Dieci anni fa l’ente per la protezione ambientale Usa denunciò irregolarità nei test sulle emissioni dei motori Diesel del gruppo VW, scoprendo software che falsavano i risultati.
Quello iniziato con il richiamo di 482.000 vetture si trasformò nell’ammissione che il dispositivo era stato installato su circa 11 milioni di auto nel mondo, facendo scoppiare il Dieselgate che ebbe (e ha ancora) conseguenze finanziarie e legali enormi per il gruppo.
Ma, assai più grave per noi automobilisti, lo scandalo ebbe effetti sistemici, con la promulgazione di regole più severe tese a una ideologica transizione verso la mobilità a zero emissioni, culminate con la recente normativa europea che punta a impedire la vendita di nuove auto a combustione dal 2035. Tutto ciò ha (sempre idealmente) spianato la strada all’elettrico, costringendo le Case a ripensare prodotti e modello di business.
Assai tardivamente e a fronte del sostanziale rifiuto delle Bev da parte del mercato, negli ultimi mesi si è scatenata la reazione del settore, con i manager di grandi gruppi che chiedono più flessibilità proponendo di misurare le emissioni sul ciclo di vita del veicolo o di ammettere soluzioni alternative come i carburanti sintetici. È un tentativo di ritrovare spazio politico, ma soprattutto commerciale, mentre le aziende affermano di voler ancora seguire la domanda dei clienti.
Ha allora ancora futuro l’auto elettrica? Sinceramente credo di no e questo decennale periodo sarà ricordato come la bolla elettrica. La situazione geopolitica impone scelte razionali e soprattutto davvero realizzabili, al di là della presunzione di esistenza di criteri superiori a qualsiasi vicenda dell’umana specie. Occorre soprattutto un bagno di realtà a livello comunitario: stante la sostanziale nullità di effetto delle decisioni UE sullo scacchiere globale, sarebbe meglio si cominciasse a pensare a strategie che ci diano una reale indipendenza da vecchi e nuovi sfruttatori, consolidando quel patrimonio di intelligenza e creatività che contraddistingue da sempre l’Europa.



















