Aggiornamento MINI per le JCW sui modelli Countryman e Clubman. La modifica riguarda il propulsore, che ha usufruito di un notevole incremento di potenza, passando da 231 a ben 306 cavalli. Di fatto si tratta del trapianto del propulsore della BMW M135i, riprogettato secondo la Casa con nuovi damper e un più efficace sistema di raffreddamento e adattato alla scocca MINI, cosa che rende le vetture decisamente più sportive e in grado di competere con le più brillanti del segmento, leggi Cupra Ateca e Mercedes-AMG A35, oltre a farne le JCW le più potenti di sempre. Le prestazioni sono perciò edge, con una V max autolimitata a 250 km/h e uno 0-100 di 4,9 s per la Clubman e di 5,1 per la Countryman, grazie alla robusta coppia massima di 450 Nm erogata dal 2 litri turbo e gestita dal cambio automatico ZF a otto marce automatico, qui adattato al maggior vigore del'unità motrice. Entrambe le vetture sono state aggiornate nelle tarature della scocca, irrigidita, abbassata di 10 mm e con nuovi ammortizzatori, e nella dotazione di un differenziale autobloccante meccanico che agisce sinergicamente con la trazione integrale ALL-4 di serie. Esternamente invece solo piccole modifiche aerodinamiche allo spoiler sul tetto e alle cover dei retrovisori. Quel che conta è tutto sotto il cofano.
31 luglio 2019
PIù birra per le JCW
Aggiornamento MINI per le JCW sui modelli Countryman e Clubman. La modifica riguarda il propulsore, che ha usufruito di un notevole incremento di potenza, passando da 231 a ben 306 cavalli. Di fatto si tratta del trapianto del propulsore della BMW M135i, riprogettato secondo la Casa con nuovi damper e un più efficace sistema di raffreddamento e adattato alla scocca MINI, cosa che rende le vetture decisamente più sportive e in grado di competere con le più brillanti del segmento, leggi Cupra Ateca e Mercedes-AMG A35, oltre a farne le JCW le più potenti di sempre. Le prestazioni sono perciò edge, con una V max autolimitata a 250 km/h e uno 0-100 di 4,9 s per la Clubman e di 5,1 per la Countryman, grazie alla robusta coppia massima di 450 Nm erogata dal 2 litri turbo e gestita dal cambio automatico ZF a otto marce automatico, qui adattato al maggior vigore del'unità motrice. Entrambe le vetture sono state aggiornate nelle tarature della scocca, irrigidita, abbassata di 10 mm e con nuovi ammortizzatori, e nella dotazione di un differenziale autobloccante meccanico che agisce sinergicamente con la trazione integrale ALL-4 di serie. Esternamente invece solo piccole modifiche aerodinamiche allo spoiler sul tetto e alle cover dei retrovisori. Quel che conta è tutto sotto il cofano.
Un'altra elettrica prende fuoco. E' un'epidemia?
Una vettura "riposa" tranquilla nel garage di casa, il proprietario si rilassa sorseggiando una bibita in soggiorno. Poi all'improvviso dal box esce una densa nube nera, parte del garage prende fuoco e subito dopo l'auto esplode richiamando l'attenzione dei vicini, dei Vigili del Fuoco e della polizia. Insomma un disastro che per fortuna non ha causato feriti ma solo un bel po' di danni.
E' successo lo scorso weekend a Montreal in Canada e l'auto in questione era una Hyundai Kona elettrica. Al momento le autorità e la stessa Hyundai stanno indagando per capire cosa possa essere successo ed è perciò impossibile azzardare qualsiasi ipotesi, certo è che negli ultimi mesi incidenti di questo tipo sono in aumento. E guardacaso le vetture coinvolte, a prescindere dal marchio, sono tutte full electric e se molti assicurano che le probabilità che un'auto elettrica prenda fuoco, sono più o meno le stesse di un modello a benzina, è innegabile che il litio (presente in grande quantità nelle batterie) sia un minerale decisamente sensibile e con un pessimo carattere. Al punto che domare un incendio in presenza di litio può essere estremamente problematico. Dunque? Non resta che attendere il responso delle indagini, così come il report della Hyundai che lavorerà nella più totale trasparenza perché, si legge in una nota diffusa dalla Casa coreana, la sicurezza dei suoi clienti è una priorità fondamentale. D'altra parte non si può non esprimere qualche perplessità su questa piccola "epidemia" che sembra contagiare le vetture full electric.
30 luglio 2019
Le gamma Fiat 500 si converte all'ibrido
Secondo alcune indiscrezioni provenienti in queste ore dall'America, il gruppo FCA introdurrà tra non molto il suo nuovo sistema ibrido eTorque da 48 Volt sul quattro cilindri benzina sovralimentato di 1,3 litri. In particolare, il processo di "ibridizzazione" coinvolgerà la nuova offerta delle Fiat 500, 500L e 500X che subiranno perciò un radicale rinnovamento nella gamma dei quattro cilindri. Dal punto di vista delle prestazioni tutto è ancora top secret ma il nuovo motore dovrebbe erogare una potenza massima di 177 CV, valore considerevole considerando sia la cilindrata sia le ovvie restrizioni in materia di emissioni. Il piano di FCA prevede di introdurre entro il 2022 30 modelli "green"tra plug-in, elettrici e mild hybrid.
Porsche; in arrivo il ciclone Taycan
In casa Porsche è iniziato il conto alla rovescia per uno degli eventi più importanti nella storia del marchio di Stoccarda: il debutto della Taycan (nell'immagine uno dei prototipi fotografato a Goodwood con Mark Webber) la prima full electric firmata da Porsche che il pubblico potrà ammirare in anteprima al Salone di Francoforte del prossimo settembre. Un modello atteso con trepidazione dai fan del marchio e che ha già raccolto depositi cauzionali per 30.000 ordini: forti di queste premesse gli uomini del board di Porsche avrebbero già pianificato un possibile aumento della produzione dalle 20.000 iniziali fino a 40.000 unità all'anno in caso di forte richiesta. Numeri eccellenti che, se confermati, supererebbero l'icona di Stoccarda, la 911, che nello scorso anno è stata prodotta in 35.600 esemplari. Sempre secondo le prime note ufficiose la Taycan avrà un listino che si posizionerà tra la Cayenne e la Panamera, vale a dire tra 75 e 100 mila euro circa. Se queste premesse verranno confermate dai fatti, per Tesla sembrano prospettarsi tempi duri.....
29 luglio 2019
Audi A1 Citycarver, crossover metropolitana
Ecco le prime immagini dell'ultima Audi, marchio che ormai sforna novità a getto continuo. Si tratta della A1 Citycarver e si propone come una versione in chiave allroad della piccola di Ingolstadt. Deriva dalla A1 Sportback ha un'altezza da terra maggiore di circa 5 centimetri, pneumatici più grandi e telaio irrobustito con sospensioni specifiche. Lo definiscono un crossover urbano (la fantasia del marketing non ha limiti) e offre un bodykit protettivo con protezioni anteriori e posteriori, piastra paramotore e una diversa griglia a nido d'ape in color nero opaco. I motori previsti sono due benzina, il tre cilindri 1.0 TFC da 95 CV e il 1.5 TFSI da 148 CV.
Gli interni a parte le differenti combinazioni cromatiche sono in pratica quelli delle altre A1, mentre gli allestimenti previsti al lancio sono tre: base, Advanced e S al top di gamma, allestimento quest'ultimo che offre tra l'altro interni in pelle e cerchi in lega differenti. Prime consegne a partire dall'autunno con prezzi da circa 33 mila euro.
Lotus, inizia il conto alla rovescia per la nuova Evora GT
Il nuovo corso cinese di Lotus prosegue a ritmo serrato. Così dopo l'annuncio della prossima hypercar Evija, la Casa inglese presenta le prime immagini della Evora di ultima generazione in arrivo entro la fine dell'anno. Fedele al celebre concetto del fondatore Colin Chapman "togliere peso per aggiungere cavalli", il V6 3,5 litri sovralimentato della Evora GT eroga 416 CV, sei in più di prima, abbinato a una trasmissione manuale (o automatica optional) che permette un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi. Quanto al peso, la nuova Evora è dimagrita di 32 kg cui si può aggiungere il pack opzionale in carbonio (per cofano, tetto e portellone) che consente una riduzione ulteriore di 22 kg. Per gli incontentabili è previsto anche uno scarico opzionale in titanio che "lima" altri 10 kg, portando così il peso complessivo a soli 1.400 kg.
I cerchi in lega hanno un diametro di 19 pollici davanti e 20 dietro, l'impianto frenante ha quattro dischi autoventilanti AP Racing, mentre l'aerodinamica è stata ulteriormente ottimizzata aumentando il carico per una miglior stabilità in velocità grazie al nuovo spoiler anteriore e al differente diffusore posteriore. All'interno si notano rivestimenti in Alcantara e pelle e fibra di carbonio a vista. Al centro della plancia si trova lo schermo da 7 pollici del sistema di infotainment. Il pilota potrà scegliere tra quattro modalità di guida: Normale, Sport, Gara e Off che disattiva gli ausili elettronici.
Il prezzo di partenza della nuova Evora GT sarà di circa 87 mila euro. La Casa inglese sta già ricevendo le prime ordinazioni.
26 luglio 2019
Dopo Nissan anche Renault inizia a perdere colpi
L'impressione è quella di trovarsi di fronte a una sorta di effetto domino. Una farfalla sbatte le ali in Giappone e in Francia dopo qualche ora si scatena il temporale. Così dopo che Nissan ha annunciato tagli pesanti, lacrime e sangue per i prossimi due anni, la Renault ha immediatamente abbassato le previsioni sulle entrate 2019 dopo l'indebolimento della domanda in Europa e dopo il crollo degli utili di Nissan. L'utile netto è calato della metà tra gennaio e giugno (970 milioni di euro), mentre l'utile operativo è sceso del 14%. Una frenata brusca per la Casa transalpina che intende reagire puntando sui nuovi modelli in arrivo nei prossimi mesi e sullo spirito combattivo, testuali parole di Thierry Bolloré Ceo di Renault, che da sempre distingue Renault nel mondo.
A questo punto non si può non ricordare quanto accadde non molto tempo fa quando John Elkann disse che non c'erano più le condizioni per proseguire le trattative tra FCA e il gruppo Renault. Certo, la politica francese ha senza dubbio contribuito ad accelerare lo strappo ponendo condizioni inaccettabili, ma a me piace pensare che John Elkann in quei giorni si sia ricordato degli insegnamenti e dell'istinto di un predatore finanziario formidabile e suo grande maestro: Sergio Marchionne.
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