31 gennaio 2019
FCA cede Alfa e Maserati?
Il futuro di FCA si sta decidendo in questi mesi. La società deve trovare uno sbocco in un mercato che sta cambiando rapidamente e i suoi marchi non sono tutti profittevoli. All'orizzonte si profilano dunque diverse soluzioni per snellire la società e per aumentarne la liquidità necessaria agli investimenti. Le recenti dichiarazioni critiche di Manley riguardo le scelte operate nel recente passato con Maserati, in particolare l'accorpamento con Alfa Romeo che di fatto ha svilito il prestigioso marchio in nome di un allargamento presunto delle basi di acqusito poi non verificatosi, viste assieme alle voci di interesse per gli stessi marchi da parte della cinese Geely, già proprietaria di Volvo e Lotus, ma anche i possibili contatti con i coreani di Hyundai, portano a intravedere un futuro di contrazione della galassia dei marchi di FCA. Le vendite Maserati in Cina sono infatti crollate e il richiamo di Wester alla guida del brand potrebbe non bastare a consentire il ritorno al successo di vendite di un marchio che ha nella mancanza di nuovi prodotti il suo principale vulnus. Scelte difficili, che implicano eventualmente anche cessioni dolorose, ma occorre tenere la barra sulla salute globale di FCA più che sul retaggio delle singole marche. E il recente accordo Ford -VW la dice lunga su quale scenario si prospetti nel prossimo vicino futuro.
NEVS acquista un pezzetto di Koenigsegg
Se dico NEVS vi viene in mente nulla? Beh, si tratta di quella società cinese che ha acquistato progetti e stabilimenti della goloriosa Saab. NEVS è però una scatola cinese (ehehe) perché la la quota di controllo della società è detenuta dalla primavera scorsa dalla Evergrande Health di Hong Kong (quindi cinese ma con meno vincoli e maggiore operatività internazionale), quella stessa corporation che si è imbarcata nel progetto Faraday Future e che attualmente è impegnata in una serie di cause milionarie nei tribunali Usa. Tornando alla NEVS, la società deve avere un netto attivo di cassa perché nonostante la sostanziale dèbacle del progetto Saab ha acquistato il 20% delle azioni della Koenigsegg, mostrando così quella che sembra sempre più un'attrazione fatale per la Svezia, visto che lo head quarter del brand si trova ad Ängelholm. Nel comunicato ufficiale si legge di un versamento di 150 milioni di euro e della formazione a latere di una jont venture con un altro versamento di 150 milioni, società quest'ultima la cui quota di controllo del 65% è cinese lasciando al partner europeo il 35%. L'accordo prevede lo sviluppo di tecnologie legate al mondo delle ipercar, ma con ogni probabilità riguarda principalmente il segmento della propulsione elettrica, quello verso cui sembrano orientarsi tutti i competitor del segmento. NEVS metterà a disposizione di Koenigsegg il proprio know how, così come le strutture produttive attualmente (in pratica) inutilizzate di Trollhättan, ex sede produttiva Saab.
A Ginevra la buggy VW
VW ha confermato con due teaser la decisione di portare al prossimo salone di Ginevrea, in Marzo, una dune buggy. Ovviamente, come tutti i prodotti davvero nuovi del marchio, si tratta di un'auto elettrica, realizzata sulla base della piattafroma MEB, struttura che grazie alla sua modularità consente anche la piccola serie di modelli che di certo non spakkeranno sul mercato come questa fun car. Batteria in posizione centrale, motore posteriore, una sorta di ritorno alle origini, a quei veicoli realizzate sulla base di un Maggiolino con il tradizionale motore e sbalzo sul cui telaio si avvitavano le scocche in fibra di vetro della Meyers Manx nella California di fine anni '60. Niente porte, ruote molto grandi e un look sbarazzino per una vettura che intende svecchiare l'immagine razionale e conservativa di VW; vedremo più avanti se resterà una concept oppure se una piccola produzione potrà realmente avere luogo.
30 gennaio 2019
Software fallace per le E-Pace Usa
Una congrua partita di Jaguar E-Pace destinate al mercato statunitense è stata costruita con un software difettoso che non consente le principali feature dell'infotainment strombazzato per la vettura. In particolare non funzionano la navigazione, il wifi, l'aggiornamento live delle notizie, Apple Carplay e Android Auto. Mica poco per un'auto e un mercato che ormai valutano più connessione e gadget delle reali prestazioni dell'auto. Ma le cattive notizie non sono ancora finite. Generalmente in questi casi un richiamo in concessionaria e l'installazione del nuovo software risolvono il problema, ma stavolta no. Sulle auto incriminate, infatti, a causa di un errore non è stato montato in fabbrica il sistema Incontrol Pack and Smart Setting, che abilita appunto le funzioni attualmente mancanti. Quindi nisba, quelle E-Pace sono orbate dell'infotainment e non c'è nulla si possa fare. E la cosa non riguarda uno sparuto gruppetto di auto, ma i modelli 2019 negli allestimenti S, SE e HSE. Jaguar ha offerto ai malcapitati clienti un coupon di 600 $, ma è assai difficile che ciò basti a chetarli, specie in una nazione che ha il ricorso alla giustizia facile. Evidentemente le difficoltà del marchio, quelle che faranno tagliare all'azienda 4.500 posti di lavoro nei prossimi mesi, hanno ricadute anche sulla qualità del prodotto.
Nio sotto attacco
Il Ring potrebbe diventare teatro di una sfida cino-giapponese. La Nio EP9, attuale detentrice del record sul giro con il tempo di 6:45,9 potrebbe infatti subire presto l'attacco della Aspark, azienda jap che ha recentemente raddoppiato la potenza della sua Owl, ipercar che vuole la qualifica sulla Nordschleife per guadagnare (in tutti i sensi) una posizione di prestigio nel ristretto ma ricco mondo degli annoiati con grande conto in banca in cerca di stimoli. La nuova Owl (la prima l'abbiamo vista due anni fa) vanta una potenza di 1.166 CV e una coppia di 848 Nm, fornite da 4 motori elettrici alimentati da un sistema di accumulo a supercondensatori che garantisce un'autonomia di 290 km, oltre che uno 0-100 sotto i 2 secondi. Aspark fa notare che mentre la Nio è un'auto realizzata appositamente per il record, non esistendone una versione stradale, la Owl è invece un'auto che sarà omologata, con una produzione prevista di 50 esemplari. Il debutto della versione definitiva dovrebbe avvenire in novembre al Dubai motor show, con un prezzo superiore ai 3 milioni di euro. Per assicurarsene una occorre comunque versare una caparra di 300.000 €. I jap evidentemente temono la volubilità degli emiri.,..
Concept Mitsu per Ginevra
L'ingresso nell'orbita Renault-Nissan non ha modificato le linee di prodotto di Mitsubishi, ma ha fornito un certo impulso verso l'elettrificazione dei propri Suv. Il teaser anticipa la presentazione al prossimo salone di Ginevra della concept Engelberg Tourer, nome preso di sana pianta da quello di un lussuoso resort svizzero che fa presagire, grazie anche alle luci supplementari sul tetto, la messa in evidenza delle doti off road del nuovo mezzo. Si possono notare alcune somiglianze con la concept e-Evolution presentata a Tokyo, mentre la propulsione è affidatata tre motori elettrici che agiscono sulle quattro ruote con l'ausilio di un sistema antisbandamento e di un torque vectoring. Stante tuttavia l'attuale suddditanza alle politiche aziendali di gruppo, non è detto che dalla concept origini in seguito un modello di produzione: Mitsubishi potrebbe infatti avere un ruolo legato più all'affidabilità della propria produzione di Suv e off road di livello che a quello di marchio innovativo.
29 gennaio 2019
Carica gratis per le Porsche Taycan
Porsche va avanti con la sua politica duale, che vede nel futuro delle auto ad alte prestazioni tanto modelli con motore a combustione quanto vetture elettriche. A questo proposito, in attesa del lancio della Taycan nella seconda metà dell'anno, primo vero attacco al monopolio Tesla Model S, la Casa si sta preoccupando di fornire ai suoi prossimi clienti yankee (il mercato Usa sarà privilegiato per ovvie ragioni) una rete di ricarica equivalente a quella dei superchargers di Musk. Di qui l'annuncio che ogni acquirente della Taycan potrà usufruire di tre anni di ricarica gratuita presso le stationi della rete Electrify America, società del gruppo VW che sta realizzando una serie di colonnine cost-to coast, attualmente 300 e 484 entro il prossimo luglio. Le stazioni, collocate sulle highway a circa 120 miglia l'una dall'altra (193 km), prevedono almeno due dispositivi della potenza di 350 kW e gli altri da 150 kW, con una durata media della carica di mezzora. Inoltre, ogni concessionaria Porsche installerà nella propria area caricatori ad alta intensità in corrente continua e ciò aggiungerà altre 193 colonnine al totale. Ricordo che la Taycan accetta il sistema di ricarica a 800 V, che con soli 4 minuti di connessione aggiunge 60 miglia (96.5 km) all'autonomia del veicolo, che full charged ha un range attorno a 500 km ed eroga una potenza attorno a 600 cavalli. Sono certo che gli scarichi spariranno dalle vetture deliberate. O no?
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