Il concetto di ultimo miglio sembra diventare sempre più virale, nel senso che le idee migrano rapidamente per espandersi da un continente all'altro. Così il monopattino elettrico che molti ritengono the ultimate solution per l'integrazione auto-parcheggi-inquinamento urbano all'insegna della mobilità sostenibile, furoreggia. Dopo l'e-scooter di Audi, ecco un altro monopattino, stavolta targato Hyundai. Realizzato sulla base del prototipo esposto al CES di Las Vegas nel 2017, ha il motore nella ruota posteriore, adotta batterie al litio ed è fornito di illuminazione. Lo scooter si ricarica automaticamente quando viene riposto nel suo alloggiamento sull'auto la quale, oltre che elettrica, può anche essere di tipo tradizionale. Come si vede nella parte iniziale del video, sono allo studio differenti collocazioni nell'auto, che terranno conto delle diversità costruttive dei vari modelli. Ciò significa che è intenzione del marchio fornire il monopattino come opzionale su ampia parte della gamma. Il due ruote è fornito di sospensione anteriore e l'accumulatore ha una capacità di 10,5 Ah, consentendo una percorrenza di 20 km per carica alla velocità massima di 20 km/h. Pesa 7,7 kg e ne è già prevista l'evoluzione con l'impiego della frenata rigenerativa, che aumenterà l'autonomia in media del 7%. Non ancora ufficiale la data di debutto, ma Hyundai vuole fare presto.
28 agosto 2019
Anche Hyundai crede nei monopattini
Il concetto di ultimo miglio sembra diventare sempre più virale, nel senso che le idee migrano rapidamente per espandersi da un continente all'altro. Così il monopattino elettrico che molti ritengono the ultimate solution per l'integrazione auto-parcheggi-inquinamento urbano all'insegna della mobilità sostenibile, furoreggia. Dopo l'e-scooter di Audi, ecco un altro monopattino, stavolta targato Hyundai. Realizzato sulla base del prototipo esposto al CES di Las Vegas nel 2017, ha il motore nella ruota posteriore, adotta batterie al litio ed è fornito di illuminazione. Lo scooter si ricarica automaticamente quando viene riposto nel suo alloggiamento sull'auto la quale, oltre che elettrica, può anche essere di tipo tradizionale. Come si vede nella parte iniziale del video, sono allo studio differenti collocazioni nell'auto, che terranno conto delle diversità costruttive dei vari modelli. Ciò significa che è intenzione del marchio fornire il monopattino come opzionale su ampia parte della gamma. Il due ruote è fornito di sospensione anteriore e l'accumulatore ha una capacità di 10,5 Ah, consentendo una percorrenza di 20 km per carica alla velocità massima di 20 km/h. Pesa 7,7 kg e ne è già prevista l'evoluzione con l'impiego della frenata rigenerativa, che aumenterà l'autonomia in media del 7%. Non ancora ufficiale la data di debutto, ma Hyundai vuole fare presto.
Wiesmann, il ritorno
Ve le ricordate le Wiesmann? Sì, quelle auto un po' tondeggianti (foto sotto) con motori BMW M dallo stile rétro, scomparse nel 2014 con il fallimento dell'impresa artigianale che le costruiva a Dulmen, Deutschland. Beh, sembra tornino sulla scena motoristica, grazie all'investimento di due imprenditori brit, che hanno anche ingaggiato Mario Spitzner, ex marketing Mercedes, per dare nuova vita al marchio. L'auto della rinascita potrebbe essere presente al salone di Francoforte; per ora ne è stato diffuso soltanto un teaser, dal quale però si deduce che la linea non pare molto cambiata rispetto al (bel) profilo precedente. Non è cambiato nemmeno il fornitore di motori, sempre BMW, sempre famiglia M. Qui in particolare è installato il V8 di 4,4 litri della M5, con 600 CV. Il marchio intende espandere la propria portata e arrivare anche sui mercati americano e asiatici; per questo sono state previste anche versioni con guida a destra.
27 agosto 2019
Il nuovo airbag di Honda
Ultimamente i marchi giapponesi puntano sulla sicurezza, prendendo il ruolo che in un certo senso Volvo ha lasciato ad altri concentrandosi sui nuovi prodotti. Dopo Subaru, ecco quindi anche Honda innovare il settore con un nuovo tipo di airbag, che avvolge la testa del passeggero grazie alla struttura in tre parti. Sviluppato con la svedese Autoliv, il dispositivo ha un sistema di gonfiaggio a due stadi che agiscono scaglionati a 150 ms l'uno dall'altro e assicura una maggiore protezione del capo nelle collisioni offset e in caso di ribaltamento. L'analogia tutta yankee spiegata durante la presentazione svoltasi in Usa è quella di un guanto da baseball, che avvolge e trattiene grazie anche al materiale morbido di sono fatti i sacchi, che tendono perciò più ad assorbire che a respingere elasticamente come avviene negli airbag tradizionali. La novità sarà disponibile sulle auto del marchio dal prossimo anno, non si ancora però su quali modelli.
La schiera dei grandi dell'auto si assottiglia
Per scelta evito sempre coccodrilli su chiunque. Ma la morte a 82 anni di Ferdinand Karl Piëch, uomo simbolo di VW per tanti anni, merita un commento. Nipote per parte di madre del fondatore Ferdinand Porsche, deve avere ereditato la genialità del nonno, che si è estrisecata negli ambiziosi progetti del gruppo, sempre all'insegna della tecnologia edge. Ingegnere meccanico, ha sempre profuso nell'azienda, in qualità di ad dal 1993 al 2002 e come presidente del comitato di controllo fino al 2015, un impulso di natura tecnica che ha portato ai successi del gruppo con la trazione integrale quattro e lo sviluppo dei Diesel, ma anche con l'acquisto di Bugatti e progetti ambiziosi cone la L1 dai consumi ridottissimi. La sua uscita dal board avvenne in seguito ai forti contrasti con l'allora ad Winterkorn, quello trombato subito dopo dalle conseguenze del Dieselgate. Uno degli ultimi grandi manager che consideravano l'industria dell'auto una specificità e non una semplice variazione merceologica dell'impresa come fanno buona parte di quelli con estrazione economica. E i risultati sin qui si sono visti.
26 agosto 2019
Battesimo al Ring per la Taycan
Quale miglior viatico per una presentazione Porsche di un bel tempo al Ring fresco fresco? Così la Taycan, che debutta il prossimo 4 settembre, ha girato in 7 minuti e 42 secondi, niente di eccezionale, visto che la sorella da corsa VW ID.R ha girato in 6:45,9 e che il record assoluto è sempre in casa e appartiene alla Porsche 919 Evo, ma comunque roba spessa, da auto di razza. Porsche vuole dimostrare che la sua prima elettrica è una sportiva secondo tutti i canoni di affidabilità e robustezza cui ci ha abituato il brand. Per questo oltre al giro sul circuito tedesco la Taycan è stata sottoposta a un test in cui ha accelerato da 0 a 200 km/h consecutivamente per 26 volte, oltre ad aver percorso sull'anello di Nardò una 24 ore di 3.425 km continuativi a velocità medie tra 195 e 215 km/h, in entrambi i casi senza che sia emerso alcun problema e con temperature ambiente fino a 42°C e di pista fino a 54°C. Certo però che se le cose vanno avanti così bisognerà abituarsi a 'sti giri in silenzio.
2019, VW svolta
Per Volkswagen questo sarà davvero l'anno della svolta. Non si sa per dove di preciso, ma svolta comunque. Al salone di Francoforte, ormai imminente, il gruppo spara roba grossa: la prima elettrica di massa, la ID.3, la prima offroad elettrica di Audi (teaser), la AI:TRAIL quattro, la prima concept elettrica di Cupra (foto dell'interno), ma soprattutto il nuovo logo del brand, cambio davvero epocale per un simbolo così importante e inossidabile del mondo dell'automobile. Il cambiamento va nella direzione di incontrare un ambiente più giovane (anche se l'Europa, quella con i soldi poi, è fatta di vecchi), più digitale e moderno (il collage ufficiale ne dà l'idea). Sono certo che l'avranno pensata bene, da quelle parti. Ma non dimentichiamoci che i tedeschi sono quelli che vincono le battaglie e perdono le guerre, quindi questo sussulto di strategia così a lungo termine dovrebbe ribaltare lo storico karma teutone. Certo è che gli investimenti stanziati sono stellari e coinvolgono non solo la produzione ma tutto l'ambiente dell'auto del futuro. Sul nuovo logo c'è attesa ma ovviamente molta riservatezza. Lo vedremo a settembre.
Bye bye 124
Ripetitivo il destino della 124 Spider: due volte prodotta, due volte estinta. Rinata nel 2016 dopo un sonno di 31 anni, infatti, secondo il boss di Fiat Olivier François è piuttosto probabile esca definitivamente di produzione nel novero della riorganizzazione del marchio, che dovrebbe basarsi da qui in poi su prodotti di fascia bassa e non oltre il segmento C. La scelta coinvolgerà anche (l'identico) prodotto Abarth con il motore da 170 CV; la partnership con Mazda è stata dunque una meteora, pur in grado di garantire un utile, e investire ancora in un prodotto di nicchia con i bilanci sempre in bilico non rientra tra le priorità di un brand decisamente generalista. Tutto ciò nonostante il mese scorso la vettura sia stata la Fiat più venduta negli Usa, ma d'altronde la stessa permanenza del marchio in America è in fase di ripensamento. Quindi bye bye 124 Spider, alla prossima operazione nostalgia.
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