Domani il Consiglio di sorveglianza VW voterà la proposta di chiudere il marchio spagnolo entro il 2029, stante la cannibalizzazione da parte di Cupra.
Secondo la WirtschaftsWoche, la decisione, alla luce delle difficoltà del gruppo, è la presa di coscienza che la sorella Cupra ha ormai superato Seat su ogni fronte; non si tratta quindi di una ristrutturazione di gamma, ma della cancellazione di un brand nato nel 1950.
I numeri. Nel primo semestre 2026 Cupra ha consegnato 170.100 vetture contro le 129.600 di Seat, il 57% del totale combinato; nel 2025 peraltro lo scarto era già netto (Cupra +32,5% a 328.800 unità, Seat -17% a 257.400). Pesa anche il fronte tecnologico, visto che Cupra schiera già tre BEV (Born, Tavascan, Raval), mentre Seat non ha alcuna proposta elettrica.
A sparire sarebbe comunque solo il marchio commerciale, ma non la società Seat S.A., che continuerebbe a esistere come base industriale per Cupra, ereditandone rete vendita e stabilimenti.
La vicenda è sintomo di una crisi più ampia. Il bilancio VAG 2025 aveva certificato un utile operativo dimezzato e un margine sceso al 2,8%, il minimo dal Dieselgate. Da qui il piano Blume dei 50.000 posti tagliati entro il 2030, con capacità produttiva ridotta di 700.000 veicoli e una rete da ristrutturare, essendo dimensionata per 12 milioni di auto annue quando il mercato reale ne assorbe circa 9. Dazi USA, pressione cinese e domanda europea debole completano il quadro, con Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm tra i siti a rischio.
Due le possibilità; se il piano passa le risorse confluiranno su Cupra, puntando a 500-600.000 vetture annue, con Martorell riconvertita sotto la nuova insegna e impatto occupazionale diretto limitato. Resta il rischio di lasciare scoperta la fascia accessibile del mercato, incidentalmente proprio quella in cui i costruttori cinesi avanzano.
Se invece il piano viene respinto o rinviato il gruppo continuerà a finanziare due reti sovrapposte in un contesto in cui ogni margine è già sotto assedio, rischiando di aggravare la crisi e riaprire lo scontro con IG Metall già visto nel 2024.
In entrambi i casi, Seat-Cupra è solo un tassello della ristrutturazione che a Wolfsburg è ormali entrata nella fase operativa.


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