18 aprile 2018
L'auto-casa di Renault
Il fuori salone di Milano è ormai una affermata vetrina per i costruttori, che mostrano qui anterprime e concept sulla mobilità futura. Renault ha scelto il giorno di apertura per la sua SYMBIOZ, vista Francoforte l'anno scorso e ripresentata qui dal direttore design del marchio Laurens Van den Acker e dalla creatrice di tessuti Alexandra Gaca che ha curato la realizzazione degli interni. SYMBIOZ si colloca nel 2030, è autonoma, elettrica e connessa come si immagina oggi il futuro della mobilità generale. Vista la tecnologia, che dovrebbe assicurare in previsione l'assenza di stress e pericoli nella guida, l'interno è una sorta di estensione della propria casa, con tessuti a effetto 3D e un grande divano circolare modello salotto. E in effetti l'assenza del montante centrale e l'apertura delle porte a petalo danno l'impressione di entrare in una abitazione, con materiali dall'effetto caldo e rassicurante che, pur tuttora in ambito concept, rappresentano comunque il percorso di sviluppo dell'archiettura degli interni che Renault applicherà ai futuri modelli.
12 aprile 2018
Come i funghi
Il parallelo con l'organismo vegetale è d'obbligo se parliamo di super-car elettriche, che tra un po' le trovi al super-mercato. Il fatto è che per realizzare una hyper tradizionale occorre interdersene e parecchio di motori e termodinamica, mentre se si passa all'elettrico è pieno di tecnologia outsource e quindi basta comprare e installare. Dato che poi delle auto elettriche si magnifica sempre l'accelerazione, trascurando le doti di tenuta complessive, forse anche il comparto sospensioni e assetto si gestisce facilmente. Di qui la fioritura, che soffia sul fuoco della competizione e vede new entry a ogni piè sospinto. Questa viene dalla taiwanese XINGMobility e si chiama MISS R, definita Rally Inspired Supercar per la sua (pretesa) agilità. Dispone di un pacco accumulatori al litio da 52 kWh che può essere sostituito al bisogno in 5 minuti (quindi se la comprate e avete fretta ne tenete uno carico in garage e raddoppiate l'autonomia) e garantisce un range di 250 km. Pochi per una capacità così grande? Sì, ma i 4 motori da 250 kW della MISS R per spararla da 0 a 100 in 1,8 secondi consumano un botto. Il totale fa un 1 MW, 1348 CV secondo i cinesi dell'isola, che evidentemente adottano un diverso sistema metrico perché per me la conversione dovrebbe dare 1358,69 CV; ma sono quisquilie, soprattutto rispetto ai 1.720 Nm, roba da traghetto. La V max è però di soli 270 km/h, mentre lo 0-200 si copre in 5,1 s e i 400 m in 8,87. XINGMobility costruisce anche la MISS E, un prototipo da corsa con soli 350 Kw che però va più forte, 288 km/h, ma accelera meno brillantemente 2,8 s sullo 0-100 e serve più che altro per lo sviluppo del sistema di mobilità. La società è nata nel 2015 intende proporsi come contenitore per la realizzazione di mobilità futura e si occupa di mobilità (elettrica) ad ampio ragggio. Ancora nessun dato di commercializzaione o prezzo per la MISS R
11 aprile 2018
A volte ritornano
Alla Lamborgini il ruolo di entry level (si fa per dire) tocca oggi alla Huracàn, sostituta a pieno titolo della Gallardo. Ma l'antenata (anche qui si fa per dire) aveva i suoi begli estimatori e la sua linea acchiappa ancora, tanto che sul sito di Zagato è comparsa in sordina una L-595 Roadster basata con ogni verosimiglianza proprio su una scocca Gallardo. Il modello coupé del 2014 era infatti realizzato sulla base della Superleggera con il V10 da 570 CV e 537 Nm e il taglio del tetto della nuova creazione ha aggiunto ancor più esclusività a un profilo già decisamente elegante. Tanto che la vettura potrebbe essere presente al prossimo concorso di eleganza di Villa d'Este che si terrà nel mese di maggio.
Grazie e arrivederci
Nelle grandi aziende talvolta a qualcuno tocca un ruolo scomodo. E' il caso di Matthias Müller, ex ad di Porsche promosso a boss VW dopo le dimissioni di Winterkorn a seguito del Dieselgate. Porsche era entrata ufficialmente a far parte della costellazione VAG solo qualche mese prima dello scoppio dello scandalo e Müller si è sobbarcato il difficile compito di traghettare l'azienda verso un futuro di elettrificazione e rinuncia formale al motore a gasolio, tagliando dove occorreva per ripianare i bilanci e facendo oggettivamente un ottimo lavoro. Ma le decisioni prese in emergenza si prestano fatalmente a revisioni successive e nei grossi gruppi oltre un certo limite non c'è più trippa per gatti. Così, con uno scarno comunicato il gruppo annuncia cambiamenti nel management che includono anche la posizione di vertice. Al posto di Müller, Herbert Diess, attuale boss del marchio VW. La decisione verrà ufficializzata con ogni probabilità nel consiglio di amministrazione di venerdì.
Provaci ancora AMG
A volte (anzi spesso) la tecnologia deve piegarsi al business o al mood che impera in quel momento. E' il caso dei Diesel, soggetti all'attacco più insensato della storia dei motori, ma anche nell'ambito dei motori più nobili ed esclusivi si devono fare compromessi. Nel 2012 AMG decise che i V12 erano troppo costosi, assetati e pesanti per equipaggiare le future auto del marchio. Pianificò quindi la loro sostituzione con gli (splendidi) V8 biturbo, ma i cinesi non erano d'accordo. Così dovettero allestire per quel mercato la S 65 2013 con il 12 cilindri di 6 litri. I teutoni però sono famosi per la loro testardaggine e ora ci riprovano. Le G65 e SL65 saranno quindi negli intenti di Affalterbach le ultime V12, secondo Tobias Moers, il boss. Il V8 biturbo di 4 litri ha raggiunto i 630 CV ed ha ormai la stessa potenza del dodici cilindri (non la coppia di 1.000 Nm, però), pesando assai meno e con una minore inerzia di funzionamento che lo rende più sportivo. Per le prossime serie destinate al mercato del lusso si può inoltre impiegare la versione ibrida inaugurata per la GT a 4 porte, che spara 816 CV complessivi. Quindi, bye bye V12. Vediamo se stavolta i miliardari cinesi saranno d'accordo.
10 aprile 2018
La 3 dei miracoli
La Model 3, la Tesla deus ex machina del passaggio da costruttore di nicchia a marchio di massa, continua a turbare i sonni di Elon Musk. L'ultimo problema riguarda le attese per la versione a due motori, ergo la 4WD, di molti dei sottoscrittori. In un tweet Musk ha risposto direttamente alla domanda specifica sostenendo che entro circa un mese la vettura dovrebbe essere disponibile, collocando però poco dopo l'inizio di produzione a luglio, quando i volumi dello stabilimento di Fremont abbiano raggiunto l'obiettivo funzionale di 5.000 vetture al mese. Tutto questo sembra sempre più wisful thinking. Tesla ha già mancato due volte l'obiettivo di produzione della 3, annunciato prima a fine 2017 e poi al primo trimestre 2018, ma tuttora lontano. Tra marzo e aprile Fremont ha sfornato 2.020 Model 3 contro le previste 2.500 alla settimana e sinora sono state realizzate solo le versioni più costose, mentre le versioni base, quelle da 35.000 $, non affronteranno la catena prima della fine dell'anno. Dal tweet di Musk si evince inoltre che le attese dei clienti base potrebbero allungarsi ulteriormente, vista le messa in produzione della 4WD. Il problema è però che il grosso dei clienti è stato attirato dal credito d'imposta federale di 7.500 $, che tra due anni, epoca della probabile consegna dei modelli base, sarà dimezzato. Nonostante una sorta di quella che defininirei una fede molto californiana nel brand, che ricorda un po' la storia dei cristalli di qualche tempo fa, esiste oggettivamente l'eventualità che molti dei clienti in attesa disdicano la prenotazione. E qualche personaggio di spicco lo ha già fatto, come lo scrittore Cheat Sheet Eric Schaal che ha pubblicizzato le sue motivazioni. Un fenomeno a cascata in questo senso non farebbe certo bene alla quotazione di borsa di Tesla, che in poco tempo ha già perso un quarto del valore record raggiunto nel 2017.
09 aprile 2018
My name is Luka
La Repubblica Ceca (pare si chiami ufficialmente Cechia, ora) ha una solida tradizione industriale e tecnologica. E viene proprio dalla Cechia la MW Motors, che propone la Luka, auto dallo stile rétro ma dalla meccanica decisamente moderna in quanto elettrica. La vettura ricorda un po' una Karmann Ghia nella parte anteriore in generale, una BMW nella doppia griglia, una TVR dietro; una sorta di patchwork che determina una linea a mio parere non del tutto riuscita ma certamente fuori dal coro. Impiega una scocca leggera in lega di alluminio che porta il peso complessivo, batterie comprese, a soli 815 kg; la carrozzeria è in fibra di vetro e c'è posto per due con un equipaggiamento non ancora visibile ma che MW garantisce lussuoso e dotato di interno in pelle, aircon, infotaiment, sistema di navigazione e alzacristalli elettrici (però!). I motori sono 4 da 12,5 kW nei mozzi delle ruote e portano la potenza complessiva a 50 kW, circa 68 CV; l'autonomia è di 300 km (non certificati) grazie ad accumulatori al nichel/cobalto della capacità di 21,9 kWh, che si ricaricano all'80% in 60 minuti (anche qui ci stanno lavorando, però). Velocità massima di 146 km/h, 0-100 in 9,6 secondi. Il prezzo base è attorno ai 30.000 euro tasse escluse e la Luka è già ordinabile, anche se la disponibilità dipende dall'esito dei crash test attualmente in corso. Secondo MW si può andare da Praga a Vienna senza ricariche per mangiarsi una Sacher in tutta tranquillità. Beh? Cosa aspettate?
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