18 marzo 2024

Shell cambia rotta

La società petrolifera olandese fa retromarcia sulla riduzione dell'impronta di carbonio dei suoi prodotti energetici.

Avete presente l'ennesimo diktat UE sull'eliminazione dal 2040 del riscaldamento domestico con sistemi a combustione? Avete in mente l'intransigenza della posizione olandese degli ultimi anni sul cambiamento energetico?
Bene. Dopo aver cavalcato per anni la strategia di transizione energetica, Shell, multinazionale con base nei Paesi Bassi, ha abbandonato i suoi obiettivi climatici chiave del prossimo futuro.
La società ha abbassato infatti a un fattore tra il 15 e il 20% la riduzione delle emissioni per tutti i prodotti che vende ai clienti nel periodo dal 2016 al 2030. Questo cambiamento è strategico e risponde alla necessità di concentrarsi meno sulla vendita di elettricità, compresa quella da fonti rinnovabili.
La società afferma inoltre che gli investimenti in petrolio e gas saranno necessari a causa della domanda sostenuta di combustibili fossili e che tra questi è di particolare importanza il gas naturale liquefatto, rispetto al quale aumenterà il proprio business fino al 30% entro il 2030.
 


Tutto ciò equivale a una presa di posizione contro il raggiungimento degli obiettivi climatici previsti dagli enti normativi europei e non. Shell afferma infatti di aver scelto di ritirare l'obiettivo 2035 di una riduzione del 45% dell’intensità netta di carbonio data l’incertezza sul ritmo del cambiamento nella transizione energetica.
L’indebolimento degli obiettivi climatici da parte di Shell, la seconda più grande compagnia petrolifera e di gas quotata al mondo, arriva dopo che BP ha ridimensionato le sue ambizioni lo scorso anno.
Il principio di realtà comincia a farsi strada, meglio tardi che mai.

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