06 settembre 2017

La prima Lotus di Geely





















La recente acquisizione di Lotus da parte della cinese Geely (già owner di Volvo e del 51% di Proton, la malese controller del marchio brit), potrebbe finalmente dare respiro ai progetti del brand che stazionano nel cassetto da tempo e ricollocare finalmente al posto che merita sul mercato un'azienda dalla filosofia costruttiva tanto pura ed essenziale quanto sportiva in senso stretto. Il primo modello del nuovo corso è però ancora nel novero delle serie precedenti: la Evora GT 430 Sport è dotata infatti dello stesso V6 3.5 sovralimentato a compressore di origine Toyota da 436 CV e 440 Nm, ma è dotata di un kit aerodinamico di origine corsaiola che comprende splitter, ala e profilature in carbonio composito con un attento studio della resistenza aerodinamica che, insieme con le ruote di minor sezione ( 235/35-19" davanti e 285/30-20" dietro contro i 245/35-19" e 295/30-20" della GT), le fanno raggiungere i 315 orari, facendone così la Lotus di produzione più veloce di sempre. L'accelerazione è invece la stessa del modello "normale", 3,8 s sullo 0-100 che scendono a 3,7 sui modelli con l'automatico a 6 marce. Il resto dell'equipaggiamento è molto racing, come gli ammortizzatori regolabili Ohlins, i freni AP e il differenziale Torsen, oltre al controllo di trazione regolabile su  6 posizioni, ma nell'abitacolo la sportività dei rivestimenti in Alcantara e pelle si sposa con la connettività dell'infotainment. L'auto è ordinabile da subito, ma Lotus non ha diffuso il prezzo della vettura; solo quello degli optional: il cambio automatico, 3.600 € e quello delle ruote più grandi (quelle della della GT), 2.800 €. Ma non le avevano mica ridotte di sezione per aumentare la velocità massima? Mah!

04 settembre 2017

Pizza van automatici by Ford





Ford è una delle Case che crede parecchio nella guida autonoma e per questo porta avanti con perseveranza piani di sviluppo assai concreti. Come quello del concepire trasporto pubblico e  delivery come uno dei migliori banchi di prova per il concetto, scelta molto condivisibile. Lo stato dell'arte è quello dell'abbandono dei progetti comuni con Uber e la ricerca di nuovi partner; attualmente però ci si è concentrati su Chariot, sistema di commuting proprietario nato a San Francisco che sostanzialmente ripete la storia di Uber, ma sinora con percorsi grosso modo fissi e disponibili su prenotazione via smartphone con van da 14 posti. Chariot ora si espande anche e New York con due rotte, una sull'east side di Mahnattan e una a Brooklyn. E proprio nella Big Apple Ford vorrebbe entro il 2021 sviluppare il servizio con guida autonoma, estendendolo anche alle consegne door to door, magari pure della pizza se qualche società aderisse al progetto. Attualemente Chariot costa 4 dollari a corsa, molto di più di un biglietto di trasporto pubblico da 1,25 $, ma offre maggior velocità e comodità. Si tratta di lavorarci sopra per quadrare il cerchio e ottenere da una parte un sistema di sviluppo concreto e dall'altra il parziale pagamento diretto dei costi stessi del progetto. Un obiettivo ambizioso, quindi, che tiene conto di come in Usa si sta delineando che la guida automatica interesserà per prima i grandi trasporti su lunghe distanze, settore ove Ford è assente, ma invece attiva su quello di delivery con furgoni e van, che sarebbe quindi il grimaldello per non restare fuori dal futuro business.

La entry model delle elettriche MB









Con il salone di Francoforte in arrivo si accavallano le anticipazioni su nuovi modelli al debutto. Questa riguarda Mercedes e la sua ormai concreta linea di vetture a trazione elettrica; il teaser è quella della EQ A. La vettura è realizzata sulla piattaforma comune MEA destinata a questa architettura e dovrebbe collocarsi alla base della nuova gamma come suggerisce nel novero della tradizione MB la lettera A, ma sempre in ambito semi-Suv, mentre la prima vettura a entrare in produzione l'anno prossimo con ogni probabilità sarà la EQ C, la crossover di media stazza vista al salone di Parigi l'anno scorso. Nessun leak sulla tecnica, ma pare accertato che l'autonomia dovrebbe essere attorno ai 500 km.

28 agosto 2017

2CV en bois





















Auto in legno ne abbiamo già viste, ma questa è di una rara perfezione e più che un veicolo vero e proprio è un'opera d'arte e un omaggio. Un omaggio alla Citroen 2CV, realizzato dall'ebanista Michel Robillard sulla base di un telaio Diane 6 del 1966. Impiegando materiale proveniente da peri, meli e noci per una infinita serie di intarsi estremamente accurati, Robillard ha dato vita a una vettura vera e marciante, talmente bella da aver catalizzato l'attenzione del marchio, che ha incluso l'opera d'arte nel museo virtuale Citroen Origins al posto dell'abituale 2CV in metallo. Sei anni di lavoro per un risultato eccellente, un degno tributo a una vettura-concetto assolutamente mitica di cui, con buona pace delle norme di sicurezza e anti-inquinamento, ancora si sente la mancanza.






Debuttano le black cab ibride





Un altro tormentone è quello dei taxi londinesi, che pur sempre con lo stesso aspetto sono sottoposti a un intenso susseguirsi di eventi, dal cambio di proprietà a quello di unità motrice. E proprio in questi giorni debuttano le prime vetture ibride prodotte dalla LEVC, la nuova società a proprietà Geely (cinese) che ha rilevato la London Taxi Company. Il modello si chiama TX e non è proprio definibile economico: costa infatti 55.599 £, equivalenti a circa 60.000 €. E' però in linea con le direttive londinesi per il trasporto pubblico in vigore dal prossimo anno, che prevedono per ogni vettura pubblica un'autonomia a emissione zero di almeno 30 miglia, pari a circa 48 km: le TX possono infatti percorrere almeno 70 miglia (circa 112 km) elettricamente e sono dotate di un range extender che aumenta l'autonomia a 400 miglia, 644 km. Inoltre le vetture sono plug-in e la ricarica avviene in 20 minuti con un sistema in continua, in 2 ore con un caricatore rapido e in 10 dalla presa di casa. Pare che i tassisti della City siano piuttosto interessati e che le ordinazioni siano in crescita; vedremo se le colonnine di ricarica saranno anch'esse in aumento.

Nuovo leak sulla Honda S2000













La Honda ha mostrato negli ultimi anni una certa tendenza al tormentone, quantomeno per ciò che attiene la NSX, e ora pare intenda ripetere tutta la storia anche con la S2000, il secondo modello mito in attesa della rinascita. Quindi ecco tutti i rumors sullo stile, la tecnologia, il gruppo motore; nel frattempo l'unica (quasi) certezza sul prodotto ce la danno i disegni al computer destinati alla registrazione del brevetto sfuggiti da qualche parte e recuperati dal sito olandese Autovisie. Come ricorderete tutti, però, la S2000 era una spider, mentre dai disegni la vettura appare coupé. Ora però è sfuggito un altro disegno, relativo stavolta a un tetto apribile che sarebbe destinato all'auto e che quindi prefigurerebbe quantomeno una versione targa. La struttura è in tela e ne è previsto tanto l'azionamento elettrico quanto quello manuale, ma in posizione ripiegata non ci sarebbe un alloggiamento per la capote, che potrebbe però essere asportata completamente e riposta altrove. Bene attendiamo eventi più concreti. By the while, sembra che il posizionamento di prezzo stia variando, in rialzo ovviamente, e dai circa 50.000 € iniziali ci sia stia avvicinando ai 65.000-70.000

24 agosto 2017

Sarà elettrica la nuova Ariel













Ce le avete presenti le Ariel? Sì quelle auto (se vogliamo chiamarle così) che incarnano al 100% il concetto very British di elevato rapporto peso/potenza ottenuto con scocche leggerissime, per prestazioni tipo Bugatti a costi enormemente inferiori. Beh, nel futuro del marchio c'è qualcosa di radicalmente diverso. Avendo forse annusato che il mood in ambito supercar ultimamente tira di brutto sull'elettrico, il brand ha rilasciato le immagini della sua prossima vettura top, la P40, che sarà, appunto, elettrica. Un salto pazzesco a livello tecnico e una rivoluzione concettuale per i canoni tipici della Casa visto che la nuova vettura peserà circa 1.600 kg, molto rispetto alle piume della produzione attuale (una Atom pesa 520 kg). La P40 sarà disponibile in due versioni: a trazione integrale, con quattro motori da 300 CV, e a trazione posteriore, con due. A bordo un pacco batterie da 42 kWh nel primo caso e da 56 kWh nel secondo, per un'autonomia attorno a 300 km circa, che scendono a 15 minuti a dandoci dentro di brutto in pista. La ricarica con sistemi veloci avviene in 50 minuti circa, ma per garantire la mobilità in ogni caso a bordo ci sarà un range extender a turbina da 35 kW, un vecchio cavallo di battaglia degli inglesi. Nel caso non abbiate fatto i conti, la potenza totale installata sulla 4x4 è di 1.200 CV, che pesati sui kg fanno 1.33 kg/CV, non come la Koenigsegg One:1, ma mica male. Anche perché lo 0-100 sarebbe coperto in circa 2 secondi e mezzo, mentre lo 0-240 (150 mph, gli inglesi...) in meno di 7,8, con una V max di 257 km/h autolimitata perché, secondo i tecnici Ariel, a nessuno serve di più. Bene, su quest'ultima affermazione consentitemi il beneficio del dubbio. Stiamo parlando di supercar, quindi di superamento dei limiti usuali e spesso del buonsenso. Le regole del buon padre di famiglia vanno a farsi benedire in questo ambito e una limitazione di velocità massima puzza più di difficoltà di handling che di regole autoimposte.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...