02 agosto 2019

Alpina B7, l'ammiraglia supercar

















Velocità massima dichiarata dal costruttore: 330 km/h. Numeri da supercar, da vera GT pronta per demolire il record del Nürburgring. E invece no. E' una "semplice" berlina Serie 7 ipervitaminizzata da Alpina, il tuner ufficiale di Bmw. Si chiama B7 e sotto l'imponente carrozzeria dell'ammiraglia di Monaco (oltre 5 metri di lunghezza) si nasconde un'evoluzione curata dallo stesso preparatore del V8 di 4,4 litri da 600 CV e con cambio automatico a otto rapporti velocizzato nella gestione per garantire passaggi di marcia molto più rapidi. La trazione integrale xDrive è in pratica quella di serie, al pari del sistema a quattro ruote sterzanti. Accelerazione da 0 a 100 in circa 3,3 secondi. La vettura poggia su cerchi in lega Alpina da 20", optional quelli da 21". Nell'abitacolo ci sono rivestimenti in pelle pregiata griffati Alpina e una serie di badge distintivi. Il listino dell'Alpina B7 partirà da circa  135.000 euro, optional esclusi. A voi la scelta: o una villetta (piccola, è ovvio) in collina o una fiammante B7 per andare a cena dal vostro amico che al posto dell'Alpina ha acquistato la villetta....

01 agosto 2019

Monterey, l'asta delle meraviglie













Nel caso non abbiate ancora deciso cosa fare a ferragosto, autothrill vi rammenta che a partire da venerdì 16 si terrà a Monterey in California la consueta asta di Sotheby's, un appuntamento imperdibile per tutti i più ricchi collezionisti di auto del mondo. Una delle regine annunciate dell'edizione 2019 è questa meravigliosa Ford GT40 che vedete nelle immagini. E' l'ottavo dei 12 esemplari realizzati dalla Casa americana, oltre che il primo dei cinque roadster costruiti. Le stime calcolano che questa vettura verrà battuta tra i 7 e i 9 milioni di dollari. Ovviamente questa GT Roadster telaio numero GT/108 ha una bella storia alle spalle. Uscita dalla fabbrica nel marzo del 1965 venne quasi subito spedita in California per entrare nel garage di Carroll Shelby (un autentico mito dell'automobilismo a stelle e strisce) che la curò amorevolmente per moltissimi anni.



Per la cronaca la vettura più cara mai battuta nella storia delle aste è, guardacaso, una Ferrari. E' successo lo scorso anno sempre a Monterey quando una 250 GTO del 1962 è passata di mano per la modica cifra di 48.405.000 dollari. Chi l'ha acquistata? Mistero...

La prossima sportiva di Honda









Sono certo che lo sappiate già: Acura è la Honda America e storicamente ha fatto da battistrada a molte primizie del marchio. E' stato così per la NSX, oggetto di un  lancio che per durata compete con quello della Range Evoque, e la storia potrebbe ripetersi con la Type S Concept, della quale Honda ha diffuso un teaser e la cui presentazione è prevista alla Monterey Car Week che si tiene nella omonima località californiana a partire dall'11 agosto. Si tratta di un'auto di dimensioni medie della serie TL di Acura, il modello che costituisce in pratica la Accord per gli States e che in questa versione sportiva vorrebbe andare a competere con BMW M 340i e Audi S4. Berlina a 4 porte con brio, quindi, con il cofano che nasconde un V6 turbo derivato dalla NSX, 4 scarichi, estrattore e spoiler. Dalle nostre parti Honda ha mollato il colpo da tempo su questo segmento ma, come spesso accade, il mercato Usa anticipa le tendenze europee e da un po' la domanda di Suv da quelle parti ha mostrato qualche cedimento, con gli accenni di un ritorno di fiamma per le carrozzerie più tradizionali. Mai dire mai, quindi, anche se prima delle cattive sarebbe meglio pensare alle auto da famiglia.

Aston Martin va in rosso





In questo quasi primo quarto di nuovo millennio all'insegna della crisi permanente, è opinione comune che in campo automotive le uniche Case immuni al virus siano ancora quelle che producono prodotti di lusso. Lo prova in teoria la pletora di supercar e ipercar presentate a ritmo continuo, che pare riescano a integrare la trazione elettrica in un modello di business ancora vincente. Il termine pare è però d'obbligo, perché qualcosa anche in quel settore inizia a scricchiolare. Aston Martin, marchio di  altissimo prestigio con una produzione che spazia dalla nautica Lagonda (la coda sembra quella di un gozzo) alla ipercar Valkyrie, ha i conti in rosso. L'ultimo report semestrale evidenzia infatti un deficit pre-tax di 78,88 milioni di sterline, pari a 86,5 milioni di euro, dovuto, secondo l'ad Palmer, quello critico sulle attuali tendenze del mondo auto, al calo della domanda concentrato in Europa, Medio Oriente e Africa, ma avvertibile anche in Usa. La Lagonda è quella che fa registrare la peggior performance, con un calo attorno al 75% nelle vendite, ma la caduta e generalizzata e mette addirittura in crisi il futuro dello stabilimento di St Anthon nel Galles, quello destinato a produrre le Suv DBX che rappresentano il futuro del marchio in linea con le più aggiornate richieste del mercato. Crisi annunciata dunque per il marchio di proprietà Bonomi, che paga con le sue piccole dimensioni la difficoltà a reperire i capitali richiesti per il passaggio epocale che si annuncia per ogni brand. E la Brexit non aiuta, checchè ne dicano gli ottimisti a oltranza.

Mercedes: l'ultimo restyling della smart





In Germania circolano le foto pressoché definitive delle smart restyling che debutteranno al Salone di Francoforte e entreranno nelle vetrine delle concessionarie entro la fine dell'anno. Definitivamente abbandonate le opzioni con motori a benzine, le prossime smart saranno vendute solo nella configurazione elettrica EQ. E' presumibile quindi che al di là degli interventi estetici, il lavoro si sia concentrato su propulsore e batterie. Nel primo caso dovremmo attenderci un sensibile aumento della potenza (ora eroga 82 CV), mentre l'evoluzione delle batterie ha come scopo una maggiore autonomia, fino ad ora uno dei punti deboli delle smart EQ. Autonomia che, a quanto si dice, salirà dagli attuali 100-120 km a 200 km. Modifiche anche al sistema di infotainment e all'elettronica di bordo. Questo sarà l'ultimo restyling di Mercedes sulla smart: in futuro la "palla" passerà ai cinesi della Geely (ora azionisti al 50%) che acquisiranno il marchio e si preoccuperanno della progettazione e della costruzione delle smart di domani. Ovviamente in Cina.

31 luglio 2019

Solo lodi a chi compra...





Il marchio Rimac è rapidamente entrato nel novero dei costruttori di supercar e attualmente si colloca tra quelli con il maggiore know how nel campo dei powertrain elettrici di grande potenza. Se me lo consentite aggiungo che tale know how è comunque limitato (senza alcuna intenzione di denigrare) rispetto al bagaglio di skills e tecnologia necessari a ottenere le stesse prestazioni con i vecchi motori endotermici. Ma tant'è e attualmente il brand croato sulla cui Concept One si è schiantato l'Hammond di Top Gear ha all'attivo collaborazioni con marchi importanti; è il caso di Aston Martin, ma anche di Porsche. Quello che però forse non sapete è che il marchio di Stoccarda è proprietario per il 10% dell'impresa slava; questo potrebbe spiegare perché Mate Rimac, patron della società, canti le lodi della Taycan su LinkedIn dopo che Porsche gli abbia chiesto di schizzare un prototipo sulla base di quella scocca. Non si sa se la Taycan adotterà componenti di origine Rimac, ma di sicuro c'è la collaborazione per le batterie ad alto voltaggio. I tedeschi in genere fiutano bene gli affari, ma talvolta prendono costose cantonate, vedi Mercedes con Chrysler. Porsche è tra le più caute e finora nulla ha interferito con la sua altissima redditività di marchio. Cosa potrebbe andar storto? Beh, metti la tendenza a schioppare che ultimamente le elettriche iniziano a manifestare. Ma sono casi isolati, direte. E se il caso isolato fosse il vostro sarebbe più o meno grave?

Land Rover Defender, un mito intramontabile.













Il primo amore non si scorda mai. O almeno così dicono. Sta di fatto che questo pensiero talvolta calza alla perfezione anche per le automobili. Non tutte certo, ma quelle più importanti sì. Come nel caso dell'indimenticabile Land Rover Defender che ha ancora  moltissimi fan sparsi per il mondo. Un amore così profondo e sincero che non ha lasciato "indifferenti" nemmeno gli uomini di Land Rover Classic (la sezione dedicata al restauro e alla ricostruzione dei vecchi modelli) che ha messo in commercio un kit dedicato appunto alle Defender 90 e 110 ed in particolare alla last edition equipaggiata tra l'altro con il V8 benzina realizzata in occasione del 70mo anniversario della 4x4 inglese.

E' un pacchetto installabile sulle Defender costruite tra il 1994 e il 2016 e comprende sospensioni specifiche, nuovi ammortizzatori e barre antirollio. Volendo è possibile aggiungere un kit supplementare per l'impianto frenante con nuovi dischi, pastiglie e pinze. I prezzi variano da circa 2.200 euro per il kit sospensioni ai  circa 12 mila euro per la parte relativa all'impianto frenante potenziato. Chi lo desiderasse, Land Rover Classic propone anche un upgrade da realizzare direttamente in fabbrica, per il motore td 2,2 litri prodotto dopo il 2012. Costa circa 18 mila euro e prevede un aumento della potenza di 39 CV che salgono così a 160. Nell'upgrade sono ovviamente compresi anche i pacchetti delle sospensioni e dell'impianto frenante. Il badge dedicato e la visita guidata della factory di Land Rover Classic sono compresi nel prezzo. Meno male..

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...