22 maggio 2019

La prima ibrida di Ferrari





Tra pochi giorni, per la precisione il 31 maggio, Ferrari rivelerà la nuova supercar ibrida, riguardo la quale girano già indiscrezioni. Tre motori elettrici, due sulle ruote anteriori e uno integrato nella trasmissione, connessa a sua volta al V8 biturbo di 3,9 litri; il tutto per 1.000 cavalli complessivi, di cui 720 erogati dal propulsore a benzina. I due motori anteriori collocano quindi la nuova vettura nell'ambito della trazione integrale, una struttura moderna e radicalmente diversa dal precedente exploit del marchio nell'ambito 4WD, quello della GTC4Lusso, che prevede addirittura l'unicità meccanica della presa di forza sulla parte frontale dell'albero motore per portare il moto alle ruote anteriori. Grazie ai motori elettrici, qui è invece possibile una perfetta calibrazione del trasferimento di coppia, sia per stabilizzare il retrotreno con il torque vectoring, sia per ottenere il dato di accelerazione previsto, 2 secondi netti da 0 a 100 orari. Una Ferrari molto high tech, quindi, che rientra nel programma del Cavallino di produrre entro il 2022 almeno il 60% dei 15 nuovi modelli con struttura ibrida. Il prezzo si collocherebbe attorno a 600.000 €, parecchi ma nemmeno troppi per i danarosi amanti del marchio.

Giallo Supra





Sappiamo tutti che per ragioni di economia di scala (leggi piccoli numeri di produzione) Toyota ha sviluppato la sua Supra insieme alla BMW Z4. In particolare, il propulsore è proprio quello dell'Elica Azzurra, quel 6 cilindri turbo che secondo i dati ufficiali eroga 340 CV tra 5.000 e 6.500 giri con una coppia massima di 500 Nm tra 1.600 e 4.500 giri. Numeri mica male, anche se pure 1.495 kg per una coupé due posti sono mica male. Ma il (piccolo) giallo sta proprio qui, nei dati di potenza. Pare infatti che provando una A90, l'edizione più cattiva con cerchi da 19", verniciatura opaca e tiratura in soli 90 pezzi per l'Europa, siano stati rilevati valori alle ruote superiori a quelli dichiarati all'albero motore. In realtà non si tratta di una novità assoluta: negli Usa ci sono parecchi esempi di potenze dichiarate inferiori all'erogato effettivamente; in molti Paesi europei però (Italia compresa) la tassazione è legata alla potenza, quindi, dichiarare dati diversi potrebbe configurare truffe all'erario. Insomma sta di fatto che sembra che la Supra A90 sia un po' pompata. E sappiamo tutti che da un motore turbo di razza come il 6 BMW non è difficile spremere un po' di bumba in più. Potrebbe anche essere tutta una storia pubblicitaria occulta per differenziare dalla sorella tedesca la coupé jap, ma credo che alla fine una bella comparativa tra le due sarebbe interessante, no?

21 maggio 2019

La caduta degli dei





Il virus elettrico si propaga. E, come la versione bio, attacca tutto senza fare preferenze o risparmiare settori. Quindi l'arrivo nel 2020 della versione elettrica della Ford Mustang, già anticipato dal teaser dell'anno scorso, non deve stupire; forse però irritare sì. La Mustang è decisamente un'icona non solo del mondo delle muscle car americane, ma dell'intero segmento delle sportive e, piaccia a o meno per stile e caratteristiche, un masterpiece che ha fatto la storia dell'automotive. La trasformazione a batterie non implica però il solo cambio di gruppo motore, ma una completa rivisitazione del progetto, che, tanto per iniziare, diventa crossover. Un po' come quelle elaborazioni fatte all'Est che dopo la cura sono meno prestazionali dell'originale, insomma. L'obiettivo è mettersi in competizione con la Tesla Model X, una delle Suv più brutte e bolse del mercato ma prodotto che in Usa tira, (mah!) e il nome sarebbe Mach E. La piattaforma è stata sviluppata appositamente (come per tutte le vetture di questo tipo, le batterie stanno nel pianale) e può alloggiare anche una versione ibrida e/o plug-in da offrire insieme alla pure electric, tutte a trazione posteriore o integrali. Nessun dato tecnico per ora, tranne quello dell'autonomia, che raggiungerebbe nel ciclo WLTP i 600 km con una carica, un filo più delle rivale Model X, 565 km e Jaguar i-Pace 470 km. Pare però che i tecnici Ford puntino molto sull'accelerazione della vettura che sarebbe una vera schiodatombini, con buona pace del peso attorno alle 2 tonnellate e mezza. Mi corre l'obbligo di far notare che la tradizione legata a tanto nome imporrebbe qualcosa di diverso che folli accelerazioni con un carro armato piuttosto impegnativo in curva, ma le cose cambiano (a volte in peggio) e d'altronde Ford cerca da tempo la sua strada.

20 maggio 2019

Alti regimi per le prossime i8 elettriche





Il mondo dell'automobile è a un punto critico: l'avanzata della trazione elettrica incombe e spinge verso scelte che devono però fare i conti con le consolidate tecnologie tradizionali sulle quali la maggior parte dei costruttori è basata. Ne conseguono quindi gli atteggiamenti oscillanti di alcuni sull'evoluzione dei propri prodotti. E' il caso di BMW per la i8 che sino a poco tempo fa vedeva una prossima versione ancora ibrida ma più potente, magari con un'unità termica a maggior numero di cilindri. Le cose pare siano cambiate ora, dato che rumors consistenti danno la prossima edizione dell'auto come elettrica pura. Le motivazioni alla base della scelta starebbero nella concorrenza di Tesla, Audi e Porsche con i loro progetti elettrici ad alte prestazioni, ma a Monaco si stanno scervellando per trovare qualcosa che anche in ambito a batterie possa incarnare il tradizionale claim dell'Elica Azzurra sul piacere di guidare. E sembra che la joint venture interna M-iNext lo abbia individuato nello sviluppo di un motore elettrico che raggiunge velocità di rotazione assai più elevate degli attuali, che per la cronaca sono in gran parte derivati da applicazioni industriali tipo ascensori o argani. Nessun dato tecnico sinora, ma l'unità è attualmente montata su alcuni muletti ed è in corso di sviluppo, mentre la Casa frena sulle batterie a stato solido, non ancora giunte al livello industriale.

Non conoscendo i dettagli non posso dare giudizi sulla scelta, ma sinceramente non capisco come aumentare il regime del motore possa cambiare il comportamento di un'auto elettrica. I motori da autotrazione erogano da subito la coppia massima, che però cala raggiunto un certo regime (7-8.000 giri). Forse BMW abbandona i motori sincroni per altri con differente caratteristica di funzionamento? Ne riparleremo con maggiori informazioni.

17 maggio 2019

Anche mild hybrid la Range











Il gruppo Jaguar Land Rover accelera sui motori di nuova impostazione. Così sulla Range Rover Sport HST un nuovo 6 cilindri in linea turbo a benzina della famiglia Ingenium, concepito con tecnologia mild hybrid e impianto elettrico a 48V, sostituisce il precedente V6. Il propulsore ha una cilindrata di 3 litri ed eroga  400 cavalli con coppia massima di 550 Nm, consentendo all Range di fare lo 0-100 in 5,9 secondi e di raggiungere la velocità massima di 225 km/h. Il motore è stato studiato per ridurre al minimo il ritardo di risposta: a questo scopo, oltre al turbo twin scroll a doppia ammissione, è presente un compressore elettrico che aumenta rapidamente la pressione lasciando al turbo il tempo di andare a regime. Il sistema a 48V inoltre, integrato da una apposita batteria nel pianale, alimenta lo starter/generatore che può quindi tanto dare impulso nelle accelerazioni quanto recuperare energia nei rallentamenti, oltre ad attuare lo start&stop nelle fermate. Grazie a queste soluzioni il consumo medio va da 9,2 a 9,5 l/100 km, con emissioni di CO2 tra 209 e 217 g/km. La nuova unità sarà prodotta nell'impianto inglese di Wolverhampton, ove sono già costruiti i 4 cilindri della serie Ingenium.

35 anni di M5













Visto che oggi andiamo di anniversari, ecco quello targato BMW. Qui siamo in ambito nettamente più motoristico, visto che si celebrano i 35 anni della M5 con un 'edizione speciale che sarà prodotta in soli 350 pezzi. Basata sulla versione Competition, è dotata del V8 biturbo di 4,4 litri che eroga 625 cavalli a 6.000 giri con coppia massima di 750 Nm da 1.800 a 5.800 giri, che consentono uno 0-100 in 3,3 secondi, uno 0-200 in 10,8 e una V max di 305 km/h. L'auto ha una colorazione grigio metallizzato opaco, cerchi da 20 pollici e pinze freni nere; gli interni sono in pelle nera con inserti dorati su plancia e consolle, che reca la scritta M5 Edition 35 Jahre, mentre la dotazione di optional è completa. In questi 35 anni molte cose sono cambiate a partire dall'architettura motore, inizialmente il 6 cilindri in linea della M1 potenziato a 286 CV, cresciuto nel 1992 a 340 CV e sostituito nel 1998 dal primo V8 di 5 litri da 400 cavalli. Segue il V10 da 507 CV, ultimo dei motori ad alto regime della Motorsport, prima di entrare nell'era turbo con il ritorno ai V8 del 2011. Con la nuova M5 non c'è più il gusto degli 8.000, ma le bordate di coppia su tutto l'arco di regimi compensano ampiamente dal lato prestazionale.



Bentley a 100 carati












Un anniversario prima o oi capita a tutti. Anche alla Bentley, che compie 100 anni questo mese e che, come si conviene in questi casi, annuncia un'edizione speciale della Flying Spur che promette un nuovo livello di cura artigianale e lusso. Tutto nel solco, prevedibile. Meno prevedibile invece l'altra iniziativa, quella di editare un libro illustrato sulla storia del brand che, visto l'heritage, non è una pubblicazione come la intendiamo di solito. E' disponibile infatti in diverse versioni, la meno esclusiva delle quali costa appena 3.000 sterline (circa 3.430 euro). Il tutto per un tomo di 800 pagine con foto storiche e non del marchio cui si possono aggiungere scatti personali e un rivestimento nella stessa pelle della propria Bentley. Se volete di più c'è la Mulliner Edition, che al contenuto base aggiunge foto scattate da un prestigioso professionista e il vostro nome in caratteri d'oro sulla copertina, 12.500 £ (circa 14.300 €). Nel caso non basti si aggiunge un pezzo del battistrada anteriore sinistro (mica quello destra, che banalità!) della Speed 8 che vinse a Le Mans nel 2008, pagando una piccola fee, ovviamente. Ma se appartenete alla schiatta dell'amore per il superfluo e il denaro per voi è solo una cifra che i vostri sottoposti amministrano, c'è la 100 Carat Edition, che aggiunge 100 carati di diamanti alla copertina e costa 200.000 £, 228.630 €. Il peso complessivo dell'opera è di 30 kg, abbastanza da affaticare anche il body guard che deve portarlo in giro per imporlo ai beduini del vostro deserto personale. E parlo di tale ambito perché non riesco a immaginare altro strato sociale che possa gettare denaro in maniera così inutile. Comunque di edizioni 100 carati ne faranno solo 7, mentre le Mulliner saranno 100 e 500 quelle standard. Certo però che, in puro ambito speculativo il libro, di qualunque fattura esso sia, sopravviverà certamente alle vetture cui è associato e potrebbe promettere una cospicua remunerazione in futuro.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...