Scelta difficile per Toyota, che con buona pace dell'Asino di Buridano, deve scegliere la strategia ottimale per mantenere viva la sportività termica nell'era elettrica.
Il ritorno della Celica non è più un rumor; Toyota ha ammesso lo sviluppo del modello, anche se la sua architettura non è ancora stata fissata. La pista più credibile porta al nuovo quattro cilindri turbo 2.0 G20E, il motore compatto che Toyota ha già mostrato sulla GR Yaris M Concept; propulsore più basso e meno ingombrante dell’attuale 2.4 turbo sviluppato da Gazoo Racing. Toyota non ha ancora diffuso dati definitivi
per una versione di serie, ma i prototipi attualmente in prova
accreditano il motore di circa 400-450 CV, mentre gli stessi ingegneri giapponesi hanno dichiarato che l'unità
è stata progettata per superare agevolmente i 600 CV
nelle configurazioni da competizione.
Il dettaglio decisivo è però la posizione del propulsore. Sul prototipo GR Yaris M è stato spostato dietro il sedile del guidatore, in un layout midship 4WD studiato per ridefinire pesi e dinamica. Se questa impostazione arrivasse alla produzione, la futura coupé avrebbe un motore centrale-posteriore, quindi una parentela tecnica molto più forte con la MR2, che nella storia Toyota è il modello mid-engine per definizione. Non a caso, parte della stampa specializzata interpreta proprio questa architettura come un indizio di MR2 più che di Celica.
Il G20E è stato progettato per essere installato sia trasversalmente sia longitudinalmente e, secondo Toyota, anche in posizione anteriore o centrale. Una flessibilità che alimenta ulteriormente i dubbi sull'identità del progetto; una coupé a motore anteriore e trazione integrale sarebbe l'erede naturale della Celica GT-Four, mentre una sportiva a motore centrale rappresenterebbe, nei fatti, il ritorno della MR2 sotto un nome diverso.



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