiva sarà assicurato senza alcun sovrapprezzo. Nessuna menzione però all'autonomia, che dagli (ottimistici) 450 km delle versioni normali è assai probabile scenda alquanto dopo una bella tirata. Ma per Musk non c'è problema, anche perchè pare imminente la prima massiccia installaziome in Germania dei caricatori specifici da 135 kW destinati al fast charge della Model S. Bravo, sappiamo che quanto a promozione e marketing Musk non è secondo a nessuno. Però i dubbi su una reale diffusione di un'auto da 100.000 € con tutte queste difficoltà d'uso rimangono, primo dei quali la reale disponibilità di impianti con la potenza installata di una piccola industria. Ma, poi, chi li paga?


Lusso coreano







Il settaggio dei coreani va verso nuovi segmenti di mercato. Dopo aver aggredito con notevole successo prima il settore delle auto economiche, poi quello delle compatte e infine quello delle medie,  è ora il turno del lusso. L'"arma" in questione è la berlina Genesis, già nota e venduta ma di scarso successo principalmente a causa di un'estetica poco attraente. La nuova versione, attesa al salone di Detroit il prossimo Gennaio manterrà il nome ma avrà un'estetica assai differente come mostrano questi teaser ufficiali. Molti gli elementi mutuati dalla concept HCD-14, con un'eleganza di fondo che potrebbe fare proseliti tra gli acquirenti, anche perché pur a fronte di equipaggiamenti completi e raffinati il prezzo dovrebbe mantenersi nel range dei 30.000 € (35.000 $), almeno negli USA. In Europa, dato che noi siamo furbi sarà sicuramente maggiore, ma comunque decisamente competitivo rispetto alle stelle del segmento. I motori dovrebbero essere i V6  di 3.3 e 3.8 litri da 268 e 300 CV, oltre al V8 4.6 litri da 381 e alla versione con compressore (presentata al Sema di quest'anno) da 460 CV. Per i Diesel non ci sono ancora novità certe, ma il V6 di 3 litri dovrebbe trovare posto sulle versioni per il Vecchio Continente.



23 ottobre 2013

Senti come ronza!





Dopo la presentazione, ecco il primo video sul campo al Fuji Speedway per la stepitosa e decisamente insolita Nissan ZEOD, l'elettrica-ibrida da corsa che farà da vettura laboratorio per Le Mans. Per tutto il video il rumore delle auto da corsa tradizionali copre il sibilo della ZEOD, che si sente solo in pochi istanti. Sulla ZEOD, che può essere definita un'ibrida plug-in, è installato anche un 4 cilindri 1.6 turbo che ricarica le batterie al bisogno. Ma la cosa più interessante sono i commenti del pilota tedesco, Michael Krumm, che spiega quanto sia diversa un'auto così da una tradizionale.

Più suono = meno rumore



Chiunque abbia provato una Opel Ampera o una Chevrolet Volt sa che il motore destinato a garantirle l'autonomia allargata caricando le batterie (sono EREV, Enhanced Range Electric Vehicle) ha un difetto sensibile: fa molto rumore, specie quando gira alto perché si chiedono alla vettura maggiori prestazioni. Un problema non di poco conto, ma ancora più fastidioso su vetture famose per la loro silenziosità come le Cadillac. Ecco perché il lussuoso brand GM ha adottato sulla sua ELR, l'elettrica del marchio, un sistema di cancellazione attiva del rumore. Si tratta di un'apparecchiatura già impegata dalla KLM sui viaggi aerei intercontinentali: viene generato un suono uguale e opposto al rumore che si vuole evitare e i due si cancellano a vicenda. Ovviamente per ottenere un risultato efficace occorre campionare il suono nella maniera più accurata; ecco perché la ELR dispone di microfoni collocati in posizioni strategiche oltre all'acquisizione diretta del rumore proveniente dal generatore elettrico e dalla trasmissione. Il sistema audio di bordo, Bose, provvede poi a generare il suono per la cancellazione. Una soluzione sofisticata che però richiede un processore adeguato alla complessità di calcolo, pena aggiungere ulteriore frastuono a un ambiente già inquinato.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...