16 ottobre 2017

La nuova Volante ha il sound tedesco



























"Volante" in Italia rievoca i film anni '70 sulla mala, quando le auto della Polizia erano verdi (le Volanti) e le Giulia si esibivano in furiosi inseguimenti cittadini. In Gran Bretagna lo stesso nome ha ancora a che fare con le prestazioni, ma di tutt'altra classe. Ecco allora che Aston Martin espande la gamma DB11 con la nuova spider Volante, che sarà dotata esclusivamente di tecnologia made in Affalterbach, nella specie del V8 biturbo di 4 litri da 510 CV e 696 Nm. La trasmissione è a 8 rapporti sulle ruote posteriori e l'aumento di peso rispetto alla versione coupé contentuto in 110 kg, mentre i meccanismi di apertura del tetto apribile in tela sono stati sviluppati internamente. Elegante è elegante e sono certo che con un V8 AMG sotto il cofano avrà di certo anche il sound giusto, pure meglio del V12 della DB9, la precedente scoperta del brand. Il prezzo è attorno ai 180.000 euro, in linea con la classe della vettura.

Polestar in arrivo







Polestar è il brand tosto di Volvo, quello delle sportive. Ma vista la recente svolta elettrica (o più concretamente ibrida) del marchio, la nuova coupé sarà, appunto, in parte elettrica quanto a trazione. E questo videoteaser anticipa di un solo giorno il lancio, che avverrà domani. Purtroppo le immagini non rivelano praticamente nulla dell'auto, danno piuttostoso una serie di statement su tutto ciò che la Polestar non sarà, considerato che di fatto avrà lo status di un vero e proprio brand più che di una divisione sportiva. Comunque le caratteristiche tecniche sono note: ibrida (ça va sans dire), con un motore a 4 cilindri in linea (la discutibile svolta di economia del frazionamento di Volvo), per una potenza complessiva attorno a 600 CV; fatto salvo che quando la potenza comprende un contenuto elettrico bisogna poi vedere quando ce l'hai davvero tutta disponibile. Comunque, domani il reveal.

13 ottobre 2017

Continental descrive l'auto del futuro






Se dico Continental, cosa vi viene in mente? Gomme, di sicuro.
Gomme tedesche. Ma il gruppo, che fattura quasi 44 miliardi, è molto
di più, un fornitore di tecnologia trasversale che monta i suoi
prodotti sui principali brand. Gli pneumatici sono solo ¼ del
business. Il resto sono cruscotti, visualizzatori, sensori,
telecamere, radar, laser; e poi servofreni, attuatori, sospensioni,
gruppi e motori elettrici. Insomma un po’ tutto quel che serve per
assemblare un’auto moderna, ma anche per progettare quella di
domani. Ho partecipato a un workshop informativo proprio su questa
categoria di prodotti alla pista ACI di Arese; dunque, quale miglior
interlocutore per farmi raccontare l’auto del futuro?



Intanto una certezza. L’auto di domani sarà elettrica, non c’è
storia. Il limite di 95 g/km per le emissioni di CO2 che entrerà in
vigore nel 2020 e sarà applicato a tutte i veicoli implica che nella
gamma delle Case ci dovranno essere auto a trazione elettrica, le
uniche che, non avendo emissioni, possano abbassare la media e
riportarla entro i limiti. Quindi anche l’evoluzione dei benzina,
che dopo uno stop ultraventennale a favore del cartello Diesel è
attualmente in corso, vedrà un trasferimento di risorse a favore
dell’elettrico; un po’ quello che sta facendo VW.



Quindi c’è da gestire una transizione assai complessa, che
vedrà nei prossimi anni la coesistenza di differenti mezzi di
propulsione, tutti accomunati però dall’altro grande capitolo
della circolazione futura: l’obiettivo zero incidenti, ergo ridurre
a percentuali minime gli infortuni. Per fare ciò occorre che
qualcuno, o meglio qualcosa, sovrintenda alla circolazione. Ed eccoci
alla guida automatica. Qui Continental, tramite il know how di
società del gruppo come VDO e Siemens, può mettere in campo la sua
gamma di sensori e attuatori che già oggi permetterebbero un self
driving di livello 5, quello dell’autonomia completa, che solo a
causa delle complessità legate a legislazioni, tipologie di traffico
e diverse aree di sviluppo nel mondo è tutt’ora in fase
sperimentale.



Guida automatica vuol dire internet of things, oggetti
intelligenti che comunicano tra loro, nel caso specifico le auto. Il
modello è quello aeronautico: gli aerei sono sempre sotto la tutela
della torre di controllo, ma si scambiano pure informazioni
direttamente per sapere in anticipo di perturbazioni o problemi.
Anche le automobili dovranno fare lo stesso, ma su scala più ridotta
e in modo automatico. Se ho pianificato un percorso, dovrò far
sapere agli altri quale sia, in modo che la centrale operativa (non
necessariamente umana, ma più
facilmente dotata di intelligenza artificiale
) sia in grado di
determinare il flusso di traffico in quella direzione, possa evitare
ingorghi e garantire, magari con una serie di semafori verdi, il
minor tempo di transito possibile. Sembra fantascienza, ma è già
dietro l’angolo, le cose stanno evolvendo assai rapidamente e le
nuove tecnologie bruciano le vecchie ormai nell’ordine di sei mesi.




Infine, un’auto elettrica richiede un progetto completamente
diverso da quello tradizionale. Pensate solo ai freni. Con la
rigenerazione avere grandi dischi diventerà inutile. Già oggi con
una BMW i3 si sperimenta il concetto di guida monopedale: rilasciando
l’acceleratore il rallentamento è tale che in pratica il freno non
si usa. Di qui l’impiego di leggeri dischi in alluminio, meno
resistenti ma capaci di rallentare solo se serve o addirittura il
ritorno ai tamburi, mentre le ruote potrebbero diventare attive con
il Conti Adapt. Un sistema ruota-pneumatico capace di allargare o
ridurre l’area d’impronta per adattarla alle condizioni del
terreno, unito a una serie di microcompressori alimentati a 48 V
all’interno della copertura per regolare in sincronia la pressione.
Futuro anteriore? Meglio abituarsi (e parlo pure per me) alla svolta
della mobilità.




A.I. marchiata Nvidia per le auto self driving







Nvidia è un marchio famoso nel settore dei videogiochi per la qualità delle sue schede grafiche. Ma, come ogni azienda che lavora in campo hardware, evolve e nello specifico ha deciso di saltare il fosso sviluppando sistemi di intelligenza artificiale. Il più recente si chiama Pegasus e ha come riferimento di evoluzione un sistema di guida automatica di livello 5, il più avanzato, quello dell'autonomia completa. Si tratta di un vero e proprio supercomputer, capace di 320 x1012 operazioni al secondo, vale dire 320.000 miliardi di calcoli con larghezza di banda di un terabyte al secondo. E' costituito da 4 microprocessori e può accettare un  massimo di 16 entrate per sensori. Grazie alle sue capacità di calcolo, il volume occupato dalla parte ragionante di un'auto self driving potrebbe scendere alle dimensioni di una scatola, consentendo così anche il traporto di bagagli, sinora in crisi proprio per l'eccessivo volume dell'hardware, in genere collocato proprio nel bagagliaio. Pegasus sarà disponibile per i costruttori auto dalla metà del 2018; Nvidia peraltro ha già reso noto un accordo con Deutsche Post DHL e ZF per sviluppare veicoli autonomi in Germania.

12 ottobre 2017

A Detroit la nuova Corvette?










Se ne parla da più di tre anni, ma ora la svolta tecnica Chevy sul suo prodotto di punta, la Corvette, è davvero alle porte. Ne sono prova le ormai numerose foto di veicoli in prova in vari ambiti tra cui quelli in  ambiente freddo. Come questa, pubblicata da Josh B. su un gruppo di FB, in cui è evidente la collocazione posteriore del motore, viste le prese d'aria per il vano dietro l'abitacolo. La Corvette C8 è meno camuffata del solito e mostra dimensioni assimilabili alla C7 odierna, ma anche un assetto più basso e quattro scarichi posteriori. Il debutto dovrebbe avvenire al Detroit Motor Show 2018, a gennaio. Accantonate le escursioni tecniche, la scelta per il motore sarebbe caduta su un nuovo LT5, versione riveduta e corretta dell'LT4 da oltre 650 cavalli attuale. Torna poi la possibilità che la Corvette mid engined sia chiamata Zora, dal nome del progettista che propose ai tempi proprio la struttura a motore centrale.

11 ottobre 2017

GT solo virtuale per i fan della S2000









La politica delle riedizione delle vecchie glorie ha mostrato di pagare e quindi varie Case hanno attinto a questo pozzo, da Fiat a BMW, da Mazda a Honda. E, parlando di quest'ultima, sappiamo tutti che dopo la NSX  manca all'appello la più possibile S2000, la spider media molto cattiva che ha lasciato un segno indelebile negli appassionati ma che ormai latita da 8 anni. Comunque si susseguono i rumors sulla sua rinascita e quando si sono diffuse le immagini di questa GT a motore centrale subito si è pensato fosse giunto il momento. E invece no. Questa Honda Sport Vision è puramente virtaule e destinata alla demo del nuovo Gran Turismo Sport che debutta la settimana prossima. Certo, è diventata ormai quasi prassi che le demo virtuale di una nuova sportiva passino poi alle catene di montaggio, ma Honda nega questo sia il caso. Dobbiamo aspettare ancora. Certo che se la vettura in metallo fosse così...

06 ottobre 2017

Close to edge









I video di Ken Block sono noti per la loro esuberanza. In effetti è più un drifter che un pilota, un funambolo che però è in grado di padroneggiare con sicurezza una bestia da 1.400 cavalli come la Mustang Hoonicorn RTR V2, una Ford del 1965 completamente rimotorizzata e dotata di trazione integrale.  Qui Ken si esibisce sul percorso di quella che forse è la gara in salita più famosa al mondo, la Pikes Peak hill climb e indubbiamente scena ne fa parecchia, specie quando sfiora il bordo di un tracciato che indubbiamente di rischi ne fa correre a bizzeffe. Per mantenere i 1.400 cavalli anche in quota l'auto è alimentata a metanolo con una pressione dei turbo maggiorata, in modo che il V8 di 6,7 litri non vada mai in affanno.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...