13 maggio 2019

19_19, il viaggio new age di Citroën


































E' comune ritenere le auto elettriche, quantomeno in questa fase di introduzione sul mercato, più adatte al traffico cittadino. Causa di ciò la maggior disponibilità locale (teorica, quantomeno in Italia) di punti di ricarica e il dover fare i conti con un'autonomia spesso assai minore del dichiarato. Ora però Citroën affronta proprio l'argomento dei viaggi con la 19_19 Concept un prototipo che sarà presentato giovedì al VivaTech di Parigi. L'auto è studiata per offrire il massimo comfort grazie a un'abitacolo che ricorda il salotto di casa, mentre le innovative sospensioni dotate di Smorzatori Idraulici Progressivi® e un sistema di guida attivo intelligente si occupano della parte attiva della guida, quest'ultima gestita da un'intelligenza artificiale che interagisce con i passeggeri mediante un sistema
predittivo e proattivo. L'autonomia può
arrivare fino a 800 km e ciò dimostrerebbe come l’elettrico sia compatibile
con i lunghi viaggi, ma ritengo valga il mio assunto di prima al riguardo. Si tratta di vedere quanto un simile approccio possa rendersi indipendente dalle carenze infrastrutturali, ma indubbiamente, se parliamo di relax, l'intrinseca minore rumorosità di un'auto elettrica non può che aiutare a mantenere quel livello di cocooning che la 19_19 promette.

Metti che PSA acquisti Jaguar Land-Rover





Di questi tempi le acquisizioni fioccano. E alle voci sul take over di FCA da parte di coreani o francesi, si aggiungono quelle sulla vendita di Jaguar-Land Rover (JLR). Il britannico Guardian, infatti, riporta l'insoddisfazione dell'owner Tata sui conti del gruppo inglese e un più o meno segreto documento di previsione sulla possibile vendita a PSA. Gli indiani ufficialmente smentiscono, mentre il gruppo francese si dichiara "Aperto a ogni possibilità", specie nell'ottica di dare valore a lungo termine al marchio d'Oltremanica. Nessuna fretta per nessuna acqusizione, comunque, ma diverse opzioni sul piatto. PSA si guarda intorno, dunque, con l'obiettivo tanto di tornare sul mercato Usa quanto rafforzare la sua presenza in area europea. Certo è che i conti di JLR non sono messi bene, visto il taglio di 4.500 posti di lavoro in corso e l'incombere della Brexit. E' probabile comunque che entro fine anno si alzi il velo sulla politica espansiva di PSA.

Dyson non parla di più di auto per tutti



Sappiamo che il passaggio all'auto elettrica implica (o meglio implicherà, questione di parecchi anni) l'ingresso di nuovi attori sul mercato. Il fatto è che, contariamente a quanto si pensi da più parti, l'auto elettrica è low tech. C'è sì ricerca sugli accumulatori, ma sostanzialmente è chimica applicata, con l'ausilio di software per la gestione, roba strutturalmente semplice anche se trovare la quadra tra tempi di ricarica, peso e capacità non è così immediato e a basso costo, elemento quest'ultimo sempre ben chiaro nella mente di ogni imprenditore. Se poi passiamo ai motori, il confronto con tutto il know how richiesto per la combustione pulita è stridente: Tesla usa motori da ascensore, che pur adattati all'uso sono disponibili da più fornitori, con tecnologia largamente diffusa. Quindi l'ingresso di Dyson, che dagli aspirapolvere entra nell'automotive sulla scorta dei suoi motori digitali (espressione intrisecamente priva di senso ma d'impatto mediatico), ci sta. Ma al di là della parte motrice, l'automobile è un oggetto complesso e costoso, che richiede grandi economie di scala per poter abbassare i prezzi di vendita. E' più facile così produrre auto di lusso o di nicchia e imbottirle di ammennicoli per far colpo, vedi le auto di Musk. In quest'ottica sir Dyson sta cercando la sua strada a partire dal quartier generale di Singapore, mentre il progetto dell'electric park è stato messo per il momento in stand by. Ha richiesto comunque un brevetto che dà qualche spunto su come intenda procedere: si tratta di una vettura di grandi dimensioni, attorno a 5 metri, parecchio alta da terra e con un interasse di ben 330 cm che suggerisce quantomeno una Suv e dovrebbe avere un motore per asse. Le ruote sono molto grandi, addirittura da 23 o 24 pollici ma con pneus dotati di battistrada stretto e il fornitore sarebbe già stato individuato. Il pianale contiene le batterie e la carrozzeria è in alluminio, meno costoso e più facile da industrializzare della fibra di carbonio; nessun dato su batterie e autonomia, anche se il team di Dyson continua la ricerca sugli elettroliti solidi. Una sorta di Range Rover, quindi, lontana da quell'idea di auto per tutti di cui parlava inizialmente il tycoon brit. E l'ingresso in grande stile dei big del settore potrebbe rendere ancora più difficile far quadrare i conti: il loro volano è lento a prendere i giri, ma poi tiene con facilità il regime.

09 maggio 2019

La new age VW parte con la ID.3













E' la prima ma reca il numero 3, primo dei 20 modelli elettrici annunciati per il 2025 da Volkswagen. La ID.3, è la continuazione della filosofia del Maggiolino prima e della Golf dopo (guardandola la somiglianza d'impostazione è davvero notevole), una vettura che ambisce a divenire il modello clou della nuova gamma e che è stata realizzata pensando ai grandi numeri. E in quest'ottica per la prima volta VW ha previsto il pre-booking: una edizione speciale ID.3 1ST, realizzata in 30.000 unità, sarà ordinabile sul web in 4 colori dopo il salone di Francoforte (durante il quale ci sarà il reveal ufficiale), versando un acconto di 1.000 € per un prezzo inferiore a 40.000 €. Il pre-ordine diventerà vincolante ad aprile 2020, data entro la quale si potrà disdire senza penali. La vettura ha un'accessoristica completa, che comprende fari a matrice intelligente, navigatore a comando vocale e uno head-up display a realtà aumentata. E'dotata della batteria da 58 kWh e ha un'autonomia WLTP di 420 km; il primo anno di ricariche è inoltre gratuito fino a 2.000 kWh. Il prezzo delle edizioni di serie partirà invece da meno di 30.000 € e l'autonomia andrà da 330 a 550 km a seconda di quale dei tre accumulatori previsti sarà installato: 45,58 oppure77 kWh. La ricarica è possibile con diversi standard, ma è di serie il fast charging tramite la rete IONITY di cui VW è partner. Il marchio insiste per questo nuovo modello e per quelli che seguiranno sull'impatto ambientale zero, che corrisponde alla compensazione di ogni produzione di CO2 durante il processo di fabbricazione, ma per i dati tecnici e per le specifiche occorrerà attendere il salone di Francoforte in autunno.

07 maggio 2019

La Volt se n'è andata in punta di piedi





Con pochissima risonanza mediatica GM ha chiuso lo scorso 15 febbraio nello stabilimento di Hamtramck, in Michigan, la produzione della Chevrolet Volt, tra le prime ibride sul mercato. La Volt era infatti dotata tanto di accumulatori al litio quanto di un motore a benzina a 4 cilindri (prima di 1.4 poi di 1.5 litri) che azionava un generatore, grazie al quale l'autonomia della vettura poteva superare il problema della penuria di punti di ricarica. Di fatto la prima plug-in, ma con una gestione del gruppo motore che non privilegiava la marcia elettrica e che quindi si è mostrata in contrasto con le linee di tendenza del mercato. Le modifiche attuate al progetto iniziale prima e la successiva Bolt di fine 2016 non hanno mutato la sostanziale stasi delle vendite, dovuta anche al prezzo elevato e alla scelta di prevedere il solo acquisto della vettura. Solo l'ultimo dei flop del gruppo GM, che negli ultimi 15 anni è riuscito a infilarsi autonomamente in una serie significativa di cul de sac. Quantomeno la Volt è servita per accumulare un solido bagaglio di esperienza nel settore elettrico, quello che Gm dovrebbe prima o poi estrinsecare in prodotti concreti.





Superb rifà il look





Un teaser Skoda rivela quale sarà l'aspetto della nuova Superb, la berlina/station al vertice di gamma della Casa ceca parte del gruppo VW il cui reveal è atteso nel corso del mese. Le modifiche non cambiano il tono imponente della vettura, che con affinamenti successivi è ora pienamente integrata nel design della capogruppo pur mantenendo i connotati caratterizzanti della mascherina con il naso che rega il logo del marchio. Gli interni sono da attendersi sullo stile della recente Scala, mentre l'infotainment comprende ora la connessione agli smartphone e quella opzionale a internet. Il modello adotta la stessa piattaforma della Passat GTE e per la prima volta prevede una versione ibrida con il motore 1.4 TSI a benzina e un motore elettrico, la cui potenza complessiva è di 218 CV.

Quasi pronta la Taycan









Attesa al debutto al prossimo salone di Francoforte, la Porsche Taycan, prima elettrica del marchio, è ormai nella sua veste definitiva, colta nel video ai collaudi finali al Ring. Il corpo vettura è un ibrido tra una 911 e una Panamera ma le dimensioni sono minori rispetto a quest'ultima. L'auto è realizzata sulla piattaforma C-BEV sviluppata da Audi per le prossime Suv elettriche, struttura più grande della MEB impiegata da VW, e sarà in vendita dal 2020 in diverse varianti di potenza, la più prestazionale delle quali avrà 600 CV con un'autonomia di 500 km, 0-100 in 3,5 s e 0-200 sotto i 12. L'apparato di di carica dovrebbe essere il più versatile, comprendendo alimentazioni dalla normale rete fino ai caricatori rapidi, con l'optional del sistema a 800 V ultrarapido che in soli 15 minuti permette di raggiungere l'80% della capacità totale degli accumulatori, la cui rete iniziale è in fase di realizzazione in Usa. Prezzo previsto attorno a 80.000 € e versione station come la Panamera Sport Turismo in canna.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...