La scelta di liberalizzare l'accesso ai superchargers sta creando problemi di congestione, che Tesla intende contrastare con una tassa addizionale.
Si sa che negli Usa tutto si risolve a suon di dollari, tempi di attesa compresi. Così Tesla, che ha da poco aperto la sua rete Supercharger agli altri marchi riscontrando però un aumento esponenziale degli accessi, ha deciso di gestire l’afflusso nel più tipico spirito yankee.
Per contrastare l'affollamento la Casa ha perciò annunciato che addebiterà tariffe di congestione fino a 1 dollaro al minuto, con l'intento di velocizzare le operazioni di ricarica.
Già alcuni Supercharger applicano una tariffa di inattività che scoraggia a lasciare collegato un veicolo completamente o quasi carico troppo a lungo, ma la nuova tariffa di congestione inizia per tutti al raggiungimento del 90% della capacità dell'accumulatore.
La rete supercharger sta per diventare lo standard per diversi costruttori; Ford, GM e molti altri hanno infatti annunciato di voler adottare il sitema NACS di Tesla; è prevedibile perciò che a breve la struttura sarà sempre più trafficata.
Tesla non ha offerto dettagli su dove e quando verranno implementate le tariffe, dicendo però che solo ad alcuni caricatori sarà applicata la nuova tassa.


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