Il governo cancella la tassa di possesso 2027 per le vetture fino a 80 kW e tutti i motocicli; il provvedimento riguarda 14,5 milioni di veicoli.
Una sola agevolazione a testa, costo 2,36 miliardi coperti con fondi Pnrr non spesi. Numeri importanti, che tuttavia vanno letti nel senso giusto: pesano per circa un quarto del parco veicolare nazionale (55-56 milioni di unità) ma intaccano meno di un terzo del gettito annuo del bollo, che vale 7,5 miliardi l'anno.
Il punto è cosa succede in parallelo. Lo stesso Cdm ha ridotto lo sconto sulle accise del gasolio da 17 a 12,2 centesimi al litro (18-25 settembre), poi a 6,1 (26 settembre-5 ottobre), con ritorno alle accise mobili ordinarie dal 5 ottobre. Tradotto: +2,4 € su un pieno da subito, +5,45 € dalla settimana successiva, con il Diesel già a un record di 2,231 €/litro. I tagli alle accise sono costati quest'anno allo Stato circa 2 miliardi, cifra pressoché identica al costo del bollo abolito e finanziata dall'extragettito IVA generato proprio dal rincaro del greggio.
Si tratta dunque di una sostituzione. Lo Stato riduce una spesa proporzionale ai consumi reali (lo sconto accise, che premia chi usa di più l'auto) e la rimpiazza con una spesa forfettaria legata al possesso (il bollo, indifferente all'uso).
Per le casse pubbliche il bilancio è vicino al pareggio, se non lievemente favorevole; riducendo lo sconto, l'Erario incassa più imposta sul carburante proprio mentre introduce l'esenzione bollo.
Per le famiglie però l'effetto è tutt'altro che neutro. Il bollo vale in media 159 €, una tantum, un solo veicolo, solo nel 2027; l'intento di rendere la misura strutturale è per ora un desiderata. Se il gasolio si avvicina ai 3 €/litro, ipotesi tutt'altro che peregrina con il Brent sopra i 105 dollari, un'utilitaria Diesel con percorrenza media (consumo di circa 800-1.000 litri/anno) per i rifornimenti costerà da 400 a 600 € in più l'anno.
Chi guida poco può uscirne in leggero vantaggio.
Ma il ceto medio evocato nell'annuncio, pendolari, lavoratori e autotrasportatori, ci perde e parecchio. La tassa più odiata sparisce, ma il conto vero resta alla pompa.



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