31 luglio 2019

Solo lodi a chi compra...





Il marchio Rimac è rapidamente entrato nel novero dei costruttori di supercar e attualmente si colloca tra quelli con il maggiore know how nel campo dei powertrain elettrici di grande potenza. Se me lo consentite aggiungo che tale know how è comunque limitato (senza alcuna intenzione di denigrare) rispetto al bagaglio di skills e tecnologia necessari a ottenere le stesse prestazioni con i vecchi motori endotermici. Ma tant'è e attualmente il brand croato sulla cui Concept One si è schiantato l'Hammond di Top Gear ha all'attivo collaborazioni con marchi importanti; è il caso di Aston Martin, ma anche di Porsche. Quello che però forse non sapete è che il marchio di Stoccarda è proprietario per il 10% dell'impresa slava; questo potrebbe spiegare perché Mate Rimac, patron della società, canti le lodi della Taycan su LinkedIn dopo che Porsche gli abbia chiesto di schizzare un prototipo sulla base di quella scocca. Non si sa se la Taycan adotterà componenti di origine Rimac, ma di sicuro c'è la collaborazione per le batterie ad alto voltaggio. I tedeschi in genere fiutano bene gli affari, ma talvolta prendono costose cantonate, vedi Mercedes con Chrysler. Porsche è tra le più caute e finora nulla ha interferito con la sua altissima redditività di marchio. Cosa potrebbe andar storto? Beh, metti la tendenza a schioppare che ultimamente le elettriche iniziano a manifestare. Ma sono casi isolati, direte. E se il caso isolato fosse il vostro sarebbe più o meno grave?

Land Rover Defender, un mito intramontabile.













Il primo amore non si scorda mai. O almeno così dicono. Sta di fatto che questo pensiero talvolta calza alla perfezione anche per le automobili. Non tutte certo, ma quelle più importanti sì. Come nel caso dell'indimenticabile Land Rover Defender che ha ancora  moltissimi fan sparsi per il mondo. Un amore così profondo e sincero che non ha lasciato "indifferenti" nemmeno gli uomini di Land Rover Classic (la sezione dedicata al restauro e alla ricostruzione dei vecchi modelli) che ha messo in commercio un kit dedicato appunto alle Defender 90 e 110 ed in particolare alla last edition equipaggiata tra l'altro con il V8 benzina realizzata in occasione del 70mo anniversario della 4x4 inglese.

E' un pacchetto installabile sulle Defender costruite tra il 1994 e il 2016 e comprende sospensioni specifiche, nuovi ammortizzatori e barre antirollio. Volendo è possibile aggiungere un kit supplementare per l'impianto frenante con nuovi dischi, pastiglie e pinze. I prezzi variano da circa 2.200 euro per il kit sospensioni ai  circa 12 mila euro per la parte relativa all'impianto frenante potenziato. Chi lo desiderasse, Land Rover Classic propone anche un upgrade da realizzare direttamente in fabbrica, per il motore td 2,2 litri prodotto dopo il 2012. Costa circa 18 mila euro e prevede un aumento della potenza di 39 CV che salgono così a 160. Nell'upgrade sono ovviamente compresi anche i pacchetti delle sospensioni e dell'impianto frenante. Il badge dedicato e la visita guidata della factory di Land Rover Classic sono compresi nel prezzo. Meno male..

PIù birra per le JCW

















Aggiornamento MINI per le JCW sui modelli Countryman e Clubman. La modifica riguarda il propulsore, che ha usufruito di un notevole incremento di potenza, passando da 231 a ben 306 cavalli. Di fatto si tratta del trapianto del propulsore della BMW M135i, riprogettato secondo la Casa con nuovi damper e un più efficace sistema di raffreddamento e adattato alla scocca MINI, cosa che rende le vetture decisamente più sportive e in grado di competere con le più brillanti del segmento, leggi Cupra Ateca e Mercedes-AMG A35, oltre a farne le JCW le più potenti di sempre. Le prestazioni sono perciò edge, con una V max autolimitata a 250 km/h e uno 0-100 di 4,9 s per la Clubman e di 5,1 per la Countryman, grazie alla robusta coppia massima di 450 Nm erogata dal 2 litri turbo e gestita dal cambio automatico ZF a otto marce automatico, qui adattato al maggior vigore del'unità motrice. Entrambe le vetture sono state aggiornate nelle tarature della scocca, irrigidita, abbassata di 10 mm e con nuovi ammortizzatori, e nella dotazione di un differenziale autobloccante meccanico che agisce sinergicamente con  la trazione integrale ALL-4 di serie. Esternamente invece solo piccole modifiche aerodinamiche allo spoiler sul tetto e alle cover dei retrovisori. Quel che conta è tutto sotto il cofano.

Un'altra elettrica prende fuoco. E' un'epidemia?







Una vettura "riposa" tranquilla nel garage di casa, il proprietario si rilassa sorseggiando una bibita in soggiorno. Poi all'improvviso dal box esce una densa nube nera, parte del garage prende fuoco e subito dopo l'auto esplode richiamando l'attenzione dei vicini, dei Vigili del Fuoco e della polizia. Insomma un disastro che per fortuna non ha causato feriti ma solo un bel po' di danni.



E' successo lo scorso weekend a Montreal in Canada e l'auto in questione era una Hyundai Kona elettrica. Al momento le autorità e la stessa Hyundai stanno indagando per capire cosa possa essere successo ed è perciò impossibile azzardare qualsiasi ipotesi, certo è che negli ultimi mesi incidenti di questo tipo sono in aumento. E guardacaso le vetture coinvolte, a prescindere dal marchio, sono tutte full electric e se molti assicurano che le probabilità che un'auto elettrica prenda fuoco, sono più o meno le stesse di un modello a benzina, è innegabile che il litio (presente in grande quantità nelle batterie) sia un minerale decisamente sensibile e con un pessimo carattere. Al punto che domare un incendio in presenza di litio può essere estremamente problematico. Dunque? Non resta che attendere il responso delle indagini, così come il report della Hyundai che lavorerà nella più totale trasparenza perché, si legge in una nota diffusa dalla Casa coreana, la sicurezza dei suoi clienti è una priorità fondamentale. D'altra parte non si può non esprimere qualche perplessità su questa piccola "epidemia" che sembra contagiare le vetture full electric.

30 luglio 2019

Le gamma Fiat 500 si converte all'ibrido






Secondo alcune indiscrezioni provenienti in queste ore dall'America, il gruppo FCA introdurrà tra non molto il suo nuovo sistema ibrido eTorque da 48 Volt sul quattro cilindri benzina sovralimentato di 1,3 litri. In particolare, il processo di "ibridizzazione" coinvolgerà la nuova offerta delle Fiat 500, 500L e 500X che subiranno perciò un radicale rinnovamento nella gamma dei quattro cilindri. Dal punto di vista delle prestazioni tutto è ancora top secret ma il nuovo motore dovrebbe erogare una potenza massima di 177 CV, valore considerevole considerando sia la cilindrata sia le ovvie restrizioni in materia di emissioni. Il piano di FCA prevede di introdurre entro il 2022 30 modelli "green"tra plug-in, elettrici e mild hybrid.

Porsche; in arrivo il ciclone Taycan





In casa Porsche è iniziato il conto alla rovescia per uno degli eventi più importanti nella storia del marchio di Stoccarda: il debutto della Taycan (nell'immagine uno dei prototipi fotografato a Goodwood con Mark Webber) la prima full electric firmata da Porsche che il pubblico potrà ammirare in anteprima al Salone di Francoforte del prossimo settembre. Un modello atteso con trepidazione dai fan del marchio e che ha già raccolto depositi cauzionali per 30.000 ordini: forti di queste premesse gli uomini del board di Porsche avrebbero già pianificato un possibile aumento della produzione dalle 20.000 iniziali fino a 40.000 unità all'anno in caso di forte richiesta. Numeri eccellenti che, se confermati, supererebbero l'icona di Stoccarda, la 911, che nello scorso anno è stata prodotta in 35.600 esemplari. Sempre secondo le prime note ufficiose la Taycan avrà un listino che si posizionerà tra la Cayenne e la Panamera, vale a dire tra 75 e 100 mila euro circa. Se queste premesse verranno confermate dai fatti, per Tesla sembrano prospettarsi tempi duri.....




29 luglio 2019

Audi A1 Citycarver, crossover metropolitana


















Ecco le prime immagini dell'ultima Audi, marchio che ormai sforna novità a getto continuo. Si tratta della A1 Citycarver e si propone come una versione in chiave allroad della piccola di Ingolstadt. Deriva dalla A1 Sportback ha un'altezza da terra maggiore di circa 5 centimetri, pneumatici più grandi e telaio irrobustito con sospensioni specifiche. Lo definiscono un crossover urbano (la fantasia del marketing non ha limiti) e offre un bodykit protettivo con protezioni anteriori e posteriori, piastra paramotore e una diversa griglia a nido d'ape in color nero opaco. I motori previsti sono due benzina, il tre cilindri 1.0 TFC da 95 CV e il 1.5 TFSI da 148 CV.


Gli interni a parte le differenti combinazioni cromatiche sono in pratica quelli delle altre A1, mentre gli allestimenti previsti al lancio sono tre: base, Advanced e S al top di gamma, allestimento quest'ultimo che offre tra l'altro interni in pelle e cerchi in lega differenti. Prime consegne a partire dall'autunno con prezzi da circa 33 mila euro.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...