01 dicembre 2017
A Bologna le custom by MILITEM
Al Motor Show di Bologna che apre domani ci saranno per la prima volta anche due modelli MILITEM, il pool monzese di personalizzazione di modelli americani creato da Cavauto. Si tratta di una Ram 1500 RX e di una Wrangler JIII, riviste e accessoriate con componentistica di rigorosa provenienza Usa e cura dei particolari artigianale all'italiana. La fiolosofia di queste personalizzazioni riguarda estetica e dotazioni, lasciando inalterate caratteristiche meccaniche e prestazionali delle vetture; piccole serie che, al di là della versione mostrata, possono essere ulteriormente personalizzate a richiesta dell'acquirente. Le due vetture presentate dispongono la prima, la Ram, del V8 Hemi di 5,7 litri da 401 CV e 555 Nm, alimentato a benzina e Gpl, la seconda, la Jeep, del V6 3,6 litri a benzina da 284 CV e 347 Nm oppure del turbodiesel 2.8 CRD da 200 CV e 460 Nm. Prezzi da 64.300 a 79.910 euro.
30 novembre 2017
Alfa e F1, ritorno dolceamaro
Lo so, lo so. Il mito Alfa è da sempre nel cuore di molti. E il ritorno alle corse appena annunciato potrebbe scatenare entusiasmi comprensibili. Ma se ci pensate bene potrebbe anche essere classificato sotto la specie delle fake news, che tanto va di moda in questi giorni. Sì, l'Alfa Romeo parteciperà al campionato 2018 di F1, ma con la vettura della svizzera Sauber, che non mi sembra abbia brillato particolarmente negli ultimi tempi. Quindi un team non certo di primo piano, nel quale il ruolo Alfa sarà di title sponsor. In pratica la F1 Sauber sarà verniciata con i colori Alfa, ma di tecnologia del Biscione (quale peraltro?) non se ne parla. In più motori saranno Ferrari, gli unici italiani disponibili, perché il budget e gli accordi non prevedono certo lo sviluppo di un propulsore nuovo. Quindi, concludendo, si tratta di un mero rebadging, di un trucco per far circolare il nome Alfa, che però nulla ha a che fare con un vero ritorno alle corse della mitica scuderia milanese, assente da 30 anni dalle piste. Fake new, dunque? Sì e no, perché se da un lato è vero il ritorno sui circuiti, dall'altro questo avviene con una vettura che di Alfa non ha nulla, nemmeno il motore. Ispirazione sinergica, forse, ma di marketing, che c'entra poco con il blasone che il marchio meriterebbe. E che potrebbe invece precipitare ancor più in basso se i risultati non saranno all'altezza delle aspettative degli appassionati di tutto il mondo. Io la vedo così, ma sarei felice di sbagliarmi.
Anche Roadster la i8
Al salone di Los Angeles BMW ha presentato il restyling della i8 che in quella sede debutta anche come scoperta o, per meglio dire, roadster. A dire il vero l'auto l'avevamo già vista 5 anni fa in veste di concept; ora però è concreta. Il tetto è in materiale tessile e si apre e chiude in 15 secondi fino alla velocità di 50 km/h; nelle code posteriori sono incorporati due cristalli azionati elettricamente indipendenti dalla posizione del tetto, mentre grazie allo stivaggio verticale della capote quando è aperta è stato ricavato un vano bagagli interno della capictà di 92 litri. Il gruppo motore impiega ancora il motore a tre cilindri di 1,5 litri da 231 CV e 320 Nm che agisce sulle ruote posteriori; la potenza di quello elettrico agente sul treno anteriore è invece salita a 143 CV con coppia massima di 250 Nm, portando così la potenza totale disponibile a 374 CV. La velocità massima autolimitata è ancora di 250 km/h e l'accelerazione sullo 0-100 di 4,6 secondi, che scendono a 4,4 per la coupé dato il peso minore di 60 kg. Grazie al pacco accumulatori da 11,6 kWh, l'autonomia in pura modalità elettrica è di 53 km per la roadster e 55 per la coupé, mentre il consumo medio rispettivamente di 2,1 e 1,9 l/100 km. Curioso il fatto che il motore (a combustione) venga dichiarato meno rumoroso, pur a fronte del sistema audio che simula il sound di un V8. Se il 3 è un problema, mettetecelo, 'sto V8. Prezzi (sicuramente alti) da comunicare.
29 novembre 2017
La guida autonoma ormai è una realtà
Waymo è una società americana controllata da Google tramite la Alphabet, in pratica lo spin off della Google Driveless car, attuato grazie alla partnership con FCA e con le Chrysler Pacifica come auto su cui installare la tecnologia. Tecnologia che è andata avanti, ma davvero avanti, tanto che, dopo aver percorso 4 milioni di chilometri autonomamente, ora le auto della flotta Waymo debuttano a Phoenix (AZ) con il primo servizio di self driving taxi. I dati del software, raccolti dalla Alphabet e stivati in un database proprietario, sono ormai così numerosi e articolati da rendere superflua la presenza del guidatore al volante anche solo come controllore, ma per maggiore cautela (e data la pericolosità delle cause di risarcimento in US) al debutto un operatore Waymo siederà nell'auto, comunque nel sedile posteriore, dove è collocato un tasto di arresto di emergenza (azionabile da ogni occupante) che se premuto blocca l'auto facendola accostare nel luogo sicuro più vicino. Il servizio di taxi autonomi è stato già sperimentato in 23 città americane, ma questo di Phoenix sarà il vero debutto. E Waymo promette che presto il guidatore di scorta non sarà più necessario, mentre il servizio sarà presto esteso anche in altri Stati del Midwest e della East Coast. Nessun dato sulle tariffe, che comunque dovrebbero essere concorrenziali rispetto ai normali taxi, vista l'assenza di quei fastidiosi e costosi driver umani.
27 novembre 2017
Il web potrebbe peggiorare e l'industria dell'auto è complice
Forse non ne avete mai sentito parlare,
ma su Internet vige il principio della neutralità, ossia quello che
costringe i fornitori di servizi a
trattare in modo equo tutti i dati presenti. Vieta loro di
discriminare su argomenti o addebitare tariffe diverse in base
all'utente, al contenuto del sito, al sito Web, alla piattaforma,
all'applicazione o al metodo di consegna. In sostanza, rende Internet
un rubinetto in cui si paga una tariffa forfettaria per l'accesso a
tutti i contenuti. Questo potrebbe presto
cambiare. Martedì, il presidente della Federal Communications
Commission ha annunciato l'intenzione di abrogare l'ordine neutrale
di riferimento dal 2015. Il capo della FCC Ajit Pai, repubblicano
nominato dal presidente Donald Trump a gennaio, ha detto l'anno
scorso che riteneva che i "giorni della neutralità della rete
fossero contati". E alcune case automobilistiche sostengono la sua
causa, in quanto i regolamenti della FCC hanno secondo loro ostacolato sinora lo sviluppo dei sistemi di guida autonoma.
"Dal nostro punto di vista", dice GM in una lettera
alla FCC, "la banda larga mobile che viene consegnata a
un'automobile che si muove a 75 miglia all'ora su un'autostrada oppure è bloccata in un ingorgo è fondamentalmente
diversa da una connessione a banda larga cablata alla casa
di un consumatore e merita una considerazione continua in base a
regole distinte che tengano conto di questo." GM
vuole quindi sia data priorità al flusso verso auto autonome che
potrebbero richiedere l'accesso a maggiori velocità e densità. Una preoccupazione legittima. Come chiunque sia stato a un salone può attestare, il servizio
wireless può rallentare a passo d'uomo quando tutti iniziano a
caricare video sui loro telefoni in una piccola area. La
preoccupazione è però che Internet non sarà più "aperto"
senza neutralità della rete. Gli scenari proposti includono
strategie di pagamento a più livelli che costringono gli acquirenti
a pacchetti simili a cavi che finiscono per costare di più a lungo
termine, con accesso limitato a contenuti specifici. Se un
determinato sito web non è disposto a pagare di più a un ISP, tale
provider potrebbe rallentare l'accesso al sito o bloccarlo del tutto.
Ma se si pagasse di più, gli ISP potrebbero anche garantire una
connessione rapida e nitida. Il punto è che non potrai più
scegliere dove vuoi andare online o come arrivarci, almeno non come
prima. Molte organizzazioni si stanno preparando a dare battaglia. E
sarebbe il caso che anche dalle nostre parti si svegliasse qualcuno.
La nuova RS 7 è già in sviluppo
La versione cattiva della prossima due volumi alto di gamma tedesca è fase di sviluppo. I muletti della più potente Audi A7 sono ormai in circolazione e la messa a punto delle vetture prosegue in vista del lancio della nuova gamma nel 2019 e delle versioni RS nel 2020. In questo caso non è stato messo in pratica il downsizing spinto della RS5, che è passata dal precedente V8 aspirato all'attuale V6 biturbo. Il motore è infatti ancora il V8 di 4 litri di costruzione Porsche, che in questa nuova configurazione erogherà però 650 cavalli, contro i 560 e 605 attuali, rispettivamente per la versione base e quella Performance. I tecnici Audi Sport hanno previsto un allargamento dei passaruota per ospitare pneumatci più larghi e si prevede un frontale più aggressivo dell'attuale. Anche per la RS7 2020 saranno in listino le versioni "normale" e Perfomance: quest'ultima dovrebbe disporre di 700 CV grazie all'adozione dello stesso sistema di trazione della Porsche Panamera Turbo S E-Hybrid, che prevede un motore elettrico in aggiunta al V8 e un pacco batterie al litio da 14 kWh.
25 novembre 2017
Milano Autoclassica 2017
Le auto d'epoca (o classiche o vintage, chiamatele un po' come volete) stanno vivendo un momento di successo apicale, che si riflette in una dinamica dei prezzi sinceramente fuori di melone. Catorci senza alcun blasone con richieste di migliaia di euro sono ormai di prammatica e nell'immaginario collettivo ogni scassone del nonno è potenzialmente una miniera d'oro. Il fatto è che nel settore si sono inseriti i grandi delle aste e del mondo dell'arte, che hanno trasferito il loro business anche sulle auto. Ciò ha determinato la spirale dei prezzi che attualmente riscontriamo, mettendo da parte quello che era inizialmente lo spirito legato a queste vetture: la passione per l'automobile. Oggi è più che altro passione per il denaro. Per carità, nulla di oltraggioso, ma con le macchine c'entra solo marginalmente e possedere un'auto da collezione è come possedere un quadro, da guardare ma non adoperare. Uno stravolgimento del concetto dell'auto mobile così com'è nata. Ma tant'è. E quindi che la mia gallery dell'importante rassegna milanese sia dedicata alle vetture moderne colà presenti ci sta. Queste, almeno, se uno le compra poi le usa, con buona pace della filosofia a monte, capace di ipotizzare che in una mostra di auto classiche ci sia uno spazio rilevante dedicato a vetture come le Tesla, che io collocherei esattamente agli antipodi di una vintage da 40 milioni come la 250 GTO in entrata.
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