16 novembre 2015
Pininfarina passa all'India
Dopo la spesa in Gran Bretagna, gli indiani fanno shopping anche in Italia. Diversi i gruppi interessati: là Tata e il gruppo Jaguar-Land Rover, qui Mahindra&Mahindra e Pininfarina. Il più noto dei carrozzieri italiani è infatti in procinto di passare all'Asia quanto a proprietà; l'annuncio ufficiale dovrebbe arrivare a settimane se non a giorni a seguito delle trattative condotte tra la Pincar, società attualmente al controllo dell'azienda italiana, le banche creditrici e l'impresa indiana. Negli ultimi vent'anni a Pininfarina non è riuscito di fare il salto da carrozziere a produttore, una necessità dettata dal sempre minor ricorso dei brand un tempo clienti elettivi dell'azienda all'outsourcing, e alla conseguente crescita dei centri stile interni. Nonostante tentativi coraggiosi, come la produzione della rivoluzionaria Ethos nel 1995, dotata di un tre cilindri a due tempi dell'australiana Orbital Engine Corporation, Pininfarina ha perciò imboccato una china che l'ha portata ad accumulare quasi 53 milioni di di debiti. Ora l'acquisto di Mahindra porrà rimedio al dissesto economico, ma sarà assai difficile vedere in futuro una nuova Ferrari con il marchio del carrozziere torinese. Peccato, un altro pezzo dell'Italia di rilievo che se ne va, a dispetto delle chiacchiere sul made in Italy.
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