14 marzo 2017
Come la M5, prima della M5
Volete a tutti i costi una berlina da 600 CV ma non vi attizza la Mercedes E 63 e non ve la sentite di aspettare fino a settembre la M5? No problem, basta virare leggermente e approdare a una concessionaria Alpina, dove la B5 di ultima generazione è già in vendita, tra l'altro anche in versione station wagon, quella che, ammesso che BMW decida di realizzarla, sarebbe comunque disponibile parecchio più avanti. Realizzata sulla base della scocca a quattro ruote motrici dell'ultima Serie 5, la nuova Alpina monta il "solito" 4,4 litri V8 biturbo, che opportunamente elaborato dai tecnici tedeschi spara 608 CV e 800 Nm, sufficienti per uno 0-100 da 3,5 secondi e una velocità massima di 330 km/h, già, perché da quelle parti non si approva il concetto dell'autolimitazione di serie e dello "sblocco" soltanto a pagamento, ultima frontiera della protervia commerciale teutone. Dentro la solita cura dei particolari, con rivestimenti in nappa e ampia possibilità di personalizzazione. Meglio l'originale? Mah, con Alpina in genere si va sul sicuro.
13 marzo 2017
Le black cab passano all'elettrico
I taxi di Londra sono indubbiamente un'istituzione, specie quelli prodotti dalla LTC (ci sono altri costruttori), la società londinese controllata dalla cinese Geely. Una delle specialità degli inglesi è tuttavia quella di sostituire la struttura interna di un veicolo lasciando l'aspetto esterno consueto: così il classico TX4 Euro 6, l'ultimo degli intramontabili black cab, sta per diventare elettrico e i prototipi stanno terminando i test in Lapponia, come documenta la foto ufficiale LTC. Il lancio della versione avverrà in autunno e in realtà non si tratterà di una vera e propria auto elettrica ma di una vettura capace di percorrere 30 miglia (48 km circa) a emissioni zero grazie alle sue batterie, secondo i dettami di minima stabiliti dell'ente che controlla i trasporti pubblici londinesi. A bordo un range extender a benzina per supplire alla mancanza di centraline di ricarica rapida, anche se si postula che i taxi elettrici possano comunque acquisire una certa carica durante le soste. Che se saranno troppo rare verranno appunto integrate dal range extender, dotato di un serbatoio che assicura una percorrenza attorno ai 360 km, il tipico elevato range giornaliero di un tassista della city; una struttura tecnica diversa da quella del TX5 della Emerald, anch'essa controllata da Geely, che impiega invece un motore Diesel. Consentitemi però qualche dubbio sull'efficienza del sistema, nel caso Geely lo abbia lasciato progettare agli albionici. Non dimentichiamoci che l'affidabilità degli attuali taxi è da attribuire al Diesel della Nissan...
Nio, brand commerciale di NextEV
Di NextEV parlavamo a proposito di supercar, della EP9, in particolare. Ma tre giorni fa a Austin, Texas, i cinesi del management hanno presentato un nuovo brand, Nio, destinato a prodotti meno esotici (si fa per dire) ma più di massa e quindi forieri di guadagni e non solo di immagine come la supercar elettrica di cui sopra. La Eve, prima creazione del marchio, sarà del tutto autonoma e mira a insidiare il successo di Tesla con equipaggiamenti all'avanguardia ed esclusivi. Il sistema autonomo è stato studiato con Nvidia e Mobileye e realizzato con un'interfaccia a intelligenza artificiale che si materializza come un'assistente di nome Nomi. Nomi interagisce in senso proprio: con lei si parla e la si interroga per ottenere le diverse funzioni di cui dispone l'auto. Nomi risponde vocalmente oppure per iscritto sullo schermo digitale a realtà aumentata che sta di fronte al parabrezza. Il tutto mentre gli occupanti si rilassano nella lounge che sta alla base dell'ispirazione di arredamento per l'abitacolo. Dentro non ci sono sterzo né pedali, self driving integrale, dunque, con l'implementazione dei sistemi di comunicazione verso le strutture di controllo esterne (che non ci sono ancora, peraltro) e le altre vetture autonome in circolazione, un po' come sugli aerei quindi. A dispetto della presentazione negli Usa, Nio nel continente ha solo uno dei centri stile (gli altri sono in Germania e UK) mentre è a Shanghai che inizierà la produzione; dal 2020, dicono.
10 marzo 2017
Uber è allergica alle regole
Uber, il servizio di mobilità proveniente dagli Usa ma ormai diffuso nel mondo, ha ammesso di utilizzare la tecnologia "Greyball" sulla sua app allo scopo di evitare il tracciamento da parte delle autorità in diversi Paesi, tra cui l'Italia. Il programma "Greyball" ha utilizzato dati di geolocalizzazione, della carta di credito, account di social media e legati al profilo personale di utenti che Uber credeva potessero essere coinvolti in
operazioni sotto copertura per tracciare l'utilizzo delle auto appartenenti al circuito. Il sistema è stato utilizzato a Boston, Las Vegas,
Philadelphia, Portland, così come in Francia, Australia, Cina, Corea
del Sud e Italia. Di fatto il programma ha permesso a Uber di agire sotto copertura anche in Paesi ove la sua operatività era fortemente limitata, impedendo alle autorità le operazioni di controllo. C'è poi un altro problema con le auto a guida autonoma, settore in cui Uber vede un grande possibile sviluppo per la sua attività futura. In California la società ha visto un blocco della sperimentazione con le auto autonome, poiché gli esperimenti andavano avanti senza autorizzazione. In effetti l'autorizzaione esisteva, ma per sole due vetture, mentre Uber impiegava un'intera flotta. Insomma, sembra che la corporation si mostri un po' allergica ai controlli ma che ormai l'attenzione si sia concentrata su di lei un po' dappertutto. Vedremo le evoluzioni della questione di qua e di là dell'Atlantico.
Pronta per settembre la nuova M5
Come anticipavo nella prova della MB E 63, gli upgrading introdotti da uno dei tre marchi top nelle berline supersport (i.e. AMG, BMW M e Audi RS) contagiano immediatamente anche gli altri. Quindi la prossima M5, attesa al debutto al salone di Francoforte in settembre, sarà una 4x4. Questa è la novità più importante per il marchio che ha fatto delle rear wheel drive la sua bandiera sportiva, ma con coppie dell'ordine degli 850 Nm e potenze sopra i 600 cavalli non c'è storia, occorrono le quattro ruote motrici. Salvo lasciare una modalità M Dynamic che scarica solo al retrotreno la coppia, come la taratura Drift della E 63, ma è da vedere se limitata a 130 km/h come nella macchina di Affalterbach. Superare i 600 cavalli con un V8 da 4,4 litri non dovrebbe essere difficile, se lo fanno i tecnici AMG con uno da 4, ma la vera sfida in questo caso è sul peso, che grazie all'impiego di alluminio, carbonio e acciaio ad alta resistenza dovrebbe contenersi attorno agli attuali 1.870 kg pur con l'aggiunta della trasmissione addizionale e in ragione della crescita dimensionale del nuovo corpo vettura delle Serie 5. Altro grande cambiamento, la sostituzione della trasmissione dual clutch a 7 marce con l'automatico ZF a 8, una scelta di convenienza (e di risparmio) che pur a fronte dell'ottimo funzionamento dell'unità ha un rendimento inferiore e quindi si mangia un maggiore quantitativo di coppia. Il rinvio sull'asse anteriore è gestito da una frizione multidisco in bagno d'olio, mentre la sterzatura posteriore delle altre 5 sarà mantenuta. Speriamo non trasferiscano anche la guida automatica.
09 marzo 2017
L'appeal di una vera sportiva
Al salone di Ginevra c'erano due stand ipercongestionati, nei quali si entrava a fatica (non vi dico fare le foto!): quello Ferrari e quello Alpine. Ma se la congestione del primo era gestita ad arte per creare appositamente folla e codazzo con il noto provincialismo vigente presso il marchio, curiosità e interesse per un sogno possibile erano alla base dell'ingorgo presso il marchio sportivo di Renault, che con la rinascita della A110 ha catalizzato l'interesse di tutti per un'auto che mira a riproporre i contenuti sportivi dell'antenata. Ma anche di più, visto che di fatto la nuova francesina è una concorrente della Porsche Cayman e dell'Alfa 4C. E' compatta, (4.178x1.798x1.252 mm le misure), pesa poco, 1.080 kg, e ha una distribuzione ottimale dei pesi, 44% davanti e 56% dietro. Ma soprattutto il suo 1.8 turbo in posizione centrale eroga 252 CV e 320 Nm, 4,3 kg/CV, sufficienti per uno 0-100 in 4,5 secondi. La Alpine è stata fatta bene: cambio Getrag a doppia frizione con 7 rapporti, freni Brembo, sospensioni a doppi triangoli sovrapposti, cerchi Fuchs da 18 pollici con pneumatici 205/40 davanti e 235/40 dietro. Insomma una vera sportiva, con tutti i numeri giusti e la prospettiva di diventare una star del segmento, grazie anche al Cx di 0,32 che le consente di raggiunge agilmente i 250 km/h. Ma è anche un'auto che si muove bene in ambito urbano selezionando una delle tre modalità di guida, Normal, Sport oppure Track e nell'abitacolo c'è tutto ciò che occorre per viaggiare in buon comfort, con i fari a led che garantiscono una visibilità allo stato dell'arte. Insomma una promessa nel campo delle sportive del nuovo millennio, che con i suoi 58.500 euro (prezzo in Francia, a metà anno si saprà anche quello in Italia) è bella e possibile.
Una Ghost davvero preziosa
L'esclusività delle Rolls Royce è un fatto, ma indubbiamente anche un retaggio di tempi passati. Tuttavia il mito resiste e pare andrà avanti almeno fino a quando il petrolio fornirà immeritati guadagni a un certa parte di mondo. Occorre dunque fare sempre di più per attrarre l'interesse di questi annoiati miliardari. Così alla Bespoke, la divisione che si occupa di personalizzare (ancora di più) le vetture di Goodwood, hanno compiuto un ulteriore balzo nell'universo del lusso: utilizzare dei diamanti per rendere più luminosa la verniciatura di questa Ghost a passo lungo, esposta a Ginevra accanto alla Wraith Black Label. Per ottenere il giusto effetto, infatti, sono stati impiegati 1.000 diamanti (etici, certo) tritati nel legante della vernice allo scopo di dare la giusta luccicanza. Beh come dire, stavolta hanno davvero sbroccato. Sì, perché sono certo che c'è un modo alternativo di ottenere lo stesso effetto, più techno ma certamente meno scenico dal punto di vista della risonanza mediatica. Non per fare della retorica, ma mi sembra che nell'epoca i cui leitmotiv si chiamano migranti e crisi globale questa sia un'allegoria Wagneriana da crepuscolo degli dei
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