La protesta dei lavoratori Usa dell'automobile va avanti e si allarga sempre più. Con richieste di aumento stellari rispetto a quelle possibili nella UE.
GM, Ford e Stellantis sono ferme per lo sciopero della UAW, il potente sindacato americano dei lavoratori del settore. Negli ultimi giorni l'astensione dal lavoro si è allargata ad altri 38 impianti produttivi e coinvolge ormai quasi la metà degli Stati del Paese.
La scelta di uno sciopero così massivo in questo momento risponde a criteri di strategia pratica, viste le elezioni presidenziali alle porte e intende far leva anche sulla lotta tra i candidati (Trump e Biden) che sfuttano e sfrutteranno la contesa a fini elettorali.
Le trattative sono in corso; i lavoratori chiedono un adeguamento degli stipendi alla forte inflazione vigente negli Usa, attualmente al 7,7% rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso. Occorre notare che l'inflazione Usa è assai diversa da quella nostrana. E' accompagnata infatti da una crescita della produttività e della domanda, contrariamente a quella europea, determinata essenzialmente dal costo di materie prime e carburanti.
Ma quello che è assolutamente fantascientifico, anche nei più ricchi paesi europei, è l'entità della richiesta: il sindacato inizialmente aveva chiesto un aumento del 40%, sceso dopo i primi confronti al 36%.
Altrettanto incredibile per i nostri schemi, pur tuttora rifiutata dai vertici UAW, l'offerta dei produttori, 20%.
Gli analisti di settore credono che lo strike non si protrarrà a lungo e propendono per una chiusura dell'accordo al 28%, una mediazione comunque altamente rivalutante rispetto alla remunerazione attuale. In Italia alla luce di stipendi addirittura diminuiti negli ultimi anni e non solo nel valore figurativo, tali richieste sarebbero considerate assurde e irricevibili; negli Usa sono invece una concreta base di trattativa.
Se ne trae dunque l'immagine di una nazione dura e inflessibile sulle norme che però è disposta a trattare sulle basi di sussistenza della classe lavoratrice, una netta differenza rispetto al lasciar scivolare verso la povertà come niente fosse larghe fasce di popolazione.
Visto che per decenni non abbiamo fatto altro che inseguire dinamiche Usa spesso effimere, forse sarebbe giunto di momento di seguirle oggi anche negli aspetti più virtuosi.



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