26 luglio 2019

Dopo Nissan anche Renault inizia a perdere colpi






L'impressione è quella di trovarsi di fronte a una sorta di effetto domino. Una farfalla sbatte le ali in Giappone e in Francia dopo qualche ora si scatena il temporale. Così dopo che Nissan ha annunciato tagli pesanti, lacrime e sangue per i prossimi due anni, la Renault ha immediatamente abbassato le previsioni sulle entrate 2019 dopo l'indebolimento della domanda in Europa e dopo il crollo degli utili di Nissan. L'utile netto è calato della metà tra gennaio e giugno (970 milioni di euro), mentre l'utile operativo è sceso del 14%. Una frenata brusca per la Casa transalpina che intende reagire puntando sui nuovi modelli in arrivo nei prossimi mesi e sullo spirito combattivo, testuali parole di Thierry Bolloré Ceo di Renault, che da sempre distingue Renault nel mondo.





A questo punto non si può non ricordare quanto accadde non molto tempo fa quando John Elkann disse che non c'erano più le condizioni per proseguire le trattative tra FCA e il gruppo Renault. Certo, la politica francese ha senza dubbio contribuito ad accelerare lo strappo ponendo condizioni inaccettabili, ma a me piace pensare che John Elkann in quei giorni si sia ricordato degli insegnamenti e dell'istinto di un predatore finanziario formidabile e suo grande maestro: Sergio Marchionne.

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