16 settembre 2025

Elise remastered

Un'elaborazione della inglese Analogue Automotive riporta sulla scena la sportiva Lotus, con peso minore di una F1 e potenza di 250 CV.

La filosofia costruttiva storica della Lotus, prima dell'attuale svolta elettrica e del passaggio alla proprietà cinese, era quella di realizzare auto leggere. Più che la potenza, il rapporto peso/potenza, dunque, fondamentale per vere prestazioni sportive. 
Trent'anni dopo la presentazione della Lotus Elise, ora una società brit riprende i fondamentali dell'iconica auto per farne un'animale da pista, la VHPK.


Obiettivo, mantenere il peso entro 600 kg, inferiore di 120 kg a quello della prima Elise, grazie all'ampio uso di fibra di carbonio, che ha sostituito la scocca originale in vetroresina e ogni particolare dell'abitacolo. I freni sono ora carboceramici per dare quella resistenza al fading che mancava nei primi modelli, con dischi in alluminio. 
Ricordo che in una visita a Hethel osservai che il punto di fusione del metallo è inferiore alla temperatura massima che i dischi possono raggiungere, ma mi fu risposto che secondo i loro calcoli non c'era quel pericolo. Evidentemente alla Analogue Automotive vogliono però andare sul sicuro.


Altra modifica il posto di guida centrale, come nella McLaren F1, e, infine, un'elaborazione spinta del propulsore. Che rimane tuttavia quel non troppo apprezzabile Rover K series originale, e non il Toyota delle ultime versioni, decisamente più affidabile. La potenza sale a 250 CV, in verità solo 30 più dell'unità giapponese, ma il rapporto peso potenza è ora di 400 CV/t, più del doppio della Elise originale. 

Un'operazione nostalgia in chiave ultrabrit; ne costruiranno solo 35 numerate, ordini dal 2026, prezzo ancora ignoto.

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