10 luglio 2019
La Mini vola in Cina
Mentre la Mini elettrica nella sua veste definitiva sta iniziando a muovere i primi passi sul web e sulla stampa specializzata, una nuova notizia giunge dall'Inghilterra dove i vertici dell'azienda avrebbero confermato in queste ore che uno dei primi frutti del recente accordo tra Mini e Great Wall sarà un'altra Mini elettrica. Verrà realizzata in Cina dalla Spotlight Automotive (la società nata per l'appunto grazie a Mini e Great Wall) e si svilupperà sulla base della Rocketman, una concept ultra compatta della Mini presentata parecchio tempo fa, nel 2011. Il debutto è previsto nel 2022 e sarà venduta con un'unica motorizzazione elettrica. Il progetto guidato da un team sotto la guida dell'ex direttore del design di Mini, Anders Warming, starebbe mettendo a punto l'industrializzazione della Rocketman che nella configurazione originale ha una lunghezza di soli 3 metri e 41 centimetri, dimensioni da city car autentica, che le permetterebbero di entrare a pieno titolo nel terreno di caccia delle super compatte metropolitane.
E' probabile che questa accelerazione improvvisa sul progetto Rocketman sia motivata dalle più recenti evoluzioni del mercato globale, ad iniziare dalla decisione di Mercedes-Benz di cedere la smart ai cinesi della Geely, che vorrebbero sviluppare un'intera nuova generazione di modelli per la città. Senza trascurare il fatto, aggiungo, che l'ombra della Brexit rischia di creare molti grattacapi ai piani delle industrie britanniche. Ragion per cui aprire una porta con la Cina male non fa. Anzi.
09 luglio 2019
2020, per la VW Golf GTI inizia il conto alla rovescia
Ormai non manca molto. Per l'ottava generazione della Golf è iniziato il conto alla rovescia e a dispetto di alcune indiscrezioni che ipotizzano problemi nella messa a punto dell'elettronica di bordo, in Volkswagen sono abbastanza sicuri che il nuovo modello vedrà la luce entro la fine di quest'anno. Così come non sembrano esserci dubbi sul fatto che nel corso dell'estate del 2020 verranno tolti i veli all'erede della GTI, versione che autothrill vi propone in esclusiva in questo render realizzato sulla base di informazioni attendibili. Innanzitutto l'aspetto: nonostante sia completamente rinnovata nei lamierati, negli ingombri e nelle dimensioni, il look è inconfondibilmente Golf grazie a un design equilibrato e decisamente ancorato alla tradizione.
Il motore, almeno nel pacchetto standard iniziale, è il quattro cilindri sovralimentato offerto in due livelli di potenza, 255 e 290 CV, accoppiato al cambio a doppia frizione DSG a sette rapporti. Ma è negli interni, come del resto sulle versioni "base", che si vedranno i maggiori cambiamenti grazie all'introduzione di una nuova strumentazione digitale configurabile con grandi display al posto della classica strumentazione sulla plancia. Anche la GTI disporrà di un potente computer centrale in grado, tra l'altro, di elaborare in tempo reale i dati delle telecamere e dei radar a vantaggio della sicurezza. Una rivoluzione soprattutto digitale quindi che permetterà alla Golf di compiere un ulteriore passo in avanti nella guida autonoma salendo al livello 3 che si traduce in un maggior controllo della strada e delle situazioni potenzialmente pericolose. Sempre secondo le indiscrezioni, le motorizzazioni contempleranno almeno all'inizio versioni benzina, diesel e ibride, ma non la e-Golf per non creare dannose sovrapposizioni con la ID.3, la full electric di casa VW di prossima commercializzazione.
VW finanzia i costruttori di batterie
Certo che le rivoluzioni qualche problemino collaterale lo creano sempre. Prendete ad esempio l'arrivo della mobilità elettrica: se ne parla da mesi (forse anni), si snocciolano date, previsioni di vendita, percentuali di mercato e via discorrendo. Come se tutti i tasselli del puzzle fossero già al loro posto. In realtà forse non è proprio così, visto che tutte le grandi Case, al di là delle dichiarazioni ufficiali, sembrano navigare a vista correggendo la rotta con sempre maggior frequenza. Prendete ad esempio il gruppo europeo più coinvolto nel processo di elettrificazione, la VW. E' di questi giorni la notizia che il colosso tedesco presto darà vita a una serie di joint venture, finanziando la produzione di batterie che al momento sembrano scarseggiare. Il tutto per un valore complessivo di 50 miliardi di euro necessari a "oliare" i meccanismi di partner fondamentali quali Samsung, Northvolt, LG Chem o CATL. Perché a quanto pare non proprio tutti i fornitori sono convinti che l'elettrico dilagherà sul mercato nei prossimi tre o quattro anni. E ridurre la produzione delle batterie dei cellulari, ad esempio, a vantaggio dell'auto forse non è la soluzione ideale per i bilanci di quelle aziende. Insomma VW sente puzza di bruciato e nel dubbio mette le mani avanti o, se preferite, nel portafogli. Anche perché dicono sempre in VW, entro il 2025 avranno bisogno di una capacità produttiva pari a 150 gigawattora, valore che raddoppierà entro il 2030: in caso contrario tutte le stime di crescita caleranno e i 33 modelli elettrici promessi entro il 2023 dal gruppo potrebbero andare incontro a pesanti ritardi nella commercializzazione. A questo punto, per chi ha qualche primavera sulle spalle, tornano alla mente le parole del grande Henry Ford: "C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti". Anche lui si occupava di automobili. Tantissimi anni fa...
08 luglio 2019
Audi RS1 Sportback, 310 cavalli in una compatta di 4 metri
In rete se ne parla da tempo con anticipazioni più o meno attendibili sulla sua evoluzione e messa a punto. Ebbene dalle ultime informazioni in possesso ad autothrill, dovrebbe entrare in produzione all'inizio del 2020. Si tratta dell'Audi RS1 Sportback, una compatta iper vitaminizzata realizzata ovviamente sulla base della A1. Il motore sarà il quattro cilindri 2 litri turbo benzina che equipaggia la S3 da 310 CV e 400 Nm di coppia. Una potenza che già sulla S3 si dimostra esuberante e che sulla RS1 non potrà che amplificare in modo esponenziale sportività, dinamismo e piacere di guida.
Ovviamente a fronte di tanti cavalli, la RS1 avrà la trazione integrale quattro di ultima generazione e quasi certamente sospensioni a gestione elettronica, assetto ribassato e ammortizzatori magnetoreologici.
Prestazioni: la sorella maggiore S3 con dimensioni e peso superiori, passa da 0 a 100 km/h in circa 5 secondi; barriera che la RS1 sarà senza dubbio in grado di abbattere facilmente. Questo al momento è tutto e non resta che attendere il battesimo ufficiale: di listini per ora non se ne parla. Certo è che se la S3 ha un prezzo di partenza superiore ai 42 mila euro, è ragionevole supporre che la RS1 si attesterà ben al di sotto della soglia dei 40 mila euro. Davvero niente male soprattutto considerando l'ottimo rapporto prezzo/prestazioni.
BMW e Mercedes, insieme per la guida autonoma
Due colossi dell'auto come Bmw e Mercedes - Benz stanno lavorando insieme per ridefinire i concetti di mobilità futura, con particolare attenzione al tema della guida autonoma. E proprio in questi giorni sono state diffuse le prime dichiarazioni sulla possibile tempistica commerciale dei primi modelli equipaggiati con tale tecnologia. L'accordo, si sa, risale allo scorso febbraio e sembra già dare i primi frutti, perché nel 2024 entrambi i marchi puntano a vendere modelli autonomi di livello 4. Il che significa che un'auto potrà filare in alcune condizioni senza l'intervento del conducente e potrà arrestarsi in sicurezza qualora il guidatore non fosse in grado di riprenderne il controllo. Secondo BMW e Mercedes queste condizioni sono al momento possibili solo sulle autostrade e nelle situazioni di parcheggio. In un secondo momento è però previsto un sistema in grado di gestire anche le aree urbane.
Ovviamente il vero obbiettivo dell'accordo è il raggiungimento del livello 5, l'ultimo della scala, che presuppone la totale indipendenza dell'auto rispetto al pilota. In tal caso il guidatore si trasformerà in un semplice passeggero che potrà farsi trasportare dal punto A al punto B in totale relax. Ma questo livello, dicono, sarà operativo non prima di una decina d'anni. Meno male, mi verrebbe da aggiungere. Anche perché mi domando: se un'auto potrà fare tutto, ma proprio tutto, da sola perché mai dovrei acquistarla? Meglio un abbonamento a un servizio autobus. A guida rigorosamente autonoma, ci mancherebbe...
05 luglio 2019
A45 e CLA45 AMG: 421 Cv scatenati
Ecco le prime immagini delle compatte Mercedes in versione super incattivita. Sono le varianti AMG della A45 e della CLA45, due "mostri" equipaggiati con il due litri sovralimentato declinato in due livelli di potenza: 387 e 421 CV per la variante S. Trazione integrale 4MATIC a gestione elettronica e ripartizione variabile e cambio a doppia frizione a otto marce.
All'esterno si distingue la griglia anteriore specifica AMG con fari dal differente profilo, passaruota più pronunciati con cerchi da 18 pollici sulla "normale e da 19 sulla S, mentre nelle viste posteriori si notano i doppi terminali di scarico, diversi gruppi ottici e il generoso spoiler sul tetto. Nell'abitacolo interni sportivi con rivestimenti neri con cuciture rosse che diventano gialle sulle S. La strumentazione digitale offre tre tipologie di visualizzazione, Classic, Sport e Supersport richiamabili dal guidatore attraverso il ricco menu AMG.
Con 421 Cv, il due litri turbo Mercedes è oggi il motore più potente al mondo nella sua categoria, un'esuberanza incontenibile che si manifesta anche con una coppa mostruosa (500 Nm) che garantisce allunghi al fulmicotone e sorpassi imperiosi con qualsiasi rapporto. Quanto alle accelerazioni Mercedes promette per la A45 S uno scatto da 0 a 100 km/h in 3.9 secondi che salgono a 4 per la CLA45 S. La velocità massima è autolimitata a 250 km/h per le versioni normali, mentre le S possono filare (optional) fino a 270 km/h. Il battesimo ufficiale avverrà nei prossimi mesi e al quel tempo si conoscerà il listino prezzi.
La De Tomaso torna a ruggire
A 60 anni di distanza dalla fondazione, un altro marchio italiano risorge dalle ceneri esponendo a Goodwood il primo modello del nuovo corso. E' De Tomaso, marchio che riprende vita grazie alla Ideal Team Adventure, un'azienda con sede a Hong Kong che negli anni scorsi ha effettuato la medesima operazione rilevando i diritti della tedesca Gumpert.La P72, della quale vi mostriamo le prime immagini ufficiali, è l'erede spirituale della celebre Pantera, anche se in realtà rende omaggio al prototipo P70 degli anni '60, nato da una collaborazione tra Alejandro De Tomaso e Carrol Shelby e che prese parte ad un'unica gara ritirandosi, purtroppo, nelle prime battute. Era il Grand Prix del Mugello del 1966. Ebbene la P72 riattualizza in chiave moderna le forme tipiche delle vetture da competizione di quegli anni, combinando suggestivi effetti retro con la più moderna tecnologia. La struttura è infatti monoscocca in fibra di carbonio e gli interni sorprendono per la ricchezza dei contenuti e per la raffinatezza realizzativa. Al momento De Tomaso non ha fornito ulteriori dettagli, ma le note diffuse dall'azienda assicurano che il modello definitivo sarà molto simile a questo prototipo. Sempre secondo le dichiarazioni ufficiali, la P72 verrà prodotta, guardacaso, in soli 72 esemplari a un prezzo previsto di 750.000 euro. I presupposti per far rinascere un marchio ingiustamente finito nell'oblio ci sono tutti: la vettura è bella, la meccanica - sembra di capire - è molto raffinata e le prestazioni saranno allineate a quelle delle migliori supercar. Complimenti e... auguri.
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