Il crollo di vendite e ricavi che ha coinvolto Tesla è indissolubilmente legato al ruolo di Musk nell'amministrazione Trump, dalla quale ora vorrebbe uscire. Ma forse è tardi.
“Too
late dude. The damage is done. If you think Q1 is bad, just wait for
Q2,” ha scritto un utente di WallStreetBets commentando il piano
di Elon Musk di ridurre il suo coinvolgimento nell’iniziativa DOGE. Il 23 aprile l'ad Tesla ha annunciato infatti che, a partire da maggio, si
dedicherà più intensamente a Tesla, alleggerendo i suoi impegni
sulla “Department of Government Efficiency” nota come DOGE.
La scelta segue i deludenti risultati del marchio: nel primo trimestre 2025
Tesla ha registrato un crollo del 71 % dei profitti, un calo del 9 %
dei ricavi con una contrazione del 13 % delle consegne. L’annuncio
sul ridimensionamento di DOGE ha fatto segnare però un +5 % al titolo nel
trading after-hours. Cosa che ha fatto pensare a Musk di aver fatto (o quantomeno dichiarato) la cosa giusta.
Ma le cose sono più complesse. Elon Musk è ad Tesla e, parallelamente, grande sostenitore di Dogecoin, in sigla DOGE, proprio come il dipartimento guidato da Musk. Fin dal 2021 ha rilanciato la criptovaluta con tweet e meme e dall'elezione di Trump ha addirittura battezzato il suo nuovo “Department of Government Efficiency” con l’acronimo DOGE, sottolineando il suo impegno politico-virale su Dogecoin.
Pur senza accettare Dogecoin come forma di pagamento per le auto, Tesla ha poi sperimentato pagamenti in DOGE per gadget e merchandising. Questo legame mediatico ha fatto sì che ogni mossa di Musk su Dogecoin risuonasse immediatamente sui mercati delle criptovalute.
Dogecoin ha aperto il 2025 con una quotazione attorno ai 0,185 USD; le previsioni più recenti indicano un possibile rialzo del 5,81 % fino a 0,196 USD entro la fine di aprile. Il trimestre è stato comunque condizionato dalla debolezza di Bitcoin, sceso del 12,71 % nei primi tre mesi dell’anno: tale trend ha trascinato al ribasso anche le altre criptovalute, con Dogecoin che ha oscillato tra 0,16 e 0,44 USD nel Q1.
Il legame tra il ribasso delle azioni Tesla e Dogecoin è quindi soprattutto sentiment e focalizzazione; analisi di mercato indicano una forte correlazione tra l’andamento del prezzo di Dogecoin e quello di Tesla nel 2025: sia Tesla sia DOGE hanno vissuto fasi di ribasso e ritorno al rialzo quasi sincronizzate, segno di un’influenza comune esercitata dalle mosse di Musk .
Il piano di Musk sembra però tardivo agli occhi dei trader: se Tesla non invertirà la rotta e Dogecoin non recupererà slancio, le conseguenze potrebbero estendersi ben oltre i prossimi mesi, con la possibilità di consistenti perdite su entrambi i fronti.




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